Peste suina, Bottino di Escursionismo Liguria: «Ordinanza? Peggio del Covid. Non è la strada giusta» - Genova

Peste suina, Bottino di Escursionismo Liguria: «Ordinanza? Peggio del Covid. Non è la strada giusta»

Attualità Genova Venerdì 14 gennaio 2022

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Enrico Bottino
© Vittorio Gambardella

Genova - Dopo i casi di peste suina africana che hanno interessato recentemente il Basso Piemonte e la Liguria con il ritrovamento nei pressi di Ovada della carcassa di un cinghiale infetto, seguito da altri ritrovamenti a Fraconalto (Alessandria) e a Isola del Cantone (Genova), i ministri della Salute Roberto Speranza e delle Politiche agricole Stefano Patuanelli hanno emanato un'ordinanza per prevenire la diffusione del contagio nella zona infetta, che comprende un'ampia area del genovesato, del savonese e dell'alessandrino.

La Peste Suina non è una malattia trasmissibile all'essere umano, ma è molto contagiosa per la popolazione suina, sia per gli animali selvatici, sia per quelli allevati. Il diffondersi della malattia (trasmissibile attraverso le movimentazioni di animali, persone, veicoli e materiali contaminati) può incidere in modo significativo sulla produttività del settore agricolo con possibili ripercussioni economiche in relazione alle esportazioni di suini vivi e dei loro derivati nel mercato Europeo ed extraeuropeo. Ad essere colpito è anche il mondo dell'escursionismo e delle attività outdoor: sei mesi di lockdown nei boschi di 114 comuni in Liguria e Basso Piemonte (qui l'elenco e i dettagli sull'ordinanza). Oltre all'attività venatoria, sono vietate la raccolta di funghi e tartufi, la pesca, il trekking e la mountain bike. E tra i comuni interessati c'è anche quello di Genova. L'ordinanza sta facendo molto discutere, in un periodo storico in cui fare escursioni e muoversi nella natura rappresenta una valvola di sfogo dalle difficoltà quotidiane.

Grandissima difficoltà per il mondo dell'escursionismo e per le guide abilitate, che tutti i weekend organizzano escursioni sui monti della Liguria e sono così costretti a fermare le iniziative nel verde. Uno di loro è Enrico Bottino, da anni nel mondo dell'informazione e 'creatore' di Escursionismo Liguria. "Questa è una mazzata, peggio del Covid. Seguendo tutte le normative per limitare la pandemia, siamo riusciti a organizzare molti trekking. Ora, è veramente difficile andare avanti. Come si può pensare che le persone non possano andare a camminare al Righi o lungo l'Acquedotto storico sulle alture di Genova?".

I prossimi mesi, salvo sviluppi, saranno molto duri: "Siamo costretti a limitare nuovamente gli ambiti interessati dalle nostre escursioni, dovendo rinunciare a camminare soprattutto nei comprensori dei Comuni della Valle Scrivia, della Valle Stura e del Comune di Genova, dove gli eventi sono molti - prosegue Bottino - Non ci resta che guardare ai Comuni liguri non coinvolti. Ad esempio il Parco di Portofino (comuni di Santa Margherita Ligure e Camogli), dove andremo a percorrere il Sentiero Paradiso. Una delle contraddizioni di questa ordinanza è che i cinghiali si trovano ovunque sul territorio: sono presenti in città, adirittura in spiaggia e nel mare, per non parlare del Torrente Bisagno. Cosa facciamo? Il metodo adottato non circoscrive il problema. I cinghiali si sposteranno, seguendo il greto dei torrenti, e il numero di comuni interessati è destinato ad aumentare".

Conclude Bottino: "Il problema è grande per noi escursionisti, ma anche per molte altre persone che svolgono l'attività nei boschi. Purtroppo, come categoria, siamo molto deboli. Più voce in capitolo potrebbero averla i cacciatori, che si vedono sospesa la caccia. Mi domando se ne valga ancora la pena dedicare anima e corpo per ideare, strutturare, promuovere e realizzare le escursioni che noi tutti amiamo. Nell'ultimo periodo abbiamo inanellato una serie di rinvii davvero originali: da quello per meteo al vento forte, dal cambio colore lo scorso San Valentino allo sciopero dei treni. Ed ora è arrivata la peste suina africana...".

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