Teatro Genova Teatro della Tosse Mercoledì 21 marzo 2018

Utøya di Serena Sinigaglia: una strage tra fatti e punti di vista

Utoya, Arianna Scommegna e Mattia Fabbris

Genova - «Serena Sinigaglia si è appassionata al libro di Luca MarianiIl silenzio sugli innocenti (Ediesse 2014 - Premio Matteotti),  e ce ne ha parlato», spiegano al pubblico Mattia Fabbris e Arianna Scommegna a fine spettacolo. «Non volevamo fare uno spettacolo di narrazione civile. Volevamo raccontare delle storie legate alla tragedia di Utøya, Norvegia 2011». Nata nel 2015 questa produzione ATIR Teatro per la regia di Sinigaglia, è stata al Festival di Spoleto nel maggio 2016 e ha già girato in tournée nella stagione 2016/17, ma il suo (indiscusso) successo prosegue e per fortuna le date sono ancora molte anche nel 2017/18.

Facendo tesoro dei fatti ricomposti con cura giornalistica nel reportage, il drammaturgo Edoardo Erba in Utøya offre uno spaccato umano, non un testo documentaristico, su una vicenda complessa, di cui si è parlato poco, che molti hanno presto dimenticato e che invece merita senz'altro di essere compresa in modo più articolato. A partire dal concetto che Anders Behring Breivik, anche noto con lo pseudonimo Andrew Berwick, colpevole dell'omicidio volontario di 69 adolescenti norvegesi, e dell'attentato a Oslo creato ad hoc per distrarre l'attenzione, non è un pazzo, né era un criminale prima della carneficina. Lupo solitario? No. Simpatizzante o adepto di qualche filone di estremisti islamici? Assolutamente no. Un deciso simpatizzante sì, però, ma forse sarebbe meglio parlare di militante di quell'estrema destra incalzante ed ormai espressa da vari gruppi politici a livello europeo. Quello di cui si parla ancora meno è che, come sottolinea Luca Mariani (anche lui presente a teatro), il terrorista norvegese ha preparato questi attacchi con cura certosina nel corso di diversi anni e ha anche stilato tutto nei dettagli con cura maniacale in un documento di 1.500 pagine, il suo manifesto dal titolo 2083: A European Declaration of Independence. Uno scritto patriotico-nazionalista inviato a oltre 8000 indirizzi email che dettaglia le strategie per rimuovere dagli stati europei ogni traccia di politica e/o visione multiculturale, marxista, socialista o inclusiva prima ancora di affrontare la questione di una presunta "colonizzazione islamica" dell'occidente. Il documento, redatto in inglese, è ancora disponibile online e contiene anche dati sensibili rispetto a punti strategici da attaccare in vari paesi europei. Il suo autore sta scontando la pena di 21 anni di carcere - il massimo della pena per il diritto penale norvegese. 

In scena, una simbolica quanto suggestiva foresta di mezzi tronchi, ideata dalla scenografa Maria Spazzi, vincitrice del Premio Hystrio-Altre Muse 2017, ospita tre diversi interni e uno spazio a bordo lago, in cui tre coppie di persone vivono e si confrontano, a vario titolo, con l'evento del 22 luglio 2011. Sono una coppia di genitori la cui figlia, Kristine, è appunto in trasferta nell’isola di Utoya, in quella che viene definita il ‘paradiso nordico’, sede storica dei campeggi estivi dei giovani socialisti di tutto il mondo. Ci sono poi due proprietari terrieri, due fratelli, che si occupano della fattoria lasciatagli in eredità. Infine, una coppia di poliziotti poi in parte coinvolta con le operazioni di intervento sul posto. Mattia Fabbris e Arianna Scommegna danno voce ai e sei i personaggi, interpretandone 3 a testa nel rispetto dei ruoli femminili e maschili. Attraverso accorgimenti di tono, prosodia e gestualità (spesso minimali) vengono caratterizzati con precisione i personaggi e il salto dall'una all'altra coppia avviene senza alcun intervento di luce, spesso neanche di postura.

Lo spaccato che ci viene offerto ci porta in un prima e in un post evento terroristico che permette di farsi un'idea della relazione tra i personaggi in un bel lavoro sui dialoghi e la loro specificità, in quanto lingue di individui ben precisi, calibrati nella scrittura di Edoardo Erba, ma soprattutto attraverso le dinamiche interpersonali di conoscerne la mentalità, le paure, i presupposti razionali e irrazionali di questi individui fittizi, ma in qualche modo certo protagonisti dell'evento storico. Seppure non ci siano cambi di costume, la gestualità diversa che ogni personaggio veste diventa variante del costume e del suo indossatore che parla e comunica un intero contesto e forse in qualche modo restituisce verità all'antico modo di dire perché "l'abito-gesto fa effettivamente il monaco".

Tanto asciutta la regia, quanto imprescindibile in una elaborazione che si evince congiunta tra drammaturgia testuale e scenica. Il minimalismo è tanto comunicativo quanto allusivo e lascia alla parola e all'interazione gran parte del significato da decodificare, restituendo con attenzione le informazioni necessarie senza che queste mai diventino didascaliche. Insomma un lavoro di cucitura per un realismo di finzione che diventa drammaturgia storica del nostro contemporaneo il cui valore è inestimabile. Da non perdere perché fusione compiuta e raffinata sia artisticamente che documentaristicamente.  


15-17 marzo 2018
Teatro della Tosse - Genova

Utøya
di Edoardo Erba
con la consulenza di Luca Mariani, autore de Il silenzio sugli innocenti 
regia Serena Sinigaglia
con Arianna Scommegna, Mattia Fabris
scene Maria Spazzi
luci Roberto Innocenti
co-produzione ATIR Teatro Ringhiera, Teatro Metastasio di Prato
con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia

Prossime date della tournée nella stagione 2017-2018

20 marzo 2018, Teatro Luigi Bon, Colugna (UD)
21 marzo 2018, Teatro Ca’ Foscari, Venezia
24 marzo 2018, Teatro Comunale, Fontanellato (PR)
7 aprile 2018, Centro eventi il maggiore, Verbania (VB)

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