Coronavirus a Genova: cosa cambia dopo il decreto del 18 ottobre 2020

Coronavirus a Genova: cosa cambia dopo il decreto del 18 ottobre 2020

Attualità Genova Lunedì 19 ottobre 2020

Covid-19
© Pixabay

Genova - Cambiano misure e regole a Genova dopo le nuove disposizioni anti-Covid varate dal governo. Il Dpcm del 18 ottobre 2020 si va ad aggiungere all’ordinanza regionale entrata in vigore dal 15 ottobre e alle norme già in vigore. Restano confermate le zone ad alto rischio a Genova (centro storico, Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo-Certosa), con misure specifiche e maggiormente restrittive. Ma qual è la situazione aggiornata? E cosa cambia a Genova?

Per quanto riguarda la mascherina, resta obbligatoria nei luoghi al chiuso e all’aperto, senza distinzioni di orari o quartieri. Anche a Genova, le uniche eccezioni sono le abitazioni private, l’attività sportiva, le camminate in luoghi isolati, i bambini minori di sei anni e le persone disabili. Pertanto, occorre portare sempre la mascherina con sè. Le sanzioni per chi non le indossa/le indossa nel modo sbagliato vanno da 400 a 1000 euro.

Cambia qualcosa anche per locali e ristoranti (nell'ultimo weekend, a Genova, sono state fatte già diverse multe). L'apertura (anche per i pub, gelaterie, pasticcerie) è consentita in orario 5-24, ma le attività che non prevedono il consumo al tavolo devono chiudere obbligatoriamente alle ore 18 (fanno eccezione le aree di servizio in autostrada). Tutti i locali hanno ora il dovere di esporre all'ingresso un cartello che indichi la capienza massima (stabilita sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti e che, naturalmente, non è consentito superare) e in ogni caso le tavolate devono essere al massimo di 6 persone. Nessun cambiamento, invece, per i servizi da asporto e a domicilio, che restano consentiti fino alle ore 24.

Dopo i tanti rinvii di questa estate, novità anche per sagre e fiere di paese, che sono completamente sospese (sono esclusi i grandi eventi fieristici nazionali e internazionali), cosi come i congressi (salvo quelli che si svolgono in modalità a distanza) e gli esami di scuola guida. Nulla cambia, invece, per il settore spettacolo: come già confemato dal Dpcm del 13 ottobre 2020, teatri, cinema e sale da concerto restano regolarmente aperti, con un numero limitato di spettatori e nel rispetto delle misure di sicurezza. Stesso discorso per i parucchieri e i centri estetici. Infine, gli spostamenti su tutto il territorio nazionale restano liberi e senza alcuna restrizione (se non per chi è positivo al Coronavirus o si trova in quarantena). Sono chiusi, per effetto dell’ordinanza regionale su tutto il territorio del comune di Genova, i distributori alimentari h24. È vietato vendere alcol, in ogni forma e gradazione, in negozi e supermercati di qualunque tipo tra le 21 e le 8. Gli esercizi che non garantiscono il rispetto di questo divieto, valido in tutta la città, sono obbligati a chiudere negli orari indicati dall’ordinanza.

La novità del Dpcm del 18 ottobre 2020 è il divieto, per quanto riguarda gli sport di contatto, di disputare gare dilettantistiche in ambito provinciale, mentre restano consentite quelle in ambito regionale e nazionale, sia per i dilettanti che per i professionisti. Tutte le società dilettantistiche possono comunque mantenere gli allenamenti dei propri atleti, purché siano svolti individualmente. Nulla cambia per gli sport di contatto in ambito amatoriale, sempre vietati come stabilito dal precedente Dpcm, e neppure per palestre e piscine, che al momento e restano aperte, ma a una condizione: palestre e piscine hanno una settimana di tempo per adeguarsi al rispetto di protocolli sanitari e norme di sicurezza (laddove non vengano già rispettati), altrimenti rischiano la chiusura. Per questo motivo, le palestre genovesi e liguri sono sul piede di guerra.

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