Ponte per Genova: concluse le 18 pile. Il nome? «Faremo un bando»

Ponte per Genova: concluse le 18 pile. Il nome? «Faremo un bando»

Attualità e tendenze Genova Martedì 18 febbraio 2020

di A.S.
© .facebook.com/giovatoti

Genova - Oggi, martedì 18 febbraio 2020, è un giorno importante per Genova. Sono state concluse, infatti, le 18 pile in calcestruzzo del nuovo ponte sul Polcevera, nato dalle ceneri del Morandi. Ultima a essere completata è la pila 12, costruita alla fine di via Porro. Le pile su cui appoggiano gli impalcati hanno un'altezza da terra di 40 metri. Ora, dopo 8 mesi di lavoro e circa tre pile al mese, occorre pensare agli impalcati, ai predal e al resto delle operazioni. Per quanto riguarda il nome da dare al nuovo ponte, il sindaco di Genova Marco Bucci ha riferito che sarà aperto un bando per idee e suggerimenti, con i genovesi a decidere l'appellativo del nuovo viadotto.

Il nuovo Ponte per Genova (la cui costruizione è curata dal consorzio PerGenova) è in acciaio, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1067 metri costituita da 19 campate suddivise in questo modo: 14 campate in acciaio-calcetruzzo da 50 metri, 3 campate da 100 metri, una campata da 40,9 metri e una campata da 26,27 metri. Al momento, sono 6 gli impalcati montati in quota, cinque nel lato Ponente e uno a Levante. Le pile sono 18.

Il ponteviene costruito con tecnologie volte a renderlo una infrastruttura sostenibile all’avanguardia, grazie ad esempio ai pannelli fotovoltaici che ne garantiranno l’approvvigionamento energetico, e grazie al sistema di monitoraggio continuo della struttura (gestito all’interno di un centro di controllo), sia per la fase di costruzione che per la fase di utilizzo, con il supporto di robot incaricati di realizzare le ispezioni strutturali del ponte e la manutenzione ordinaria.

Queste le parole di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria: «Questo è il cantiere del buon senso e della buona volontà, esempio dell'Italia che funziona e che va avanti. Con il pensiero fisso alle 43 vittime del Morandi, che meritano verità e giustizia. Quello che stiamo facendo non è un miracolo: non vedo santi e cherubini, ma donne e uomini che si stanno spendendo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, facendo il proprio dovere fino in fondo così come lo hanno fatto tutte le persone di questa città. Grazie a tutti voi! Avanti Genova, avanti Liguria».

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