Raccolta funghi Liguria 2020: regolamento e sanzioni - Genova

Raccolta funghi Liguria 2020: regolamento e sanzioni

Attualità Genova Lunedì 28 settembre 2020

Fungo porcino
© Pixabay

Genova - La Liguria è terra di funghi, e l'autunno è la stagione ideale per raccogliere qualche porcino nelle nostre valli. Dalla Val Trebbia al Parco dell'Aveto, dal Faiallo alle valli spezzine. Sono tantissimi i boschi dove trovare i funghi e trascorrere una giornata all'aria aperta. La raccolta dei funghi deve avvenire secondo modalità definite dalla LR 17/2014 che prevede:

  • Quantità massima complessiva di 3 kg al giorno (1 kg di amanita cesarea - ovolo);
  • Raccolta dall’alba al tramonto;
  • Non possono essere assolutamente usati strumenti che danneggino le radici delle piante e il micelio dei funghi presenti nell’humus del terreno I funghi devono essere trasportati in contenitori aperti (tipo cestino di vimini o scatole cartone forate) e non in sacchetti di plastica o contenitori stagni;
  • Divieto di raccogliere o danneggiare funghi non commestibili o velenosi che sono comunque utili al mantenimento del sottobosco.
  • Oltre a queste regole, il consorzio può imporne di ulteriori, come l’obbligo, almeno nelle giornate di caccia al cinghiale, di indossare dei giubbotti ad alta visibilità.
  • È importante ricordare che eventuali violazioni alla l.r. 17/2014 vengono punite ai sensi dell’art. 22 della stessa legge da un minimo di 25 ad un massimo di 300 euro, a seconda del tipo e delle gravità della violazione.

Se non si è assolutamente certi della commestibilità di alcuni esemplari, è possibile portarli presso il servizio di controllo micologico, offerto gratuitamente da tutte le ASL della Regione Liguria nei mesi da settembre a novembre: ASL 1 - 0184 536868; ASL 2 - 019 8405 911/912 - 0182 546 256/258; ASL 3 - 328 0474988; ASL 4 - 0185 329012 e ASL 5 - 0187 534529.

Funghi in Liguria: i consorzi per la raccolta

I Consorzi per la raccolta dei funghi, a termini dell’art. 3 della l.r. 17/2014, possono essere costituiti solo nei territori dei Comuni classificati montani. Nella Regione Liguria sono presenti 29 consorzi di funghi attivi. Le aree dei Consorzi sono delimitate da tabelle e all’interno di tali aree è consentita la raccolta dei funghi, subordinata all’acquisto di un tesserino, rilasciato dal consorzio stesso, che può essere acquistato in loco presso dei pubblici esercizi autorizzati (bar, ristoranti, trattorie).

La gamma dei tesserini è molto vasta e differenziata: possono essere diversi per la durata del periodo di raccolta consentito (giornaliera, settimanale, mensile, abbonamento annuo), ma anche a seconda delle persone a cui vengono rilasciati (proprietari di terreni facenti parte del consorzio, residenti nel comune in cui ricade il consorzio, portatori di handicap, minori di 14 anni).

Raccolta funghi in Liguria nelle foreste di proprietà regionale

Secondo le indicazioni della legge regionale in materia di foreste e di assetto idrogeologico (l.r. n. 4/1999, art. 18) le foreste di proprietà regionale (cosiddette foreste demaniali) possono essere gestite da diversi soggetti, sia pubblici che privati, a seguito di specifiche procedure per l’individuazione del soggetto gestore. In particolare, le foreste ricadenti nei territori degli Enti Parco regionali sono perlopiù attribuite in gestione agli stessi Enti, mentre per le altre foreste, tramite un apposito bando, sono stati individuati dei gestori privati (generalmente costituiti da Associazioni Temporanee di Imprese - ATI) che conducono le foreste in concessione. Solo in due casi la gestione delle foreste è ancora in capo alla Regione.

Per la raccolta dei funghi e per l’acquisizione degli eventuali permessi è quindi necessario mettersi in contatto con il gestore, che fornirà le indicazioni del caso. Solo nel caso delle foreste gestite dalla Regione Liguria (Tiglieto e La Fame), per la raccolta dei funghi è possibile utilizzare la procedura semplificata definita con la DGR n. 1086/2014, con la quale la Giunta regionale ha previsto che per raccogliere in queste zone non occorre più dotarsi di tesserino (come quello che veniva precedentemente rilasciato del Corpo Forestale dello Stato), ma basta effettuare un versamento alla Regione tramite:

  • conto corrente postale 526160 intestato alla Tesoreria regionale;
  • bonifico intestato a Regione Liguria - Genova, codice IBAN IT41G0617501472000000198890.

Il bollettino postale di versamento o il bonifico bancario devono compilarsi come segue:

  • le generalità della persona che effettua la raccolta, anche se minore di 18 anni;
  • la causale "Raccolta funghi nella Foresta di ……" (specificare il nome della foresta dove si intende svolgere la raccolta);
  • le date relative ai giorni in cui sarà effettuata la raccolta.

Si allega a piè di pagina un esempio di bollettino postale compilato.

Il raccoglitore dovrà poi conservare e portare con sé la ricevuta di versamento durante le operazioni di raccolta, insieme ad un documento di riconoscimento e dovrà esibire entrambi questi documenti in caso di controllo da parte delle autorità preposte. Per quanto riguarda gli importi e i limiti di raccolta si confermano quelli degli ultimi anni.

Importi da pagare: 3 euro per ogni giorno e per persona nel caso di soggetti residenti nel comune o nei comuni in cui ricade amministrativamente la Foresta; 7 euro per ogni giorno e per persona per i soggetti non residenti nel comune o nei comuni in cui ricade amministrativamente la Foresta.

Limiti settimanali di raccolta: al fine di garantire il riposo vegetativo della foresta, si conferma il limite temporale per i non residenti di 5 giorni di raccolta alla settimana.

Attenzione: nella DGR n. 1086/2014 sono elencate altre foreste, che tuttavia sono ora gestite da soggetti privati; si ribadisce che le disposizioni previste nella DGR si applicano solo per le foreste Tiglieto e La Fame. Per le altre foreste è ora necessario riferirsi alle indicazioni dei gestori e l’eventuale pagamento effettuato a favore della Regione Liguria, che appunto non è dovuto, non ha alcun valore come permesso di raccolta.

Per quanto riguarda i limiti di quantità, i periodi e le tecniche di raccolta, nonché le modalità di trasporto, valgono le disposizioni contenute nella legge regionale n.17/2014.

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