Sanità in Liguria: servizio Cup aperto dal 22 giugno per prenotare le visite - Genova

Sanità in Liguria: servizio Cup aperto dal 22 giugno per prenotare le visite

Attualità Genova Mercoledì 10 giugno 2020

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Genova - Continua il trend positivo in Liguria: calano ancora gli ospedalizzati e aumentano i guariti certificati con doppio tampone. La sanità ligure si appresta a una riapertura generale di tutti i servizi. «Abbiamo fatto una lunga riunione con i direttori generali, i vertici di Alisa, Liguria Digitale che si occupa del sistema informatico per mettere a punto il piano previsto dal Decreto Legge 34 del Governo per far fronte all'eventuale ritorno del Covid-19 in autunno - ha detto il presidente Giovanni Toti - Presenteremo il piano nei prossimi giorni. Stiamo mettendo a punto anche il piano per la riapertura di tutta la sanità regionale, Cup compreso, che riapre il 22 giugno 2020». Il Cup in Liguria permette di prenotare esami o visite specialistiche.

«In vista della riapertura del Cup - ha detto il vicepresidente e assessore alla sanità Sonia Viale - abbiamo dato mandato alle aziende di fare monitoraggio sulle agende per capire a che punto è lo smaltimento delle visite già prenotate fino all'8 marzo 2020. Alcune hanno già smaltito tutto l'arretrato e sono capaci, per alcuni tipi di prestazioni e di visite, di aprire immediatamente l'agenda per inserire nuove prenotazioni. Altre sono in difficoltà o stanno finendo le visite prenotate e sospese. I cittadini saranno informati dettagliatamente, e in modo chiaro e trasparente, sulle opportunità di prenotazione, ma è chiaro che bisogna iniziare. Si comincerà naturalmente con la giusta gradualità, dato che per le regole di sicurezza i tempi di svolgimento delle visite sono cambiati. Chiederemo di aprire anche il sabato. Parallelamente agli ambulatori verrà riaperta anche la libera professione».

Nelle riunioni è stato affrontato anche il problema della pianificazione in vista dell'autunno. «In previsione di una ripresa del picco emergenziale - ha proseguito Viale - ci stiamo attrezzando anche in base a quanto chiedono i provvedimenti governativi: il Decreto Rilancio pone alcune scadenze e chiede la redazione del piano ospedaliero. Siamo a buon punto: abbiamo ricevuto i contributi da tutte le aziende e lo stiamo completando. Avremo la conferma dell'assetto della nostra rete ospedaliera e della capacità di riattivare in pochissimo tempo i posti letto dedicati al Covid. Altra importante conferma per il nostro sistema sanitario è la rilevanza che il Decreto rilancio dà all’area territoriale nella pianificazione della risposta all'emergenza: è stato il cuore della nostra riforma sanitaria, l'infermiere di famiglia è una figura nota al nostro sistema e siamo tra le poche regioni ad aver istituito il master universitario per infermiere di famiglia. Stiamo lavorando su solide basi».

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