Festa della Liberazione con l'Università di Genova: Dove si posa il vento, narrazioni e musica

Festa della Liberazione con l'Università di Genova: Dove si posa il vento, narrazioni e musica

Massimo Zamboni
© life.unige.it

Contenuto in collaborazione con Università di Genova

Genova - Celebrare la Festa di Liberazione e ricordare il 25 aprile, attraverso una scelta di testimonianze simboliche, narrazioni attoriali, immagini e parole in musica. Questo l’obbiettivo di Dove si posa il vento, iniziativa promossa dall'Università di Genova e curata dal Prorettore alla terza missione Fabrizio Benente, che vede protagonisti il giornalista e scrittore Massimo Minella (La Repubblica), l’attore genovese Marco Rinaldi, il disegnatore e giornalista Stefano Rolli (Il Secolo XIX) e il musicista e scrittore Massimo Zamboni (già fondatore del Consorzio Suonatori Indipendenti e autore Einaudi), e la collaborazione di Franco Piccolo e Cristiano Roversi.

Il programma per il 25 Aprile, registrato e prodotto dal Servizio e-learning, multimedia e strumenti web dell’Università di Genova, è visibile a partire da domenica 25 aprile 2021, alle ore 10, sul canale YouTube dell’Università di Genova. Vediamo nel dettaglio gli eventi di Dove si posa il vento.

Il ricordo, la narrazione, il suono. Una conversazione per non dimenticare, parole per continuare a riflettere. Il senso dell'iniziativa lanciata dall'Ateneo genovese nel giorno della Liberazione è un invito a custodire e a valorizzare il passato, continuando a tener viva la memoria di quanto accaduto. È un'operazione di conoscenza declinata su differenti piani di lettura. Nei sotterranei dell'Albergo dei Poveri, nell'ala del palazzo che ancora deve essere oggetto di trasformazione e riutilizzo per fini accademici, Massimo Minella, giornalista e scrittore, dialoga con il prorettore Fabrizio Benente sul valore del 25 Aprile. Ricordi privati si incrociano così con racconti che appartengono ormai alla memoria collettiva, come la storia di Campo 52 di Pian di Coreglia, in Valfontanabuona, liberato dai partigiani nell'estate del '44. Alle parole si unisce la musica, con la fisarmonica di Franco Piccolo, in un cammino che affronta i temi della Liberazione, mettendo sempre al centro i suoi protagonisti e chi, in quegli anni, ha compiuto la scelta precisa di combattere il nazifascismo. Emerge il desiderio di dare forza al valore della Liberazione, attraverso un racconto collettivo che affascina e sorprende, emoziona e fa riflettere.

Il teatro e la memoria: Cenere. L'attore Marco Rinaldi interpreta alcuni brani di Cenere. Racconti partigiani in attesa di un aprile (Erga 2011). Rinaldi, che insieme ad Andrea Possa compone i "Soggetti Smarriti", si presenta in una veste diversa, quella di autore e narratore, riproponendo i passaggi salienti di uno spettacolo che ha ottenuto importanti riconoscimenti e critiche particolarmente positive. Utilizzando il linguaggio e la narrazione teatrale, Rinaldi ci accompagna in un viaggio nel mondo e nella vita della lotta partigiana in Liguria, senza moralismi né forzature, ma con empatia e condivisione di simboli e di memoria.

Il segno grafico: un vecchio e un bambino. Stefano Rolli lavora per Il Secolo XIX dal 1990 e dal 2002 le sue vignette escono ogni giorno sulla prima pagina del quotidiano ligure. Rolli è giornalista, disegnatore, ricercatore di melodie e suonatore di ghironda. Ha scelto da anni di abitare sull’Appennino, in terre intrise di lavoro, di memoria, di ricordi, non lontane da quelle aspre rupi e da quei casoni per la raccolta delle castagne che furono i primi rifugi delle formazioni partigiane liguri. Stefano Rolli ha scelto di dialogare con Fabrizio Benente, durante la realizzazione di una delle vignette pensate per la Festa di Liberazione, proponendo una riflessione sulla trasmissione della memoria, dei simboli, dei significati e della difesa e ricerca del bene comune.

Le grandi canzoni andranno ricordate e ricantate. La parte di chiusura del 25 Aprile ha come protagonista la musica e le parole di Massimo Zamboni, in una ripresa ideale dei contenuti dei suoi ultimi libri, dell'album "Breviario Partigiano (Post-CSI)", del film curato da Federico Spinetti "Il Nemico - Un breviario partigiano" e mentre è in lavorazione il nuovo album "La mia patria attuale". Zamboni esegue alcuni brani musicali e li commenta, accompagnandoci a riflettere sui valori e sul significato dei simboli e delle parole e, in particolare, sulla parola "liberazione". Il 25 aprile è la data in si ricordamo alcuni dei valori fondanti della nostra costituzione e la Festa di Liberazione deve essere ben celebrata, perché il significato diventi chiaro, incancellabile, e appartenga a tutti.

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