Discoteche a Genova e Coronavirus: «In ginocchio dal divieto. Emergenza economica e sociale»

Discoteche a Genova e Coronavirus: «In ginocchio dal divieto. Emergenza economica e sociale»

Attualità Genova Giovedì 27 febbraio 2020

© Pixabay

Genova - Per tutelare la salute pubblica, le misure prese per l'emergenza Coronavirus stanno mettendo in ginocchio attività commerciali, luoghi di svago e piccole-medie imprese a Genova e in tutta la regione. In ottemperanza all’Ordinanza regionale n. 1/2020, come precisato dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, sulle misura in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, i locali aderenti al SILB - Associazione Italiana Gestori Imprese Intrattenimento da Ballo e spettacolo della provincia di Genova, aderente Fepag-Confcommercio, restano chiusi fino alle 24 di domenica 1 marzo 2020 (così come scuole, teatri, luoghi culturali, chiese e sospensione degli eventi con pubblico).

Dice Ettore Bocciardo, Presidente SILB della Provincia di Genova: «Le discoteche e sale da ballo della provincia di Genova, si sono riunite in assemblea straordinaria. Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione Liguria, ma quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale».

«Il nostro settore - prosegue Bocciardo - che contribuisce alla vita sociale e culturale della nostra provincia, già duramente provato da chiusure dovute alle allerte rosse e, per diversi locali del lungomare, dalla mareggiata, è messo in ginocchio dal divieto, dalla paura insita dei nostri cittadini e dall’incertezza assoluta in cui ci vediamo costretti nostro malgrado ad operare. La mancanza di liquidità non concede tempo ulteriore alle nostre imprese. L’economia collegata agli eventi e al divertimento notturno interessa diversi settori che costituiscono il tessuto cittadino e della nostra provincia. Chiediamo alle Istituzioni di attivare ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori e interventi di supporto economico straordinario per le imprese e provvedimenti per azzerare gli adempimenti fiscali nell’immediato, onde evitare un disastro in termini di fallimenti e posti di lavoro».

«La nostra categoria non è dotata di un fondo paracadute, come altri settori quali cinema e teatri. Si annuncia una crisi senza precedenti che durerà nel tempo. Ci aspettiamo un forte calo di numeri e incassi, conseguenti anche ad una sola settimana di chiusura per i locali notturni. Confidiamo che le Autorità preposte ai controlli vigilino affinchè quanto disposto dall’Ordinanza che ha portato alla sospensione dell’attività dei nostri locali volta al contenimento dell’emergenza sanitaria, non venga vanificato da eventi e/o intrattenimenti organizzati da soggetti irresponsabili». Nel frattempo, Giovanni Toti ha riferito che l'ordinanza sarà rivista la prossima settiamana per alleggerire i disagi (salvo esplosione di nuovi casi).

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