Coronavirus a Genova: primo caso al Gaslini, è una neonata di 11 mesi

Coronavirus a Genova: primo caso al Gaslini, è una neonata di 11 mesi

Attualità Genova Venerdì 13 marzo 2020

© Jose Antonio, wikipedia

La neonata è risultata poi negativa e dimessa dal Gaslini

Genova - Continua progressivamente a crescere il numero di persone positive al covid-19 in Liguria, dove si registra anche il primo caso di ricovero all'Istituto Gaslini di Genova relativo a una neonata di 11 mesi, in buone condizioni. A fare il punto sull’emergenza in atto è stato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, insieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e all’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

«Speriamo che le misure stabilite dal governo e in vigore dal 12 marzo diano i risultati attesi - dice Toti - che potremo vedere a partire da martedì o mercoledì della prossima settimana: solo allora sapremo se saranno state efficaci per contenere la pandemia che qui in Liguria ci sta mettendo a dura prova, ma senza effetti che ci preoccupino da punto vista dell’offerta ospedaliera. I numeri ci dicono che la curva epidemiologica disegnata dalla nostra task force viene sostanzialmente rispettata. Abbiamo casi seri nelle terapie intensive, ma abbiamo anche guarigioni. Va avanti il nostro dispiegamento di forze per aumentare le capacità del nostro sistema sanitario, in modo progressivo secondo il Piano che abbiamo stabilito. Il nostro obiettivo è reggere al picco che ci sarà nei prossimi giorni garantendo a tutti le cure di cui hanno bisogno». «Oggi abbiamo avuto una lunga riunione con i rappresentanti del governo - ha proseguito - e nelle prossime ore anche il trasporto pubblico locale sarà ridotto in modo tale da garantire sempre la distanza di sicurezza tra i passeggeri, tenuto conto che ci si deve spostare solo per le ragioni stringenti previste nel decreto».

Il governatore ha quindi ringraziato tutto il personale del comparto sanitario, degli uffici pubblici e delle aziende impegnati sul posto di lavoro "affinché la nostra regione possa continuare a funzionare, dando le risposte necessarie che i cittadini attendono. Ovviamente - aggiunge Toti - tutte le aziende e gli devono adeguarsi alle norme di igiene e garantendo la distanza di sicurezza, che costituisce la difesa più efficace. La paura e lo spavento sono comprensibili ma non devono eccedere i rischi reali: occorre essere rigorosi su ciò che serve, evitando passaparola inutili e dannosi che creano allarmi ingiustificati. Ci sono doveri da rispettare e questo si può fare in sicurezza, senza alimentare paure che non esistono o evocare fantasmi di cui non abbiamo bisogno".

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