Skymetro in Val Bisagno, Legambiente: «Opera anacronistica. Sarà caporetto del trasporto pubblico locale» - Genova

Skymetro in Val Bisagno, Legambiente: «Opera anacronistica. Sarà caporetto del trasporto pubblico locale»

Attualità Genova Lunedì 4 aprile 2022

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Genova - «Lo Skymetro in Val Bisagno finanziato dal Ministero non è l'opera rivoluzionaria che il sindaco Bucci e la sua giunta continuano a raccontarci, al contrario è un'opera da prima metà del Novecento, che non ha eguali in Italia, forse proposta più per avere risonanza e per poter dire di essere 'i primi a realizzarla' che non per un'oggettiva utilità». Sono parole nette quelle che Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, indirizza al sindaco di Genova Bucci in merito all'annunciato progetto dello Skymetro in Valbisagno. 

«Se all'estero le infrastrutture sopraelevate sono state demolite o convertite in parchi lineari con l'obiettivo di mettere la qualità della vita degli abitanti al primo posto dell'agenda politica - continua Grammatico - a Genova si punta su sistemi anacronistici, rifiutando di rigenerare i suoi spazi. L'impianto ha un elevato impatto visivo che diminuirà il valore degli immobili affacciati sull'infrastruttura e la qualità dell'abitare pone interrogativi sui rischi di interferenze con le falde acquifere sottostanti e non sono noti i costi di manutenzione». Dice Legambiente in una nota: "È evidente che la lezione arrivata dalla condizione delle nostre autostrade, tra cavalcavia e gallerie, sembra non aver insegnato nulla rispetto all'importanza di quantificare le spese che graveranno sulle future generazioni. In sintesi, si finanzia una proposta di cui manca un vero progetto e un percorso di condivisione con la cittadinanza".

Le preoccupazioni di Santo Grammatico riguardano soprattutto il trasporto pubblico locale: «La metro sopraelevata, affiancata al progetto dei "quattro assi" precedentemente finanziato, rappresenterà la 'Caporetto' del trasporto pubblico locale genovese, che abbandona così definitivamente la possibilità di reintroduzione del tram, il mezzo più efficace, efficiente, puntuale e attraente per spostare gli utenti dal traffico privato al trasporto pubblico e l'unico in grado di costringerci a ripensare lo spazio urbano». Quello che emerge dalle dichiarazioni del Presidente di Legambiente è che si tratti di un'occasione mancata: 969 milioni di euro sarebbero in grado di trasformare radicalmente il volto della città e le abitudini dei suoi cittadini. Con 30 milioni a km si farebbero 29 km di tranvie: 10 km della Valbisagno, 7 km tra piazza Tommaseo e l'area commerciale della Fiumara, 4 km fino a Quarto, 6 km fino a Multedo, con un "avanzo" di 2 milioni. 

Sul come affrontare la situazione risponde Daniele Salvo, Presidente del circolo Legambiente Polis e responsabile mobilità per Legambiente Liguria, che da tempo si confronta con le molte associazioni che con grande preparazione studiano il trasporto pubblico locale e non condividono le scelte dell’amministrazione comunale. «Legambiente e l'associazione MobiGE hanno presentato un ricorso al Tar sul finanziamento previsto per il progetto del rafforzamento del sistema degli assi di forza per il TPL che ci auguriamo, per il bene della città, venga accolto consentendo di riportare le lancette della discussione sul trasporto pubblico, ad un nuovo punto di partenza. L'assenza di promozione e informazione sui territori dei progetti sul trasporto pubblico locale che vengono poi finanziati, ci sembra una lacuna gravissima che purtroppo fa riflettere sul ruolo della politica. Ci auguriamo che i cittadini che saranno colpiti da questo progetto e le associazioni prendano in considerazione ulteriori ricorsi, valutata la mancanza di ascolto da parte dell'amministrazione comunale», conclude Salvo.

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