Coronavirus in Liguria, il decreto: ristoranti, bar, supermercati e negozi - Genova

Coronavirus in Liguria, il decreto: ristoranti, bar, supermercati e negozi

Attualità Genova Lunedì 9 marzo 2020

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Genova - Secondo gli gli ultimi aggiornamenti arrivati nella serata di mercoledì 11 marzo 2020, queste le decisioni del Governo: chiusi negozi, attività e ristoranti dal 12 marzo. Cosa resta aperto.


Il decreto dell'8 marzo 2020 in materia Coronavirus ha imposto una fitta rete di limitazioni alla vita sociale del nostro paese, e non solo nella cosiddetta zona rossa e nelle zone arancioni indicate nelle 14 province citate dal testo governativo. Le disposizioni riguardano la sospensione di manifestazioni, eventi e spettacoli e la prorogata chiusura di musei e scuole in tutta Italia, Liguria compresa, fino al 3 aprile 2020. E per quanto riguarda bar, pub, ristoranti e attività commerciali? Come si devono comportare i gestori e i professionisti impiegati nel settore della vendita al pubblico? Facciamo ulteriore chiarezza.

Delle varie attività commerciali private si parla all'articolo 2 del decreto, che dispone misure per il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus parlando anche di esercizi come bar, pub e ristoranti. L'indignazione espressa sui social e rilanciata anche dal presidente Giovanni Toti rispetto al pienone registrato a Boccadasse domenica pomeriggio e in piazza delle Erbe venerdì 6 marzo si accompagna a una serie di interrogativi. Anche Genova e la Liguria, dal 10 marzo 2020, sono in zona arancione: attività come bar, focaccerie e gelaterie possono restare aperte o rischiano di attirare troppa gente? E i negozi?

  • Per quanto riguarda bar, ristoranti e gelaterie ora, anche a Genova e in Liguria, l'orario di apertura è dalle 6 alle 18, sempreché il gestore sia in grado di rispettare l'obbligo di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale nei locali (1 metro) e interdizione di servizio al banco, con la sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione. Le altre attività commerciali (tipo i supermercati, i negozi di vicinato e le attività diverse dalla ristorazione) possono rimanere aperte a condizione che riescano a garantire la distanza di un metro fra i clienti.
  • Chiusi i pub, le discoteche, le sale gioco, le sale bingo. Vietate le celebrazioni, comprese quelle di matrimoni e funerali, e tutte le messe. Chiusura anche per piscine, spa, palestre, centri benessere e centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Chiuse anche le stazioni sciistiche. Sospesi anche eventi in luogo pubblico o privato, le manifestazioni organizzate, fiere, convegni, ed eventi di carattere ludico-sportivo anche se al chiuso. Dal 12 marzo sospesi anche i mercati all'aperto a Genova.
  • E i centri commerciali? Dice il decreto: «nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita (centri commerciali e mercati), nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati stessi. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse».
  • Restano aperte farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Anche in questo caso bisogna, però, garantire il rispetto delle misure per evitare la vicinanza tra le persone e dunque è prevista la sospensione dell’attività per chi non è in regola.
  • C'è la possibilità di consegnare i pasti a casa. Aperti, con limitazioni, i mercati rionali.
  • Qui è possibile consultare il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19.

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