Confeugo a Genova 2022: il programma della cerimonia e la sua storia

Confeugo a Genova 2022: il programma della cerimonia e la sua storia

Attualità Genova Venerdì 16 dicembre 2022

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Genova - Sabato 17 dicembre 2022 si rinnova la tradizionale manifestazione del Confeugo, organizzata dal Comune di Genova e dall'associazione A Compagna, preceduta da un corteo di gruppi storici. Si tratta di uno degli eventi di Natale più sentiti e attesi in città, con il falò in piazza De Ferrari che attira genovesi e turisti. A dare il via alla cerimonia sono il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente de A Compagna Franco Bampi. Questo il programma del Confeugo 2022 a Genova, con tutti gli orari e i protagonisti della cerimonia:

  • Ore 16: partenza da piazza Caricamento del corteo guidato dall'abate del popolo con i gruppi storici, gli sbandieratori dei Sestieri di Lavagna e un carro trainato dai cavalli bardati dei Carratê. Il corteo percorre via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo, piazza Matteotti e via Petrarca sino a giungere in piazza De Ferrari dove, sempre dalle ore 16, è prevista un'esibizione della Filarmonica Sestrese;
  • Ore 16.40: dopo l'arrivo del corteo storico in piazza De Ferrari, l'abate del popolo incontra il sindaco offrendogli il tradizionale Confeugo, un grande fascio di rametti di alloro sistemato di fronte all'ingresso di Palazzo Ducale a cui è appiccato il fuoco al rintocco del "Campanon de Päxo", la campana collocata sulla Torre Grimaldina;
  • Ore 17.15: nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sono espressi i messaggi augurali del sindaco Marco Bucci, del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e del presidente de "A Compagna" Franco Bampi che, in veste di abate, come da tradizione elenca i problemi insoluti della città esprimendo molte raccomandazioni e l'augurio che ne venga tenuto conto. La cerimonia, nel corso della quale il console di A Compagna Maurizio Daccà rende omaggio al poeta genovese Carlo Malinverni, termina con armonie natalizie a cura del liceo musicale Pertini, esecuzioni del violinista Eliano Calamaro, della chitarrista Silvia Groppo, danze popolari e l’invito a cantare l'inno dei genovesi Ma se ghe penso.
    Presenta il Cintraco Marco Pepè

Alla cerimonia del Confeugo 2022 collaborano: Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Gruppo Folcloristico Città di Genova, Pro Loco Centro Storico, Gruppo Storico Culturale Sextum, Gruppo Storico Pegliese, Gruppo Storico I Gatteschi, Gruppo Storico di Rapallo, Compagnia d’Armi Flos Duellatorum, Gruppo Danza Storica Le Gratie D’Amore, Gruppo Storico San Giorgio, Gruppo Folk Amixi de Boggiasco e del Golfo Paradiso, Circolo Culturale Fondazione Amon, Gruppo Folcloristico Città di Genova, Sbandieratori dei Sestieri di Lavagna, Associazione Carrettieri Genovesi, Associazione Culturale Corte Fieschi di Casella, Gruppo Storico Voltri, Compagnia Balestrieri del Mandraccio, Gruppo Storico Sestrese, Gruppo Storico Limes Vitae, Gruppo di Danza Storica Il Biancofiore di Vigevano, Gruppo Storico Contea Spinola di Ronco Scrivia. 

La storia del Confeugo 

Questo rito riprende un'antica tradizione della Repubblica di Genova, documentata dal secolo XIV, ma probabilmente più antica, risalendo presumibilmente al Medioevo, forse all'epoca del Comune del Popolo (XII secolo). Essa consisteva nell'omaggio da parte dell'Abate, che rappresentava il Popolo, alle massime Autorità di un grosso tronco di alloro, ricoperto di rami. Ne furono destinatari nel corso del tempo, prima il Podestà, poi il Capitano del Popolo e infine il Doge. 

Esistono testimonianze del fatto che il corteo partisse dalla Valle del Bisagno e attraverso il Ponte di Sant'Agata percorresse le attuali via San Vincenzo, Via Porta d'Archi, vico Dritto Ponticello, Porta Sant'Andrea fino ad arrivare al Palazzo del Governo, l'attuale Palazzo Ducale. Davanti al Ducale l'Abate si rivolgeva al Doge pronunciando le seguenti frasi: Ben trovòu Messê ro Duxe e il Doge rispondeva Ben vegnûo Messê l’Abbòu. In tarda serata il Doge e il suo seguito appiccavano fuoco all'alloro, per buon auspicio, e vi gettavano sopra un vaso di vino e lo addolcivano con confetti e zucchero. I presenti cercavano di portare a casa un tizzone come amuleto. 

La Cerimonia venne sospesa nel Settecento e ripresa nel 1923 dall'associazione A Compagna, associazione nata in quell’anno per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni genovesi, per esser nuovamente interrotta nel 1937. Da allora è il presidente della Compagna che impersona l’Abate del Popolo, portando il tradizionale tronco d’alloro al Sindaco. Dal 1951 la Cerimonia è continuata di anno in anno sempre con l'offerta di una pianta di alloro, adorna dei colori rosso e bianco, completata con il falò rituale di un fascio di alloro ed uno scambio di auguri contornato da commenti sugli avvenimenti dell’anno trascorso e impegni e richieste per l'anno a venire.

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