Le spiagge libere in Liguria sono sempre meno: il dossier di Legambiente - Genova

Le spiagge libere in Liguria sono sempre meno: il dossier di Legambiente

Attualità Genova Mercoledì 5 agosto 2020

Bergeggi
© Joe Brent, wikipedia commons

Genova - Nell’estate del Covid-19, trovare un posto libero dove prendere il sole liberamente e gratuitamente è sempre più difficile. Aumentano, infatti, le concessioni balneari, che a oggi interessano oltre il 50% delle spiagge italiane, inoltre l’8% di costa non è balneabile perché il mare è inquinato. A dirlo è il nuovo rapporto Spiagge di Legambiente, che come ogni anno fotografa la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere del Belpaese, insieme a Goletta Verde storica campagna dell’associazione ambientalista che monitora la qualità delle acque del mare. 

Legambiente ha messo assieme i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Regioni e Comuni, e analizzato foto aeree per stilare una classifica dei primi dieci Comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione, nella quale figurano Alassio (Savona), Jesolo (Venezia), Forte dei Marmi (Lucca), Rimini, Lido di Ostia (Roma), San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Alba Adriatica (Teramo), Pozzuoli (Napoli), Giardini Naxos (Messima) e Mondello (Palermo). Lungo lo Stivale si registra una situazione composita, ma nel complesso decisamente allarmante per chilometri sottratti alla libera fruizione. 

Per quanto riguarda le spiagge libere in Liguria, la regione vanta il record della percentuale maggiore di costa sabbiosa occupata: è il 69,8 per cento che risulta concessa a stabilimenti balneari (1175), campeggi (273), circoli sportivi e complessi turistici. Per quanto riguarda la costa non fruibile perché inquinata è terza con il 7,3 per cento, prima solo Sicilia (18,9 per cento) e Campania (15,5 per cento). 

Altro record negativo è quello del comune di Alassio che insieme a Jesolo e Rimini è tra i comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione: su 7 km di costa sono presenti 95 stabilimenti balneari con un’occupazione della costa pari all’88,2 per cento. Per quanto riguarda le spiagge date in concessione il paradosso è che, con la Legge regionale 13/2008, si è stabilita la porzione di litorale di libero accesso, ma ad anni di distanza dalla sua emanazione, non viene rispettata perché non prevede sanzioni per chi non la applica. I comuni sarebbero obbligati a garantire almeno il 40% di aree balneabili libere e libere-attrezzate rispetto al totale delle superfici costiere, oltre che a dotarsi del Progetto di utilizzo del demanio marittimo (Pud), strumento senza il quale non possono rilasciare nuove concessioni agli stabilimenti balneari, né autorizzare interventi che eccedano l'ordinaria manutenzione. 

Sempre più ricco il racconto di esperienze di gestione di qualità anche in Liguria nel rapporto di Legambiente. Tra le buone pratiche dell’estate 2020, Legambiente segnala Lido Idelmery - Arma di Taggia. Il Lido ha attuato, con l’Università di Savona, un progetto di gestione della Posidonia spiaggiata con cartelli esplicativi in tutto lo stabilimento. Ecco gli altri lidi "virtuosi" in Liguria:

  • Bagni Capo Mele - Laigueglia. Lo stabilimento ha partecipato ad un progetto sperimentale con il Dipartimento del Territorio dell’Università di Genova che consisteva nella realizzazione di una sorta di parco con tutte le specie dunali autoctone che sono ormai quasi estinte in Liguria: il giglio di mare, il finocchio di mare, il papavero di mare e tutte le specie floreali che crescevano sulle spiagge prima che venissero costruiti gli stabilimenti balneari. Lo scorso anno la spiaggia è diventata anche museo. Si tratta del primo Museo della Spiaggia in Italia ed è un progetto che coinvolge più enti ed università e terminerà nel 2022.
  • Spiaggia 20Riviera - Varigotti è la spiaggia comunale libera attrezzata, a Finale Ligure. L’ingresso alla spiaggia, ai bagni, alle docce fredde e agli spogliatoi è gratuito per tutti. In questa spiaggia vengono serviti solo prodotti italiani e nel chiosco solo ingredienti stagionali, in gran parte provenienti da aziende agricole a km0. La spiaggia è eco-friendly e pet-friendly. La spiaggia non è artificiosa: è composta da materiali presenti in loco e rielaborati da onde e correnti.
  • Bagni Garibaldi - Finale Ligure. I bagni si distinguono perché completamente accessibili a persone con disabilità grazie a rampe e passerelle localizzate ovunque ed hanno in dotazione la sedia per l’ingresso in acqua dei disabili. I titolari riescono a tenere aperto lo stabilimento per 8 mesi l’anno stabilizzando quasi tutto il personale con contratti a tempo indeterminato (una vera eccezione per la categoria).

Le priorità per Legambiente di una Legge di riordino delle spiagge. 1 Garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, fissando limiti alla percentuale data in concessione e una quota prevalente di spiagge libera per ogni Comune, ma anche spingendo verso forme di concessione più leggere; 2 premiare la qualità dell’offerta nelle spiagge in concessione, coloro cioè che puntano su una logica ambientale sempre più integrata con il territorio e su imprese locali e familiari capaci di garantire l’occupazione; 3 canoni adeguati con risorse da utilizzare per riqualificare il patrimonio naturale, con una parte degli stessi che rimanga ai Comuni, così come chiesto anche dai balneari; 4 una strategia nazionale per erosione, inquinamento e adattamento al clima, che riguardi tutti gli 8 mila chilometri di coste italiane, la metà dei quali soggetti a erosione, e la garanzia del diritto a un mare pulito, restituendo alla balneazione acque soggette a cattiva depurazione o non più campionate.

Inoltre, il 7,8% dei tratti sabbiosi in Italia - tra chilometri di costa interdetti alla balneazione e abbandonati, ossia aree in cui ricade la foce di un fiume, di un torrente o di uno scarico e che non vengono campionate -  è sottratto alla balneazione per ragioni di inquinamento, in special modo in Sicilia, Calabria e Campania che in totale contano circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale; mentre sono complessivamente 169,04 i chilometri di costa “abbandonati” in tutta Italia. Il risultato è che la spiaggia libera e balneabile nel nostro Paese si riduce mediamente al 40%, ma con grandi differenze tra le Regioni. 

"La Liguria sta continuando a perdere la qualità del proprio paesaggio costiero - dice Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria - La forte urbanizzazione, la presenza di porti commerciali e turistici, i servizi e lo sviluppo industriale hanno ridotto lo spazio libero e fruibile per i cittadini e l'erosione costiera, con l'intensificarsi di fenomeni sempre più intensi come le mareggiate, stanno mettendo a dura prova questo ristretto spazio. È necessario rinaturalizzare e rigenerare dove possibile tratti di costa, evitare la costruzione di impattanti opere di difesa che non risolvono il problema, se non localmente spostandolo su tratti di costa limitrofi e portare le spiagge libere della Liguria al 40% come previsto dalla legge".

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