Genova Lunedì 27 agosto 2018

Tre cadaveri di Raffaele Malavasi: mostruosi omicidi a Genova

Genova - Una mente diabolica che sembra ispirata dai peggiori orrori medievali dell’inferno dantesco colpisce a Genova. Tre corpi femminili orribilmente profanati. Una serie di mostruosi omicidi che sconvolge la città. Una dopo l’altra infatti, e a brevissima distanza di tempo, tre donne, vengono ritrovate morte, barbaramente assassinate e ogni successiva scena del delitto sembra un’efferata rappresentazione architettata dalla follia di una mente distorta.

Si tratta di un serial killer o di una macabra setta di invasati? In apparenza non risultano legami tra le tre donne uccise. L’ispettore capo Manzi, un romano solido che non si lascia fuorviare dai superiori, viene incaricato di condurre le indagini, ma quando si trova a brancolare nel buio davanti a questi delitti macabri e assurdi, decide di chiedere aiuto a Goffredo Red Spada, ex poliziotto e suo collaboratore che ha dato le dimissioni dal servizio, l’unico con una marcia in più e secondo lui in grado di avere la capacità e le intuizioni per scovare il killer. Spada, però (personaggio di punta della trama e che, sono certa, ricalcherà presto le scene) all’inizio rifiuta. Ma ben presto proprio lui, tormentato da un drammatico passato familiare e che trascina stancamente la sua vita in una nuova strana e poco redditizia attività, si lascerà istintivamente coinvolgere di nuovo in ciò che sa fare bene davvero: indagare, scavare a fondo e braccare gli assassini. Ma la polizia non è l’unica sulle tracce del misterioso killer. A braccarlo c’è anche Orietta Costa, giornalista di cronaca del Secolo XIX, bella ficcanaso sempre in cerca di guai che, per venire a capo del mistero, si infila dappertutto con lo scopo di firmare lo scoop dell’anno.

Intrigante e sanguinario Tre cadaveri di Raffaele Malavasi (Newton Compton 2018, pp 416, euro 9.90) narra tutto quello che ci si aspetta da un thriller che si rispetti e anche molto di più. Certo l’autore non si tira indietro e descrive al lettore minuziosamente e con crudezza le scene dei delitti, quasi fosse realmente presente e potesse osservarne i particolari, da ogni angolazione, seguendo e precedendo la polizia nell’analisi investigativa della situazione, traendo conclusioni prima ancora degli ispettori o della giornalista.

E comunque, in vena di generosità, ci regala una equipe di tre diversi investigatori: un ispettore, un ex poliziotto e una giornalista d’assalto, specializzata in cronaca nera, che interpretando certi lontani e impensabili segni del passato, riusciranno a calarsi nella diabolica mente di un serial killer per provare a fermare quell’oscena follia. Eh sì. Perché di solo distorta e oscena follia si può e si deve parlare per questa storia che ricostruisce e analizza freddamente ogni particolare delle machiavelliche e ingiustificate torture inflitte alle vittime e delle orrende modalità nella programmazione delle uccisioni perpetrate. Il serial killer infatti è molto di più del risultato di una mente contorta, incontenibile e malata. Ḕ l’incontrollabile marciume frutto del Male.

Indubbiamente i tre protagonisti che ruotano intorno a questa storia: l’ispettore, l’ex poliziotto e la giornalista, con i loro punti di forza, certe loro debolezze che istillano nella trama qualche rilassante granello di humour e le loro umane fragilità, riescono a coinvolgere emotivamente il lettore. E ogni capitolo del romanzo, che si intreccia simbolicamente (un escamotage che funziona) con il successivo con precise parole che richiamano la fine del precedente, potrebbe anche trasformarsi in un indizio verso la diabolica soluzione di questi omicidi. Oppure no? Come in ogni thriller che si rispetta ci sono fatti, avvenimenti e tracce che portano fuori strada ma che magari contengono in sé anche precisi indizi rivelatori. Spetta al lettore individuare quali sono finalizzati alla storia e quali invece possono diventare indispensabili per arrivare alla soluzione.

Raffaele Malavasi è nato a Genova ed esercita la libera professione. Da sempre accanito lettore, ha una passione per i gialli. Ha deciso di dedicarsi alla scrittura autopubblicando, da esordiente, il suo primo romanzo. Tre cadaveri è il primo libro pubblicato con la Newton Compton.

di Patrizia Debicke van der Noot

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