Sciopero dei benzinai a Genova dal 6 all'8 novembre 2019: orari e motivazioni

Sciopero dei benzinai a Genova dal 6 all'8 novembre 2019: orari e motivazioni

Attualità Genova Martedì 5 novembre 2019

© Pixabay

Genova - Le Organizzazioni Sindacali Nazionali FAIB-Confesercenti, FIGISC/ANISA-Confcommercio e FEGICA-Cisl hanno proclamato uno sciopero nazionale dei Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti dalle ore 6 di mercoledì 6 alle 6 di venerdì 8 novembre 2019. Benzinai chiusi per due giorni, dunque, anche a Genova e in Liguria (qui l'elenco completo dei benzinai che restano aperti in Italia).

«La protesta - dicono Fabio Bertagnini Presidente FAIB-Confesercenti Genova e Alberto La Rocca Presidente FIGISC Confcommercio Genova - è rivolta innanzitutto nei confronti del Governo che sta gravando, con adempimenti inutili e cervellotici, un'intera Categoria con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati di 2 mila euro/anno); dalla rimodulazione dell'Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) irraggiungibile per i Gestori, all'introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall'invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono - in tempo - da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità».

Tutti provvedimenti che duplicano gli esistenti e che non hanno alcuna valenza sulla lotta all'illegalità o alla infedeltà fiscale: in sostanza si trasformano i Gestori in controllori dell'intera filiera con responsabilità (anche penali) che non sono connesse con la loro attività. Il Governo si accinge a varare una miriade di provvedimenti senza aver ascoltato la Categoria che, come al solito ha dato la sua disponibilità - oggi ribadita - a lavorare su provvedimenti oggettivi, assunti nell'interesse della collettività e non contro i Gestori. La politica rinvia all'Agenzia delle Entrate (e delle Dogane); queste ultime rinviano alla Politica con un rimpallo di responsabilità costruito per dilatare i tempi ed impedire che siano introdotti correttivi ragionevoli.

La protesta è inoltre rivolta nei confronti tanto delle compagnie petrolifere quanto di quella miriade di soggetti, molti dei quali operatori border line, diventati titolari di impianti, che fanno strame dei contratti e delle Leggi nel più assoluto silenzio della Pubblica Amministrazione che assiste allo scempio nel più colpevole dei silenzi che realizzano quell'abuso di dipendenza economica cui il Gestore è costretto per non
soccombere. A tutto questo si somma il rifiuto a rinnovare gli accordi economici ampiamente scaduti negando persino il riconoscimento dei maggiori costi di gestione scaricati in capo ai gestori.

«Infine i Gestori - concludono Aldo Datteri Presidente FAIB-Confesercenti Liguria e Walter Vicentini Presidente FIGISC-Confcommercio Liguria - che hanno apprezzato il lavoro che la X Commissione della Camera sta svolgendo, spingono per avere una riforma del settore che sappia cogliere il nuovo ma che, nel contempo, sappia tutelare i diritti di una Categoria che non possono essere sacrificati sull'altare degli interessi di una sola parte: quella più forte che continua ad ignorare che in Italia vigono le regole dello
Stato di Diritto. Uno Stato Diritto che in assenza di provvedimenti sanzionatori che colpiscano gli inadempienti è destinato, miseramente ad arrendersi. Il discrimine è salvaguardare la parte onesta di questo mercato (settore) contro la parte disonesta e inadempiente: chi rispetta le Leggi ha diritto ad esserci, chi le viola sistematicamente deve essere espulso».

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