Covid, che Natale ci aspetta secondo Matteo Bassetti: dai vaccini al lockdown - Genova

Covid, che Natale ci aspetta secondo Matteo Bassetti: dai vaccini al lockdown

Attualità Genova Lunedì 15 novembre 2021

© facebook.com/matteo.bassetti70

Genova - L'Italia è uno dei paesi con più vaccinati in Europa, ma i casi stanno aumentando. Che Natale ci aspetta con la pandemia covid? Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino, ha pubblicato un post sulla propria pagina Instagram, nel quale ha cercato di analizzare la situazione del Paese, parlando di vaccino, contagi in crescita e lockdown.

"Iniziamo col dire che l'Italia è uno dei Paesi europei messi meglio. Ma perché riprendono i contagi? C'è il fattore climatico: il virus ha un andamento stagionale e colpisce maggiormente con il freddo. Trova, poi, terreno fertile nei non vaccinati che sono 7 milioni, pari al 13% della popolazione, quindi ancora troppi. Inoltre abbiamo una ripresa dei contagi su persone con più di 60 anni che si sono vaccinate oltre sei mesi fa. Questo significa che dobbiamo fare rapidamente le terze dosi. E rapidamente non significa tra un mese. Vanno fatte subito.

I contagi, d'altra parte, stanno aumentando e li vedremo crescere anche nelle prossime settimane, ma non arriveremo ai livelli di guardia dell'anno scorso. Non è assolutamente pensabile un altro Natale in lockdown. Perciò, non vorrei iniziare a sentir discutere già da ora di negozi chiusi o cose simili. Non se ne parla. Non è possibile che per una minoranza di persone che ha deciso deliberatamente di non vaccinarsi si arrivi a inficiare le feste natalizie. E non possiamo togliere di nuovo agli italiani la gioia di un Natale che i vaccinati devono poter vivere tranquillamente, come accadeva prima del Covid-19. Del resto se avessimo il 100 per cento della popolazione vaccinata il dubbio su che tipo di Natale sarà non si porrebbe nemmeno.

L'obiettivo per un'immunità di sicurezza è avere il 90 per cento della popolazione vaccinata con due o tre dosi. E spero che a giorni si arriverà anche alla vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni, che deve essere raccomandata. Anche perché il contagio è ripartito da loro e in questo momento i bambini ne sono i moltiplicatori. Vaccinarli significa, dunque, ridurre la circolazione del virus nelle scuole, oltre che coprire indirettamente nonni, genitori, zii. Con le somministrazioni si riducono le complicanze cliniche. E se con una vaccinazione possiamo evitare tutto questo e far sì che il virus non circoli, perché non vaccinarsi e non vaccinare? Serve anche per salvare le feste: non c'è atto più bello che celebrare il Natale in famiglia quando tutti si è vaccinati. Dobbiamo pensare al bene pubblico. Dobbiamo pensare alla salute della comunità".

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