Aggiungi un posto a tavola, il musical al Carlo Felice: grande classico del teatro italiano - Genova

Teatro Genova Teatro Carlo Felice Martedì 15 ottobre 2019

Aggiungi un posto a tavola, il musical al Carlo Felice: grande classico del teatro italiano

Contenuto in collaborazione con Teatro Carlo Felice

Genova - Non solo balletto e sinfonica al Teatro Carlo Felice di Genova: la stagione teatrale 2019/2020 continua, da giovedì 7 a domenica 10 novembre 2019, nel segno del musical con Aggiungi un posto a tavola, commedia musicale di Garinei e Giovannini con musiche di Armando Trovajoli. Oltre 160 mila spettatori ogni sera hanno applaudito il simbolo della purezza, la Colomba, sintesi di gioia e rinascita: e così ben 150 repliche in giro per l’Italia portano la produzione di Alessandro Longobardi a proseguire il tour di Aggiungi un posto a tavola per il terzo anno consecutivo. Un grande classico intramontabile del teatro italiano arriva, quindi, a Genova.

La tournée viene inaugurata con la collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova, in una nuova messa in scena che vede, per la prima volta, coinvolta l’orchestra sinfonica diretta Maestro Maurizio Abeni, che ne cura anche le orchestrazioni, ed il coro diretto dal Maestro Francesco Aliberti. Qui si possono acquistare i biglietti di Aggiungi un posto a tavola al Carlo Felice.

Si tratta di una tra le più amate commedie musicali italiane, di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, protagonisti insuperati di un’epoca leggendaria per il teatro italiano. Le musiche, composte da Armando Trovajoli, hanno incantato intere generazioni. Rappresentata per la prima volta nel 1974, fu un successo senza precedenti, con centinaia di migliaia di spettatori entusiasti, affermandosi anche sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori, in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Finlandia.

Ma ecco la trama di Aggiungi un Posto a Tavola. La storia, liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare il secondo diluvio universale. Don Silvestro riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese. Finita l’arca, al momento dell’imbarco, interviene un cardinale inviato da Roma che convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, che a suo dire disonora l’abito che porta. Comincia il diluvio, sull'arca si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, la giovane figlia del sindaco, innamorata di lui. L’acqua incomincia a sommergere i paesani e Don Silvestro decide di abbandonare l’arca per condividere con i suoi fedeli quel terribile momento. Un gesto infinito d’amore. Dio, vedendo fallire il suo progetto, interrompe il diluvio, imposta l’arcobaleno. La storia si chiude così su una tavola in festa, celebrando il ritorno alla serenità benedetta da Dio.

Un grande Gianluca Guidi, oltre ad interpetare Don Silvestro nel musical, cura la messa in scena di questo spettacolo, avvalendosi di un cast creativo composto dal coreografo Gino Landi, assistito da Cristina Arrò; dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli; dallo scenografo Gabriele Moreschi, che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia, con il doppio girevole e la grande arca; dalla costumista Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, sempre di Coltellacci. Il disegno luci è di Umile Vainieri; il disegno fonico è di Emanuele Carlucci; la realizzazione dei contributi video è di Claudio Cianfoni. La scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio, che fu il costruttore nella prima edizione e da Antonio Dari per la parte meccanica; i costumi dalla Sartoria Brancaccio. Nel cast artistico Gianluca Guidi, erede legittimo del padre Johnny Dorelli protagonista della prima edizione, come nel 2009 si conferma nel ruolo di Don Silvestro.

«Quando Alessandro Longobardi mi ha chiesto di tentare questa impresa - racconta il regista Gianluca Guidi - l’entusiasmo è salito subito alle stelle; poi il senso della realtà ha avuto la meglio. Il Teatro di Garinei & Giovannini non è mai stato facile da riproporre, paradossalmente, nemmeno per loro stessi. La genesi di molti spettacoli concepiti dalla celeberrima coppia era sempre un perfetto mix di idee autoriali, costruzione registica collaudata, team creativo d’eccellenza, e, non ultimo, l’apporto interpretativo di veri e propri mostri sacri del palcoscenico, testimoni ultimi di una generazione attoriale e di una professione, ormai in via d’estinzione».

Continua: «Nel caso dello spettacolo in oggetto, stiamo parlando di un successo planetario, allestito in quasi ogni parte del mondo, fatto salvo solo il mercato statunitense. Una Babele di linguaggi, attitudini attoriali, suoni, costumi e luci… il tutto sotto le mura di un’arca pronta a rifondare il mondo. Una magia che dura da ben 43 anni. Come fare per non tradirla? Il mio lavoro lo giudicherà chi vedrà lo spettacolo. Ma sono fiero e orgoglioso di quello che sto facendo. Ai posteri l’opinione su di esso».

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