Genova: ristoratori, cuochi e baristi in piazza. «Non c'è una logica. Adesso basta»

Genova: ristoratori, cuochi e baristi in piazza. «Non c'è una logica. Adesso basta»

Attualità Genova Giovedì 7 gennaio 2021

Chef
© Pixabay

Genova - Ristoratori, cuochi, baristi e titolari di locali, nella mattina di giovedì 7 gennaio 2021, sono scesi in piazza De Ferrari, nel centro di Genova. La manifestazione, al grido di "adesso basta!", ha visto partecipare tante persone che "non sono d'accordo con questa gestione isterica e senza logica della pandemia da parte del Governo Conte". L'iniziativa, ideata dal titolare dell’Hosteria Ducale Enrico Vinelli, ha visto radunarsi lavoratori provenienti da tutta Genvoa, ma anche dal Tigullio e del golfo Paradiso.

C'è chi è stato costretto a chiudere il ristorante, chi faticherà a riaprire, chi non riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. La manifestazione è stata ordinata e spontanea, con qualche cartello, e tanta rabbia per un futuro incerto. "Le città sono piene di gente ammassate in ogni via e nei negozi, mentre bar, ristoranti e palestre restano chiusi senza alcuna evidenza scientifica. Non c’è una logica, una strategia, una direzione. Non possiamo continuare a comprare roba e buttarla via". Queste le parole di Vinelli.

Un presidio per incontrare la Regione e raccontare l’esasperazione di un settore colpito dai decreti anti Covid. Il 7 e l'8 gennaio, anche la Liguria è in zona gialla e i locali possono riaprire, ma molti hanno deciso comunque di restare chiusi (poi dall'11 gennaio si saprà il colore della Liguria). "Chi fa impresa non può vivere nella continua improvvisazione e insicurezza. Non è pensabile organizzare il lavoro proprio e dei propri dipendenti, senza sapere se due giorni dopo sarà possibile o meno riaprire. Servono ristori certi e cospicui. Altrimenti si lascino lavorare i ristoratori". La risposta dell'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti.

"Condivido la civile disperazione di questi lavoratori - aggiunge Benveduti - Da tempo, come Regione Liguria, chiediamo chiarezza e una strategia condivisa al governo. I ristoranti sono aziende che devono prevedere una linea di spesa, e non è con questi continui stop and go che possiamo pensare di far ripartire un settore, che già in tempi non sospetti era corso ai ripari adeguandosi alle normative anti-Covid. E invece, nonostante questi sacrifici e senza alcuna evidenza scientifica a tale supporto, li si è etichettati quali fulcro del contagio. Per nostra parte, e in attesa che il governo intervenga finalmente con importanti misure, provvederemo ad attivare nuove risorse a fondo perduto a compensazione di quelle piccole e piccolissime attività, oggetto delle restrizioni governative, e a supporto della digitalizzazione e dell’adeguamento produttivo delle microimprese".

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