Teatro Nazionale di Genova, Davide Livermore: «Sono pazzo del teatro pubblico»

Cultura Genova Venerdì 17 gennaio 2020

Teatro Nazionale di Genova, Davide Livermore: «Sono pazzo del teatro pubblico»

© Fabio Liguori/mentelocale
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Genova - «Un'opportunità umana e artistica poter essere il nuovo direttore del Teatro Nazionale di Genova. Mi assumo questa grande responsabilità con un forte senso di restituzione, stando lontano dalla cosiddetta zona di comfort: sono pazzo del teatro pubblico e darò tutto me stesso per contribuire alla rinascita di Genova, una città che è un cuore pulsante di cose meravigliose. Come dare identità al Teatro Nazionale? Ho la fortuna di non essere un genio, non servono illuminazioni o intuizioni... qui c'è solo lavorare. Il teatro deve andare all'attacco dell'immaginario della società e noi in questo vogliamo essere pirati della bellezza». Si presenta così Davide Livermore, il neo direttore del Teatro Nazionale di Genova, erede del direttore uscente Angelo Pastore, che con il 31 dicembre 2019 era giunto alla fine del suo mandato.

È appena all'inizio della sua esperienza come direttore del Teatro Nazionale di Genova, ma Livermore ha già le idee molto chiare: immagina stagioni in cui la drammaturgia abbia ampio spazio, ma dà altettanta importanza ai classici. Progetta azioni concrete per coinvolgere maggiormente le fasce di pubblico più giovani, ma guarda anche alla multiculturalità del territorio genovese, in particolare la comunità ecuadoriana. Tra le idee in fase di studio, anche quella di inaugurare il 12 ottobre 2020 la stagione in occasione del Columbus Day. Verrà istituito il Premio Ivo Chiesa per celebrarne il centenario della nascita; il premio sarà consegnato ogni anno nel giorno dell'anniversario, il 22 dicembre, con una grande serata di gala nel teatro a lui dedicato. 

Ma non solo. Si intensificherà la collaborazione con il Museo dell'Attore, che fungerà da comitato scientifico per il Teatro. La Scuola di Recitazione del Teatro di Genova, riconosciuta come la migliore accademia in Italia, sarà ulteriormente valorizzata; verrà poi posta maggiore attenzione agli aspetti musicali della recitazione e alla vocalità. 

Davide Livermore dovrà anche saper conciliare la sua nuova attività di direttore del Teatro Nazionale con quella di regista a livello internazionale, ma affronta l'impegno con serenità: «L'80% dei sovrintendenti e direttori artistici di teatri in Europa sono anche registi. Ma questo è soltanto un bene: sono catalizzatori di attenzione, bellezza, connessioni e cultura». E lo è davvero Davide Livermore, figura artistica di fama internazionale, l'unico regista insieme a Luca Ronconi ad aprire per due anni di fila la stagione della Scala, forte di un record di 70mila biglietti venduti per Elena di Euripide all'ultimo Festival di Siracusa

«Quella di Davide Livermore è una scelta importante per il Teatro Nazionale di Genova - commenta Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria - Dopo essere diventato Nazionale, questo teatro vuole guardare avanti e diventare Internazionale: è una bella sfida ma questo teatro e questo nuovo direttore hanno gli strumenti e la vocazione per vincerla».

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