Sardine a Genova sabato 4 luglio: il ritorno in piazza. Manifestazione contro odio e paura

Sardine a Genova sabato 4 luglio: il ritorno in piazza. Manifestazione contro odio e paura

Attualità Genova piazza Matteotti Venerdì 3 luglio 2020

di A.S.
Sardine
© facebook.com/6000sardine

Genova - Le Sardine tornano in piazza, il luogo dove sono nate e dove saranno in futuro. Si danno appuntamento sabato 4 luglio 2020, alle ore 16, in piazza Matteotti, per chiamare a raccolta tutti coloro che, nelle prossime settimane cruciali per l’assetto politico futuro della Liguria, vorranno mettersi in gioco in prima persona contro le politiche sovraniste giocate sulla paura, sull’odio, sulla stigmatizzazione del diverso, qualunque esso sia. L'evento a Genova è Le sardine ci sono, facciamo banco: non è una manifestazione, né un presidio. Si tratta di uno spazio dove discutere e conoscersi. Uno spazio in movimento, aperto a tutti.

A Genova si può anche firmare la petizione online lanciata da Udi in collaborazione con 6000 Sardine Genova, con cui è chiesto che venga inserito nel testo unico sulla sicurezza e salute sul lavoro (Decreto 81/2008) un nuovo titolo sul tema delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro, in modo che siano resi obbligatori percorsi di formazione dedicati al riconoscimento del problema delle molestie e ai modi per contrastarlo. Alle ore 18, le sardine si inginocchiano per terra per protestare contro ogni forma di razzismo e abuso di potere da parte di chi dovrebbe rappresentare lo Stato e tutelare i diritti di ogni cittadino, e anche per chiedere l’abrogazione dei Decreti sicurezza nell’ambito della campagna di mobilitazione nazionale organizzata da 6000 Sardine in tutta Italia. Durante la manifestazione, che dura fino alle 19, intervengono altre associazioni, artisti e musicisti. Ognuno, un singolo cittadino o un gruppo associativo, può lasciare un contributo tematico o un pensiero politico sul futuro della nostra comunità.

Scrivono le sardine per lanciare la manifestazione in piazza Matteotti e chiamare a raccolta i cittadini genovesi: «É arrivato il momento di ritrovarci perché le prossime elezioni non decideranno solo il destino politico della Liguria nei prossimi 5 anni, ma giocheranno un ruolo determinante per il Paese in generale. Qui più che altrove la convergenza tra le varie forze politiche del centrosinistra può tradurre l’esperienza del governo Conte in un progetto elettorale nuovo, sostenibile e concreto, aperto, capace di dare risposte e soluzioni praticabili a quel popolo del cambiamento che da tempo cerca, invano, di trovare degna rappresentanza.

Chi si ostina a non capire questo è del tutto fuori strada. La posta in gioco è drammatica: o riusciamo a costruire una prospettiva comune, fondata sui principi della giustizia sociale e sulla lotta alle diseguaglianze, oppure consegniamo l’Italia nelle mani del populismo più reazionario. Con questa iniziativa vogliamo ribadire che le sardine esistono e sono pronte a fare la propria parte. Oggi, di fronte alle sfide della ripartenza, le sardine risalgono in superficie per continuare a fare quello che hanno sempre fatto: mettersi a disposizione, a qualsiasi livello e su qualsiasi scala, per fare banco.

Pensiamo che sia determinante, oltre che necessario, mettere in connessione le energie che la società civile esprime perché solo l’attivismo civico può fungere da anticorpo contro le minacce rappresentate dalle destre più violente e intolleranti. Ed è sempre solo l’attivismo civico che può trasformarci tutti - noi cittadini che ci riconosciamo nei valori della Costituzione e della sinistra responsabile - negli enzimi del cambiamento. Enzimi di una trasformazione reale del nostro Paese e del modo in cui è stato finora amministrato.

Con la partecipazione e l’inclusione - che sono la cifra del movimento delle sardine - vogliamo dare un "corpo" vero alla politica della rappresentanza. In modo che non sia, come troppo spesso accade, espressione vuota di una somma di vuoti interessi elettorali, ma sia al contrario piena del nostro impegno, delle nostre istanze, dei nostri desideri. Per creare un'alternativa di governo “sostanziale” e collettiva, serve il lavoro di tutte e tutti: singole e singoli cittadin*, gruppi, partiti, movimenti, associazioni. Per questo vogliamo sostenere e dialogare con esperienze importanti come Friday for future, Black lives matter e tante altre sul nostro territorio.

Ecco perché le sardine, sabato, torneranno a nuotare in mare aperto. In quella occasione presenteremo dieci punti programmatici su cui vorremmo iniziare a confrontarci. Basta con i litigi, le incomprensioni, le divisioni. Cerchiamo di lavorare su quello che ci può unire invece di inseguire le divergenze. Cerchiamoci, incontriamoci, discutiamo. Mettiamo in campo il nostro impegno, le nostre rivendicazioni, i nostri sogni. Ma facciamolo insieme come comunità».

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