Covid, al San Martino il primo paziente trattato con molnupiravir. Nuova arma per la cura in casa - Genova

Covid, al San Martino il primo paziente trattato con molnupiravir. Nuova arma per la cura in casa

Attualità Genova Giovedì 16 settembre 2021

© Instagram.com/matteo.bassetti_official

Genova - Lo scorso marzo, l'Ospedale San Martino di Genova era stato scelto, insieme ad altri sei centri italiani, per la sperimentazione di un nuovo farmaco antivirale contro il Covid, il quale è sembrato da subito essere molto promettente e potente. Ora, al San Martino e per la prima volta in Italia, viene somministrata la 'pillola' anti Covid-19. Il paziente cinquantenne che ha deciso di sottoporsi alla sperimentazione lo ha fatto su base volontaria, e sarà il primo a provare il nuovo farmaco. Il vantaggio è quello di essere somministrato in pillole e, per questo motivo, di poter essere somministrato nel proprio domicilio (senza necessità di ricovero).

"Ieri sera, qui al San Martino, è stato randomizzato il primo paziente italiano nel protocollo di studio MK4488-02, ovvero nello studio per valutare efficacia e sicurezza di impiego del molnupiravir, un nuovo antivirale in compresse attivo sul Covid. Il molnupiravir è un nuovo farmaco sperimentale che potrebbe rappresentare una arma in più per la gestione del Covid a casa. Il farmaco è ancora in fase III di studio qui in Italia, dove oltre al nostro centro ci sono altri 8 centri autorizzati per la sperimentazione clinica." Ha scritto il professore Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie infettive de Policlinico San Martino, sulle sue pagine social.

Prosegue Bassetti: "Devo ringraziare il fantastico di Dream Team che anche questa volta ci ha permesso di esseri i primi in Italia. Grazie a tutti, ma soprattutto a Chiara Dentone e Antonio Vena. Per fare ricerca scientifica seria ci vuole sacrificio, intuizione, spirito di abnegazione, curiosità e voglia di scoprire cose nuove. Tutti ingredienti che qui in Clinica proviamo ad avere e ad infondere".

Secondo studi d'oltreoceano, gli effetti sarebbero nell'immediato. I dati di uno studio americano di fase 2 (su 200 pazienti non ospedalizzati), in particolare sugli effetti del farmaco dopo cinque giorni dalla somministrazione, evidenziano che la carica virale si era ridotta in tutti i pazienti che lo hanno ricevuto rispetto a chi ha avuto il placebo.

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