Suq Genova 2020, il tema è Frontiere: cucine etniche e spettacoli. Il programma

Suq Genova 2020, il tema è Frontiere: cucine etniche e spettacoli. Il programma

Attualità Genova Piazza delle Feste Martedì 4 agosto 2020

Suq, piazza delle Feste
© Suqgenova.it

Genova - È Frontiere il tema del Suq Festival 2020, giunto alla 22esima edizione e in programma al Porto Antico di Genova dal 28 agosto al 6 settembre 2020. Simbolo dell’integrazione possibile tra genti e culture, si tiene sul grande palco in Piazza delle Feste, il teatro sul mare disegnato da Renzo Piano, e in altri due spazi, uno sotto il tendone e l’altro all’esterno, con un appuntamento alla Chiesa di San Pietro in Banchi.

Suq, con la direzione artistica di Carla Peirolero, significa mercato in arabo e del mercato è rispettato lo spirito di scambio, libertà e incontro, ma con le nuove modalità richieste dalle misure di sicurezza, per tutelare la salute degli spettatori e degli artisti. Cambia l’allestimento scenico, ma non l’atmosfera del Suq, a cui contribuisce la presenza delle cucine etniche (indiana, messicana, persiana, nord-europea, africana), e delle tante lingue diverse come tante sono le provenienze dei suoi ospiti e dei frequentatori del Festival "il pubblico più multiculturale d’Italia".

10 giorni di Suq Festival 2020 a Genova e un programma che ha per cuore la rassegna Teatro del Dialogo - 8 titoli di cui 2 prime nazionali, 7 novità, 7 Compagnie, 12 rappresentazioni, una nuova produzione per bambini - accompagnata da una trentina di eventi collaterali: concerti, incontri, showcooking, laboratori per bambini, buone pratiche per l’Ambiente, dal vivo e online, con molti incontri in diretta streaming. Tutte le iniziative sono a ingresso gratuito esclusi gli spettacoli teatrali (10 euro, ridotto 7 euro, il programma completo sul sito Suq Genova). Ora gli eventi, i protagonisti e cosa si può trovare al Suq 2020.

Ogni protagonista del Festival offre il suo contributo d’arte e di pensiero sul tema Frontiere. Confini che condizionano la vita di molti esseri umani, come assistiamo quotidianamente. Ne scrive Marco Aime, in modo diretto ma anche poetico, nel suo copione di Canto di passo, spettacolo in prima nazionale il 28 agosto, nell’adattamento teatrale e regia di Carla Peirolero, una produzione Suq che vede in scena un protagonista teatrale di primo piano quale Moni Ovadia, immigrato come i compagni con cui divide la scena: i siriani Mirna Kassis e Saleh Kamek, cantante e musicista, Bintou Ouattara nata in Burkina Faso.

Ognuno di loro racconta storie di frontiere geografiche attraversate e di muri culturali abbattuti, anche quello del tempo con la forse la prima immigrata della storia 24mila anni fa, che parla della teca del Museo dei Balzi Rossi. Il 31 agosto debutta in prima nazionale Porto a porto di e con Marina Senesi, per la regia di Cristina Pezzoli, recentemente scomparsa, che ha esplorato il confine tra terra e mare circumnavigando l’Italia e incontrando pescatori di frodo, immigrati, delfini e idee geniali. Mbira (30 agosto) di Renato Sarti e Roberto Castello incrocia i confini di Europa e Africa in un festa in cui tutto si mescola. Antonella Questa gioca sul confine dell’età in Vecchia sari tu! (3 settembre). Giampaolo Musumeci e Margherita Saltamacchia del Teatro dell’Argine portano in scena (5 settembre) l’incontro vero con una profuga siriana a Lugano e coi trafficanti di uomini: confini svalicati sfidando leggi scritte e morali.

La spiritualità è il confine raccontato da Mario Bianchi in Con me in paradiso (6 settembre), una produzione Teatro Periferico con un imprenditore e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia, che incontrano Gesù. Marcela Serli in Come diventare italiani (6 settembre) incrocia identità con mercato e offre un tutorial amaro sugli usi e costumi che favoriscono l’integrazione nella massa globale. Umorismo e riflessione cedono il passo alla poesia nello spettacolo per famiglie Il cielo non ha muri (2-4 settembre), un adattamento di Alberto Lasso dall’omonimo libro di Agustín Fernández Paz e Dall’altra parte di Laurence Fugier, una parabola moderna per ricordare che i muri non potranno mai toccare le nuvole.

Ambiente e futuro sono al centro degli incontri: il 29 agosto Sabrina Giannini curatrice di Indovina chi viene a cena, trasmissione di Rai 3, è al festival con il libro La rivoluzione nel piatto. Il 30 agosto il filosofo Telmo Pievani, con il libro La terra dopo di noi, in dialogo con Goffredo Fofi, per immaginare come potrebbe diventare la Terra se gli uomini scomparissero e quindi comprendere quanto le nostre azioni condizionano l’ecosistema meraviglioso e fragile che per noi è vita. Con Oliviero Ponte di Pino e tanti ospiti dal vivo come online, il 31 agosto si parla del teatro e della sue frontiere. Patrizia Luongo coautrice di Un futuro più giusto, è al Suq 2020 il 5 settembre con il libro Un futuro più giusto, in collaborazione con Banca Etica e Forum diseguaglianze e diversità.

Per la musica, il 29 agosto è in programam il concerto di sole donne per ricordare Roberta Alloisio, il 2 settembre appuntamento con Black Med, in collaborazione con Electropark, un progetto del duo Invernomuto che mescola elettronica e arte visiva, esplorando argomenti come tecnologia, migrazioni, periferie e intercultura, il 4 settembre largo al Rap di periferia, giovani artisti in scena, dalla Valpolcevera la periferia segnata dal crollo del Ponte Morandi, in collaborazione con il Teatro SOC di Certosa. Non possono mancare lo showcooking di Chef Kumalè e le cucine etniche indiana, messicana, persiana, nordeuropea, africana.

Il Festival vanta dal 2014 il contributo del MiBACT attraverso il FUS Settore Teatro - Festival; dal 2010 il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tra i principali Partner, il Comune di Genova - Assessorato alla Cultura; Porto Antico di Genova spa e Camera di Commercio di Genova. Il Festival è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia San Paolo nell’ambito dell’edizione 2019 del bando “Performing Arts” . Con questo Festival Suq Genova è entrato a far parte di PERFORMING +, un progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valled’Aosta. Eco Partner storici sono Novamont Spa, Coop Liguria, Iren, Amiu.

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