Lavoratori dello spettacolo, manifestazione a Genova: «Sicurezza e risposte per ripartire»

Lavoratori dello spettacolo, manifestazione a Genova: «Sicurezza e risposte per ripartire»

Attualità Genova piazza De Ferrari Venerdì 29 maggio 2020

© Contrakreistheater/Wikimedia Commons

Genova - Lavoratori e lavoratrici dello spettacolo scendono in piazza a Genova. Uniti contro il Coronavirus, certo, ma anche determinati nel chiedere risposte concrete dalle istituzioni sul futuro dello spettacolo, dei teatri e della cultura, tra sicurezza e ripartenza. Palcoscenico di questa manifestazione è Piazza De Ferrari, che sabato 30 maggio 2020, alle ore 17.00, potrebbe vedere la presenza di tanti lavoratori e lavoratrici del settore dello spettacolo attorno all'hashtah #convocatecidalvivo: «Siamo lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura italiana, riuniti in un Coordinamento nazionale di realtà, collettivi e movimenti autonomi indipendenti, che si riconoscono negli articoli 4, 9 e 33 della Costituzione Italiana, nella cultura etica del lavoro, nei suoi doveri e nei suoi diritti - si legge sulla pagina Facebook della manifestazione a Genova - Ma siamo anche tutte le cittadine e i cittadini che hanno fame di cultura».

Una fame che si traduce in richieste, in vere e proprie emergenze: «Il 19 maggio 2020 abbiamo inviato il Documento Emergenza alle Istituzioni, chiedendo espressamente di essere ricevuti con urgenza entro il 30 maggio 2020». Due i punti su cui discutere secondo chi lavora nello spettacolo: «Un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e Inps. Inoltre, un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico, protocolli di sicurezzafinanziamenti pubblici, strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica».

Scendere in piazza, all'indomani di mancate risposte, sarebbe l'unica soluzione per farsi ascoltare: «Qualora non ricevessimo risposta, preannunciamo la proclamazione di uno stato di agitazione permanente, con manifestazioni unitarie nelle principali piazze italiane, fino allo sciopero di tutto il comparto e di tutte le azioni che riterremo più opportune. Partecipare all'evento vuol dire partecipare in forma simbolica ad una grande mobilitazione nazionale per la Cultura, per ribadire tutte e tutti insieme che nei processi di ricostruzione il ruolo della Cultura è sempre stato fondamentale. La Cultura è un bene comune, vogliamo ribadirlo in questa manifestazione nazionale di piazza».

Ovviamente sì manifesterà seguendo tutte le indicazioni sulla sicurezza: «La nostra presenza sarà in forma statica, non creiamo assembramenti, rispettiamo la distanza di un metro e mezzo fra di noi, tutti e tutte con mascherina nel rispetto delle norme del protocollo sanitario al fine di tutelare ogni partecipante. Non lasciamo sporca la piazza. Usiamo portaceneri da tasca e sacchetti personali per i rifiuti».

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