Genova Venerdì 16 marzo 2018

Kids with Guns, la graphic novel di Capitan Artiglio. L'intervista

Genova - Un western, ma anche una storia di formazione, un’avventura costruita in un mondo che è famigliare eppure profondamente diverso dal nostro, un spazio narrativo dove convivono tecnologia, magia e dinosauri. Quando il triassico incontra Sergio Leone, la magia è la diretta conseguenza.

Kids with Guns (Ed Bao Publishing; 208 pp; 20 Euro) è il primo capitolo di una saga scritta e disegnata da Capitan Artiglio. L'autore è Genova, sabato 17 marzo, al Comics Corner di via Fiasella per la prima tappa del suo giro di presentazioni.

«Sono stato a Genova già diverse volte – racconta Capitan Artiglio –, da piccolo venivo spesso per l’acquario. La scorsa estate poi sono stato invitato al Genova Comics & Games (evento fumettistico organizzato a Sestri Ponente), di cui ho realizzato i manifesti. All’interno della manifestazione ho fatto un live painting assieme ai ragazzi di Studio Rebigo  in occasione del Goaboa Festival. È una città molto affascinante e sono contento che la mia prima tappa del tour, per quanto riguarda le fumetterie, sia proprio a Genova. Al Comics Corner – annuncia – sarò in compagnia di altri fumettisti, compagni di scuderia, Ste Tirasso (Ricomincia da Qui, ed Bao) e Albhey Longo (La Quarta Variazione ed Bao), che parteciperanno con me al live painting previsto per la mattina di sabato (firma copie nel pomeriggio)».

In Kids for Kids emerge con forza un tratto personale messo al servizio di una trama costruita con estrema cura, tanto da non apparire acerba come ci si aspetta che possa essere un’opera prima; al tutto si uniscono colori densi e caldi.

Le mille sfumature di un deserto western si impregnano di rosso sangue; pagine dal grande dinamismo si alternano con paesaggi dettagliati nella quale il mondo che Julien – questo il suo nome – ha costruito è primo narratore di se stesso.

«Dall’esterno – racconta – sembra un enorme parco giochi in cui ho mixato tutte le cose che amo, indistintamente. In verità le esigenze narrative hanno fatto sì che ogni dettaglio avesse bisogno di un accurato studio. Avevo bisogno che tutto, per quanto assurdo, fosse omogeneo. La ricerca del dettaglio era la sola scelta possibile per rendere il tutto credibile. Elementi come il numero di razze aliene, che sono quattro, il fatto che ci sia una componente magica in una società non è troppo lontana dalla nostra, sono elementi che mi hanno permesso, e permettono, di avere un maggiore controllo su quest’universo».

All’inizio di ogni avventura c’è sempre una mappa, e Capitan Artiglio ha imparato a muoversi come un trapper lungo quella disegnata dalla sua immaginazione. «Quando ho iniziato a creare Kids with Guns – ammette – non sapevo che sarebbe poi stato pubblicato. Nelle mie intenzioni però volevo creare un mondo nel quale potessi sentirmi pienamente a mio agio, volevo potermi divertire nel costruirlo».

Interessante il percorso verso l’esordio. «Ho conosciuto i Tipi di BAO al salone del libro di Torino, nel maggio del 2016, per l’occasione, avevo stampato una copia cartacea da consegnare a mano di quello che sarebbe diventato il primo capitolo di Kids With Guns. La storia è piaciuta, così ci siamo poi risentiti verso la fine dell’estate e a ottobre abbiamo cominciato a collaborare».

Il volume, uscito in questi giorni, è stato presentato a Milano a Cartoomics 2018. Il debutto è avvenuto con una copertina con tiratura a 300 copie andate letteralmente a ruba, conferma che il lavoro di scouting fatto dalla casa editrice milanese è stato benedetto dai lettori. Oltre alle scelte cromatiche e al tratto morbido, adatto a vestire un racconto estremamente dinamico, appare matura anche la costruzione dei personaggi. Il primo che incontriamo, Veleno, si presenta cantando. In mano ha una pistola, ai suoi piedi un uomo con il destino segnato, in bocca una canzone di Nick Cave.

«Ho inserito Do you love me? Part 2 perché trovo che le parole di quella canzone si sposassero bene con l’ambientazione, inoltre introducevano il personaggio di Dan Veleno Doolin in modo adeguato. Mi piace far cantare i miei personaggi – ammette – credo li renda più umani. Inoltre con un riferimento musicale preciso anche il lettore è maggiormente propenso a immedesimarsi. Personalmente credo che più che dalla musica in sé, sia stato essere influenzato dalla moda o dall’estetica che ruotano attorno all’ambito musicale». Ovviamente colpisce il carattere di Veleno, un bastardo gentile, ma in generale tutti i personaggi sono costruiti con cura, tutti si evolvono in modo deciso mano a mano che il racconto si svolge.

Colpisce anche la bambina pistolero senza nome che – tra le molte citazioni alla cultura pop e ai manga che hanno influenzato l’autore – ricorda il dinosauro Gon, il protagonista di un manga muto illustrato magnificamente da  Masashi Tanaka; ma non è la sola protagonista, non è la sola bambina con le armi  a cui affezionarsi. «Veleno è sicuramente uno dei personaggi più carismatici, oltre ad essere particolarmente divertente da scrivere. Comunque tutti i personaggi di Kids With Guns all’interno del volume subiscono un’evoluzione. Penso sia abbastanza facile che il lettore finisca per affezionarsi. Io stesso, ad esempio, trovo che i personaggi di cui sono più soddisfatto siano Meeme Sinfonia Wallace e il generale Mandibola; sono comprimari, ma decisivi, che influenzano la storia molto più di quanto non facciano i protagonisti».

E poi, tantissimi dinosauri, tanti da diventare oggetto di una vera sfida all’ultimo disegno con Zerocalcare in quel di Milano. Una passione che Capitan Artiglio, come il suo collega, non nasconde e della quale dettaglia le origini.

«La televisione e il cinema di quando ero piccolo mi hanno cresciuto con i dinosauri, The Land Before Time e We’re back, sono tra i miei film preferiti in assoluto. Considera che The Lost World: Jurassic Parkè stato il primissimo film che ho visto al cinema, impossibile non restarne affascinato. E poi i fumetti; come hai notato anche Gon ha avuto un ruolo importante nella mia formazione; è stato il manga che mi abbia spinto a fare fumetti».

di Francesco Cascione

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