Divago, festival di arte contemporanea in via del Campo - Genova

Divago, festival di arte contemporanea in via del Campo

Mostre Genova Mercoledì 8 settembre 2021

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Contenuto in collaborazione con Associazione culturale Mixta.

Genova - Divago è un Festival biennale di arte contemporanea che si svolge, dal 23 al 26 settembre 2021, nello spazio urbano di via del Campo, a Genova. Divago si apre a realtà espositive itineranti e si rapporta con spazi pubblici, privati e commerciali. Divago Festival, che nella sua prima edizione ha contato un migliaio di visite, è un progetto di interazione urbana per mezzo di pratiche artistiche quali installazioni ambientali, performance, street art e happening.

Divago è un progetto patrocinato da Comune di Genova, Regione Liguria e Accademia Ligustica di Belle Arti, in collaborazione con Pinksummer contemporary art, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Stefano Antonelli e Gianluca Marziani e collabora con le molteplici realtà attive sul territorio dell'antico ghetto ebraico genovese, dal Comitato dei Cittadini alla Comunità di San Benedetto al Porto all'associazione San Marcellino. Capofila, ideatore, e responsabile del progetto è Mixta, associazione culturale non-profit dal 2019 che ha il suo nucleo nelle figure di Arianna Maestrale, Giulia Ottonello e Silvia Mazzella. Realtà fluida che concilia approccio etnografico e ricerca artistica, crea situazioni di interazione sociale nello spazio urbano e privato. Mixta si occupa di attualizzare le pratiche artistiche all'interno del tessuto urbano e sociale della città di Genova. Partner del progetto, che garantisce un forte collegamento con il territorio, mette a disposizione spazi e competenze preziose, è l'Associazione San Marcellino.

Divago Festival propone un nuovo volto della città attraverso l’approfondimento artistico del denso e complesso tessuto di via del Campo, residuo urbano del capoluogo ligure, metafora delle città contemporanee e nuovo centro da cui diffondere un sentimento collettivo di coesione e collaborazione civica. È attivo un crowdfunding per sostenere l'iniziativa.

Il Divago Festival é la conclusione di un intenso lavoro sul territorio. La commissione di selezione ha scelto otto progetti specifici per il contesto, ognuno dei quali ha una metodologia di sviluppo differente, dettagliata durante la prima residenza auto-prodotta a febbraio. Linea comune imprescindibile è l'interazione con le comunità locali e i cittadini residenti, avviata grazie all'intermediazione del Comitato di quartiere, e delle realtà attive sul territorio. La finalità del progetto è doppia: ascoltare la voce di un quartiere che per molto tempo non è stata ascoltata e contemporaneamente aprire le frontiere del quartiere-ghetto e permettere che giovani e artisti valorizzino la zona, assegnandole una nuova vitalità senza soppiantarne l'identità preesistente.

Le installazioni sonore e le installazioni ambientali, che saranno in via del Campo, piazza del Campo, piazza san Marcellino, piazza Vacchero, piazza don Andrea Gallo e presso la chiesa di San Marcellino, si integrano con lo spazio pubblico insieme a interventi pavimentali e curiose sorprese. Suggestioni visive e stimoli alla riflessione non sono solo riservati a un pubblico preparato sul tema dell'arte contemporanea: come nella scorsa edizione, sono organizzate visite guidate alla scoperta delle opere, delle storie, delle curiosità durante l'intera durata dell’evento.

Gli otto progetti che verranno installati nello spazio pubblico di via del Campo sono tra loro eterogenei per dimensione, materiale e possibilità di attivare il pubblico: dall'inserimento nella via di due edicole votive in materiale specchiante, al posizionamento all'interno di edicole preesistenti di sculture di cera, dall'installazione di grandi stendardi tra le finestre della via alla distribuzione gratuita di canestrelli con alcune frasi scritte sotto lo zucchero a velo, dalla pittura pavimentale all'installazione di piccoli televisori nascosti nelle finestre più incastonate tra i palazzi, e ancora diversi interventi sonori e creazioni di situazioni partecipate come la realizzazione di un'enorme partita a scacchi a grandezza naturale in piazza don Gallo.

Ecco chi sono gli artisti in mostra: Marina Arienzale (1984, FI), Camilla Gurgone (1997, RO), Giuseppe Mirigliano (1972, GE), Niccolò Masini (1989, GE), Pengpeng Wang (1991, MI), il duo Letizia Artioli (1993, MO) e Atōmi, il duo Beatrice Caruso (1995, BO) e Rebecca Sforzani (1990, BO) e il collettivo Mefistofeledocumenta. Gli artisti hanno svolto a Genova una residenza d’artista a carico dell’associazione Mixta: hanno soggiornato a Genova per frequentare via del Campo e sviluppare i loro progetti in loco. Considerata la vitale importanza di vivere il territorio, Mixta ha offerto agli artisti che abitano fuori da Genova l’occasione di vivere la città da dentro il ghetto

Le residenze artistiche sono state programmate a scaglioni dall'8 al 21 febbraio; in quei giorni gli artisti hanno avuto a disposizione un alloggio in centro storico e la possibilità di incontri con le realtà di via del Campo come San Marcellino e Princesa, nonché luoghi attrezzati nei quali operare. 

Le esposizioni sono visitabili giovedì 23, venerdì 24 e domenica 26 settembre, dalle 15 alle 19. Sabato 25 settembre dalle 15 alle 18. Sabato 25 settembre, dalle ore 18.30, ci sarà inoltre un Talk in piazza Don Gallo dal titolo Arte pubblica e impegno sociale.

Per contenere l'affluenza del pubblico durante il Festival verrà attuato un programma di visite guidate in collaborazione con gli studenti dell'Accademia Ligustica e di Unige con l'obiettivo di scaglionare le visite e facilitare la percorrenza nelle zone del Festival in sicurezza e nel rispetto della distanza sociale. Sono state pensate due postazioni collocate ai due imbocchi di via del Campo (piazza Fossatello e Porta dei Vacca), da cui partiranno ogni 15 minuti visite per nuclei di non più di 10 persone. Ugualmente, la Talk finale verrà aperta al pubblico nell'ampia piazza don Andrea Gallo, nella quale il team prevede di posizionare un massimo di 40 sedute a distanza più di un metro tra loro.

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