Teatro Nazionale di Genova cerca attrici e attori per La congiura del Fiesco: come partecipare

Teatro Nazionale di Genova cerca attrici e attori per La congiura del Fiesco: come partecipare

Teatro Genova Martedì 6 aprile 2021

Genova - Il Teatro Nazionale di Genova produrrà, nel 2021, lo spettacolo La congiura del Fiesco di Friedrich Schiller, con regia di Carlo Sciaccaluga. Il Nazionale cerca due attrici per i personaggi di Berta e Arabella e due attori per i personaggi di Borgognino e Calcagno. I candidati devono inviare foto, curriculum e un videoprovino a questa e-mail del Teatro Nazionale di Genova entro le ore 12 del 18 aprile 2021.

Scheda dei personaggi: Berta, tra i 20 e i 30 anni, figlia di Verrina, viene violentata da Giannettino Doria e reclusa in casa dal padre; Arabella, tra i 20 e i 35 anni, cameriera di Eleonora, moglie di Gianluigi Fieschi. Intelligente; Borgognino, tra i 20 e i 30 anni, congiurato. Nobile e gradevole. Orgoglioso, impulsivo, spontaneo; Calcagno, tra i 25 e i 40 anni, congiurato. Libertino, magro. Buona cultura, intraprendente. I selezionati sono poi convocati per dei provini in presenza che si tengono nei giorni 26, 27 e 28 aprile 2021 presso la Sala Mercato di Genova. Oltre alla battuta già preparata per il videoprovino è richiesta la presentazione di un altro breve monologo o battuta, a scelta, possibilmente tratto da un’opera di drammaturgia contemporanea o novecentesca. Per i candidati che saranno scelti al termine delle due fasi di selezione il periodo di impegno indicativo sarà compreso tra il 15 maggio e il 15 luglio 2021. Ora il testo da preparare.

Per le donne, il testo da presentare nel videoprovino è il seguente, una battuta di Amalia tratta da I masnadieri di Schiller: Era un vero uomo. È morto, come tutti coloro che abbiamo amato. Ho perduto qualcosa? Niente, tutto, niente! Sotto il sole la gioia non matura. Amiamo, desideriamo, possediamo, e poi perdiamo tutto con dolore. Se l’aveste conosciuto… lo avreste amato! Il volto, gli occhi, il suono della voce così simile a voi che io… quasi… potrei amarvi. Qui dove siete voi, c’è stato lui mille volte e io dimenticavo cielo e terra. Il suo sguardo vagava per questa splendida terra, e sembrava che la natura lo sentisse e lo accarezzasse per ripagarlo della generosità dei suoi occhi… qui incantava con una musica celestiale gli uditori dell’aria… qui mi abbracciava e baciava con labbra ardenti le mie, e fiori morivano volentieri sotto i suoi passi.

Ora veleggia su mari burrascosi e l’amore di Amalia veleggia con lui. Vaga per deserti infuocati di sabbia. E l’amore di Amalia fa fiorire la sabbia infuocata sotto i suoi piedi. Il sole del Sud brucia il suo capo scoperto, la neve del nord gli logora la suola delle scarpe, la grandine lo colpisce alle tempie e l’amore di Amalia lo culla in mezzo agli uragani. Mari, monti, orizzonti dividono i due amanti, ma le loro anime infrangono le carceri piene di polvere e si incontrano nel cielo dell’amore.

Per gli uomini il testo da presentare nel videoprovino è il seguente, estratto di un monologo di Karl da I masnadieri di Schiller: Verso dove? Verso dove? È tutto così buio, nessuna stella per indicarmi la via. Nessuna bussola. È probabile che tutto finisca con l’ultimo respiro. Come in un’ insulsa recita di marionette. Fine. Sipario. Ma se è così… che senso ha allora questa rabbiosa fame di felicità? Questa visione sognata di una pienezza di vita mai raggiunta? Tutto e uno! E questo continuo rinvio di progetti mai compiuti? Basta il piccolo scatto di questo arnese di ferro.

E tutti diventano uguali, i saggi, gli stupidi, i vigliacchi, i coraggiosi, i ricchi… i poveri… tutto e uno. Nulla. C’è una divina armonia nella natura. Perché solo la ragione umana è così dissonante? Allora ci deve essere qualcos’altro, oltre la ragione, visto che in questa vita non sono stato ancora felice, mai… vi vedo tutte anime delle mie vittime assassinate! Ma non tremerò…

Sento le vostre grida di morte, vedo i vostri visi lividi e le vostre orrende ferite. Non sono che anelli nella catena del destino. Un anello agganciato all’altro… le vacanze d’estate… le favole delle balie, i maestri di scuola, il carattere di mio padre e il sangue di mia madre… i giochi, l’amore, le speranze… la disperazione… il delitto… anelli di una stessa catena. Passato ed eternità, saldati in un unico istante! Tutto e uno! Qui… ora… l’aldilà… aldilà… sia come tu sia, aldilà indicibile… purché mi resti intatto questo mio io. Il mio io è il mio cielo e il mio inferno… al di là… E dunque morirò per il terrore di una vita tormentosa? Concederò all’angoscia questa vittoria su di me? No! Andrò fino in fondo.

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