Volontariato al tempo del Coronavirus: la Gigi Ghirotti non si ferma - Genova

Volontariato al tempo del Coronavirus: la Gigi Ghirotti non si ferma

Attualità Genova Mercoledì 13 maggio 2020

Genova - Sono 35 anni che la Gigi Ghirotti Onlus di Genova si impegna nel servizio di assistenza ai malati inguaribili e delle loro famiglie nelle loro case e nei due Hospice di Albaro e Bolzaneto. La grave crisi del Coronavirus ha ostacolato pesantemente le attività, tuttavia l'Associazione non si è fermata. «Abbiamo dovuto fronteggiare l'emergenza Coronavirus riducendo l'attività delle cure palliative a domicilio sia per l’oggettiva difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione, sia per la defezione di alcuni nostri operatori sanitari risultati positivi e costretti alla quarantena» racconta Franco Henriquet, Presidente Associazione Gigi Ghirotti Onlus-Genova.

«Abbiamo dovuto sospendere il prezioso apporto dei nostri Volontari negli Hospice - prosegue Henriquet - per tutelare sia loro, sia i pazienti da un rischio contagio. Nonostante queste misure cautelative si è avuta la presenza di un malato Covid positivo all’hospice di Bolzaneto, un malato dimesso da un ospedale cittadino con tampone negativo. Si è dovuto procedere alla sanificazione dell’Hospice di Bolzaneto, dopo il trasferimento dei malati Covid negativi all’Hospice di Albaro. Lunedì 4 Maggio si è riaperto con la ripresa delle attività. Siamo rimasti operativi con i nostri medici, infermieri e operatori socio sanitari che hanno garantito assistenza ventiquattro ore su ventiquattro. Siamo operativi per via telefonica, mantenendo il contatto con i parenti dei nostri pazienti per valutare i casi dove sia necessaria una nostra presenza fisica».

«La Gigi Ghirotti quindi non si ferma - aggiunge il presidente dell'Associazione - Alcuni dei Volontari si sono resi utili da casa, confezionando le mascherine protettive, altri hanno mantenuto un contatto telefonico di sostegno con i nostri pazienti isolati nelle loro case. Alcuni Volontari hanno seguito corsi di formazione telematici per prepararsi al meglio per la ripresa. I medici e gli infermieri dell’assistenza domiciliare mantengono il servizio garantendo la continuità assistenziale e gli psicologi sono a disposizione telefonicamente per i pazienti e le loro famiglie. Il personale degli uffici ha proseguito a lavorare da casa con lo smartworking garantendo tutti i servizi. Quando sarà attenuata o spenta la virulenza del contagio e vi sarà un ritorno alla vita normale da più parti si auspica che vi sia una riflessione sul nostro modo di vivere e l’organizzazione della società. Un auspicio che vi siano dei cambiamenti per la riscoperta dei valori fondamentali della vita e la volontà di porli ai primi posti nella scala delle priorità. Tra questi c’è la difesa della salute, il rispetto della vita e della dignità delle persone al di sopra di ogni discriminazione per età, razza, religione, stato sociale. Si dovrà considerare che la difesa della salute non può essere affidata in modo sempre più prevalente agli ospedali che nel corso degli ultimi decenni hanno assorbito la maggior parte delle risorse che lo Stato destina alla sanità. Si dovrà riconsiderare l’importanza della medicina del territorio, una diversa organizzazione della medicina di famiglia, l’implementazione dell’assistenza domiciliare con contenuti superiori agli attuali, la valorizzazione delle organizzazioni del terzo settore cui deve essere riconosciuto un ruolo più organico anche nel campo della sanità».

«Per ritornare a quanto l’attuale contagio abbia tristemente influito anche nell’attività della nostra Associazione vi è la vicenda dell’hospice di Bolzaneto per la quale siamo stati particolarmente colpiti - prosegue Henriquet - perché è occorsa nell’area della Valpolcevera alla quale siamo particolarmente legati. In Valpolcevera aprimmo 20 anni or sono il primo hospice nato in Liguria. Le organizzazioni del volontariato di Bolzaneto ci sono sempre state a fianco per sostenere le attività all’interno del nostro hospice. 

Con la loro opera ristrutturammo l’area verde intorno all’edificio dell’ex Ospedale Carolina Pastorino per farla usufruire ai malati. Del tutto recentemente ci hanno sostenuto nella campagna per ottenere dalla ASL 3 Genovese il 5° piano dell’edificio, in stretta vicinanza dello stesso hospice. Nell’ottobre dello scorso anno iniziammo al piano, dopo averlo ben ristrutturato, un’attività diurna per i malati di Alzheimer della Valpolcevera. L’iniziativa ha riscosso grande adesione e compiacimento, con forte dispiacere per averlo dovuto interrompere a causa del coronavirus. Noi auspichiamo che questa interruzione sia solo temporanea e siamo ovviamente ben determinati a riaprirla al più presto. Vorremmo tuttavia che con la riapertura fosse garantita la totale sicurezza della struttura che era già stata posta sotto attenzione da parte della ASL. Quanto accaduto all’Hospice di Bolzaneto costituisce un cospicuo aggravio di spese per l’Associazione poiché ha in carico tutti gli operatori, senza ricevere la totalità delle rette giornaliere che la convenzione prevede per la presenza dei malati in hospice.

L'associazione è viva, ma mai si era trovata così in difficoltà, abbiamo dovuto annullare, sospendere, posticipare i vari eventi sociali e culturali che si sarebbero dovuti effettuare in questi e nei prossimi mesi, iniziative che avrebbero dovuto portare quelle donazioni che sono linfa preziosa per la vita della Gigi Ghirotti. La Gigi Ghirotti, non si ferma, ci stiamo riorganizzando ma serve l'aiuto di tutti e con l'aiuto di Genova ce la faremo».

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