Sciopero supermercati e alimentari domenica 29 marzo in Liguria - Genova

Sciopero supermercati e alimentari domenica 29 marzo in Liguria

Attualità Genova Giovedì 26 marzo 2020

Genova - Dopo lo sciopero dei benzinai, che ha arrestato la circolazione dei motori mercoledì 25 marzo, nuove agitazioni sindacali in arrivo anche in Liguria. Filcams Cgil ha infatti indetto per l'intera giornata di domenica 29 marzo 2020 uno sciopero dei negozi di generi alimentari e beni di prima necessità, fra i pochi esercizi ancora aperti dopo il decreto governativo per il contingentamento del Coronavirus.

Una misura che arriva, in un Paese già provato da chiusure e disagi economici, per tutelare dei lavoratori del settore «gravemente esposti a stress e pericolo contagio da Covid-19», come spiega il sindacato in una nota. Commessi e addetti alle vendite di negozi di alimentari e supermercati stanno infatti «lavorando ben oltre il normale orario contrattuale», oscillando fra le 40 e le 50 ore settimanali.

Lo sciopero dei supermercati e dei negozi di generi alimentari, indetto su tutto il territorio regionale della Liguria, vuole portare all'attenzione dei cittadini e del Governo le problematiche legate a un settore che si conferma essere di primaria necessità per tutti, ma che è ancora troppo poco tutelato nella garanzia dei diritti alla salute dei suoi dipendenti. «Ormai in tutte le aziende vi è un tasso di assenteismo dovuto a malattia che va oltre il 50% e le giuste introduzioni del Governo sui benefici per congedi parentali e legge 104 andranno a ridurre ulteriormente gli organici», continua la Federazione Italiana Lavoratori Commercio Turismo e Servizi.

Le rivendicazioni della sigla? Per garantire il servizio essenziale di supermercati e negozi di generi alimentari in Liguria «si rende necessario spalmare l’orario di lavoro delle singole aziende su sei giorni e non più su sette come avviene ora». Riposo, sicurezza e salute le parole chiave dello sciopero, rilanciato anche dalle Segreterie nazionali del sindacato Cgil. La protesta nasce anche dalla polemica sollevata nei giorni scorsi per la carenza di mascherine FFP2 e P3, sostituite anche per i lavoratori del settore supermercati e generi alimentari (tra i più esposti al contatto diretto) dalle mascherine chirurgiche che non garantiscono una protezione sufficiente.

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