La Liguria conquista il New York Times: amore a prima vista per il Golfo Paradiso - Genova

Cultura Genova Mercoledì 21 agosto 2019

La Liguria conquista il New York Times: amore a prima vista per il Golfo Paradiso

© Pixabay

Genova - La Liguria continua a conquistare la stampa di mezzo mondo. Non risale a molto tempo fa l'articolo del Guardian su cosa fare e cosa vistare a Genova, dopo l'infatuazione del quotidiano britannico per la città della Lanterna. Inoltre, non si contano più gli articoli di Forbes che premiano Genova e la Liguria, dai ristoranti sul mare alla top 5 delle città d'arte con il mare. Evidentemente, tutto questo non bastava e la Liguria ha deciso di rincarare la dose, seducendo anche il New York Times. E così, ecco che sull'edizione online e poi cartacea di domenica 18 agosto 2019 del quotidiano statunitense, ha fatto capolino un bell'articolo sulla Liguria del giornalista Sebastian Modak: a prova del fatto che la Liguria non è solo Genova e Acquario, il giornalista viaggiatore del New York Times scopre la meraviglia del Golfo Paradiso.

«Non dimenticherò mai la prima volta che ho visto Camogli dal mare - scrive Modak - Sul ponte superiore di un traghetto osservavo la città ritirarsi in lontananza. Gli edifici alti e stretti, ognuno con una diversa tonalità pastello. L'azzurro elettrico del Mar Ligure faceva contrasto ai colori rossi, gialli e arancioni degli edifici sul mare».

«Messo in ombra dai suoi vicini estremamente popolari, dal jet set di Portofino alle Cinque Terre - continua il giornalista - il Golfo Paradiso è un tratto di costa ligure di circa 10 miglia. È diverso dagli altri luoghi più turistici della Liguria: per sei giorni, saltando tra le sue cinque città, ho sentito solo un accento americano. I turisti che ho incontrato erano in gran parte famiglie italiane da Genova e Milano».

È subito storia d'amore quella tra il Golfo Paradiso e il giornalista del New York Times, che racconta di essere rimasto colpito da Bogliasco, i cui vicoli in pendenza conducono tutti a una spiaggia rocciosa. Successivamente, nel racconto di Sebastian Modak, arriva Pieve Ligure, dove le strade a corsia singola si snodano sulle montagne. E in una giornata limpida, si può scrutare perfino la Corsica. Sori invece odora di pesto, in una colonna sonora delle cicale. E poi c'è Camogli, con i suoi pescherecci che affollano il porto. E poi c'è Recco, secondo Modak il brutto anatroccolo tra gli uccelli del paradiso. La città di Recco sporge infatti come un pilastro di cemento in una foresta. Dov'è quindi il suo fascino, secondo il giornalista? Ovviamente, in tavola, con la mitica Focaccia al Formaggio di Recco.

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