Alluvione Genova del 1970: 50 anni dopo. Il ricordo dell'Ordine Regionale Geologi Liguria

Alluvione Genova del 1970: 50 anni dopo. Il ricordo dell'Ordine Regionale Geologi Liguria

Attualità Genova Mercoledì 7 ottobre 2020

Genova - In occasione della ricorrenza dei 50 anni dell’alluvione di Genova del 7-8 ottobre 1970, l’Ordine Regionale dei Geologi della Liguria, in collaborazione con la Società Italiana di Geologia Ambientale sez. Liguria (SIGEA) e il Corso di Studi in Scienze Geologiche del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, hanno organizzato una visita del tratto terminale del Torrente Bisagno per ripercorrere i luoghi dell’alluvione.

"L'alluvione che nel 1970 colpì la città di Genova è ricordato tra gli eventi più calamitosi verificatisi in Liguria e in Italia - dice Carlo Civelli, presidente Ordine dei Geologi della Liguria - Rievocare quell’evento rimane doveroso per il ricordo delle vittime e dei danni subiti dalla città, non si deve però rimanere confinati alla sola commemorazione, dobbiamo imparare dagli eventi passati per poter affrontare il futuro e gestire meglio il territorio. Pochi giorni fa, il nostro territorio è stato nuovamente martoriato da alluvioni e frane che hanno colpito in particolare il ponente della Liguria.

Questi eventi si verificano con frequenza sempre maggiore e colpiscono pesantemente un territorio come quello ligure che è caratterizzato da fragilità geologiche e geomorfologiche ma anche da pesanti eredità di urbanizzazioni poco rispettose dell’ambiente se non in alcuni casi incoscienti. Siamo sempre col fiato corto all’inseguimento dell’emergenza del momento con interventi che doverosamente vengono eseguiti in massima urgenza per ovviare ai disagi della popolazione, ma che non essendo pianificati e programmati rappresentano in molti casi solo un rattoppo ad un problema più vasto e una dispersione di energie e risorse economiche togliendole di fatto alla fase di prevenzione. Occorre, quindi, reperire le risorse ed agire preventivamente in tempo di pace pianificando gli interventi a partire dalle situazioni maggiormente a rischio ed incentivando economicamente non solo gli enti pubblici ma anche i privati per eseguire interventi di consolidamento e manutenzione del territorio".

Un'alluvione che è segno indelebile degli errori commessi nell'urbanizzazione del territorio, come ricorda Guido Paliaga, presidente SIGEA Liguria: "la mancanza delle necessarie attenzioni e valutazioni dei fenomeni che si erano già verificati in un passato remoto ma di cui si conservano informazioni precise, ovvero l’alluvione del 1822, ha portato al restringimento dell’alveo del torrente ad oltre un terzo della sua larghezza originaria e all’impermeabilizzazione e saturazione di tutti gli spazi pianeggianti un tempo disponibili alle esondazioni. L’errato dimensionamento della copertura del tratto terminale del Bisagno realizzata negli anni ‘20 ha quindi giocato un ruolo chiave nei successivi eventi alluvionali: quello del 1970, del 1992, del 2011 e del 2014.

Le opere strutturali attualmente in esecuzione renderanno la capacità della copertura, grazie anche allo scolmatore, adeguata al deflusso che si è verificato durante quegli eventi, ma è solo attraverso un’attenta opera di manutenzione dell’intero bacino idrografico che si può ottenere una efficace mitigazione del rischio idrogeologico, impedendo che grandi quantità di detriti si aggiungano all’acqua piovana alimentate da frane ed erosione.

Al percorso itinerante sui luoghi dell'alluvione del 1970 hanno partecipato anche gli studenti del primo anno della Laurea Magistrale in Scienze Geologiche, nell'ambito delle attività didattiche dell'insegnamento di "Pericolosità Geo-idrologica". "Si tratta di un originale urban geomorphological trip articolato in 7 tappe, - ha spiegato Francesco Faccini, di UNIGE - tra la confluenza del Torrente Fereggiano e la foce del Torrente Bisagno, finalizzato a fornire l’immediata comprensione delle dinamiche alluvionali avvenute negli ultimi 200 anni, delle grandi modificazioni del territorio per cause antropiche e delle attività per la mitigazione del rischio.

Il Corso di Studi in Scienze Geologiche dell’Università di Genova ritiene strategico, oltre ai necessari interventi strutturali ed alla delocalizzazione di elementi a rischio, procedere con l’analisi e il monitoraggio del territorio quale elemento fondamentale per le attività di prevenzione e mitigazione delle pericolosità e dei rischi naturali. Per questo motivo, il Corso di Studi in Scienze Geologiche propone un curriculum di Laurea Magistrale volto a fornire particolari competenze sull’identificazione e mitigazione dei Rischi geologici e ambientali (frane, alluvioni, eventi sismici, erosione costiera, inquinamento del sottosuolo e delle acque sotterranee) per una corretta gestione del territorio".

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