Teatro Genova Venerdì 2 marzo 2018

Latella chiama Kronoteatro alla Biennale di Venezia con una personale

Un momento delle prove di Cicatrici, nuova produzione di Kronoteatro

Genova - Kronoteatro, compagnia ligure capitanata da Maurizio Sguotti, Tommaso Bianco e Alex Nesti, sarà alla 46° Biennale di Venezia, edizione 2018, dal 20 luglio al 5 agosto.  «Eravamo osservati speciali da un po’ di tempo», esordisce Maurizio Sguotti. Chi li osservava era proprio Antonio Latella che da un po' di tempo stava seguendo il percorso artistico della compagnia con base ad Albenga (SV). «L’abbiamo scoperto per caso, incontrandolo a Milano un anno e mezzo fa. Il primo incontro è stato sorprendente: eravamo a teatro, a vedere uno spettacolo di Saverio La Ruina, lui era seduto davanti a noi. Si è voltato, ci ha sorriso e ci ha detto: "Complimenti". Allora io un po' stupito ho risposto: "Mi scusi, ma forse si sta sbagliando…" E lui: "Ma voi non siete Kronoteatro?"». Il regista Latella è direttore della Biennale di Teatro dalla 45esima edizione, quella del 2017, quando aveva proposto come focus la Regia, selezionato per una monografia individuale 9 registe europee, della generazione degli anni Settanta, con un percorso consolidato, provenienti da Italia, Germania, Francia, Polonia, Olanda, Estonia.

Per l'edizione 2018, il metodo Latella prevede ancora che gli artisti siano presenti con più di uno spettacolo nell’ottica delle mini-personali. Più di trenta i titoli in cartellone per un totale di 48 repliche, di cui 20 novità (tra cui 6 prime assolute). Il tema è l’attore/performer che secondo Latella può fornire un'utile chiave di lettura all'interno del dibattito crescuto di fronte a spettacoli ibridati da danza, circo, mimo e altri linguaggi espressivi. Come spiega lo stesso direttore: Forse, proprio mentre si fatica a comprendere perché, ad esempio, uno spettacolo di teatro-danza non sia invece definito spettacolo teatrale o viceversa, dove all'interno di uno spettacolo che potremmo definire ‘di prosa’ vediamo all'opera dei performer, credo che il punto di discussione possa essere circoscritto a due fattori – vettori del palcoscenico, l'attore e il performer, in particolare dove si trova e soprattutto se esiste ancora la distinzione tra performer e attore.

Kronoteatro avrà dunque una bella occasione per presentare la seconda trilogia per intero: «Andremo con Cannibali (2015), Educazione Sentimentale (2016) e l'ultima creazione Cicatrici che debutterà per l'appunto a Venezia». La storia sull'osservazione di Latella dedicata al gruppo Kronoteatro ha avuto in fatti alcune altre tappe cruciali: «Per le prove del suo Pinocchio ci ha invitato, in quell'occasione ci anticipò che c’era una mezza intenzione di ospitarci all’interno di un progetto. Poi, a giugno 2017, è venuto ad Albenga, stavamo provando Educazione Sentimentale per il Festival delle Colline Torinesi. Alla fine della prova ci ha confermato l'invito, ci ha illustrato il tema del 2018 sulla figura del performer dell’attore e ci ha spiegato che sarebbe stata una personale con un debutto nazionale».

Il metodo Latella alla Biennale infatti fa coincidere l'idea di offrire uno spaccato sugli artistiinvitati che coincide con un percorso che il direttore artistico stesso ha messo in atto per conoscere più da vicino il lavoro dei suoi stessi ospiti: «Quando era qui con noi ad Albenga, ci ha raccontato che per tutti i gruppi che invita cerca di andare a trovarli nel posto di lavoro, per instaurare un rapporto con ognuno. L’approccio è inusuale». Molto bello, no? «Sì, davvero. Oltre a un discorso artistico si è creato quindi anche un rapporto umano, oltre agli incontri, abbiamo anche trascorso una giornata intera insieme parlando della vita, del teatro e di molto altro».

Viene allora immediato chiedere se questa vicinanza e monitoraggio hanno creato qualche impatto nella fase produttiva. Ci sarà qualcosa di Latella in questo vostro nuovo spettacolo, Cicatrici? «No, perché questo lavoro viene da lontano e di cui lui ha visto solo una fase preliminare. Quando Latella è stato qui da noi aveva visto che avremmo utilizzato dei manichini, realizzati da Christian Zucconi, uno scultore piacentino, quindi abbiamo parlato un po’ del tipo di struttura drammaturgica che stavamo mettendo a punto».

Cicatrici si ispira al Tieste di Seneca. «Questo classico è stato il nostro punto di partenza. Sembrava perfetto, qui il potere politico è in assoluto primo piano, quindi un testo per eccellenza adatto a chiudere questo nostro trittico sulla Resa del potere. Come è pratica all'interno della compagnia, la drammaturgia va di pari passo con la creazione scenica e cresce in modo originale, così è nato un nuovo testo anche questa volta a firma di Fiammetta Carena. «Restano alcuni frammenti, ma la struttura è tutta nuova e calibrata sul nostro modo di fare teatro. Abbiamo costruito un percorso storico che parte dalla tribù per arrivare fino all'oggi dove si indaga l’idea per cui è lecito compiere qualsiasi cosa pur di ottenere il potere. Nella nostra visione il cerchio della storia si chiude su se stesso, perché dall'epoca delle tribù ad oggi, in questo senso, niente è cambiato».

Le due trilogie si parlano? Che cosa resta di Familia, la prima, e delle relative produzioni, Orfani_la nostra casa (2008), Pater Familias_dentro le mura (2010), Hi Mummy_frutto del ventre tuo (2012)? «Resta il discorso generazionale che è intrinseco alla compagnia e che viene fuori anche in Cannibali, in Educazione Sentimentale e persiste anche in Cicatrici perché è il nostro modo di essere. Rappresenta chi siamo come gruppo di lavoro».

Torniamo un momento ai manichini a Zucconi e a Cicatrici per capire meglio come nasce questo ultimo atto della trilogia, la struttura e i punti nodali. «Christian Zucconi normalmente scolpisce materiale come marmo, travertino, ma avevo visto una sua cosa su internet che mi aveva colpito molto: Il pasto di Tieste. Ci siamo incontrati, ha visto il nostro lavoro e abbiamo deciso di collaborare. Sono già due anni ormai. In scena ci saranno 9 manichini più sei attori. Pensiamo di utilizzarli come un coro greco, perché visto che la trilogia della resa racconta dell'impossibilità di cambiare un destino già scritto nella storia, loro rappresentano il passato e sono anche l'oggi». Sono zombi? Figure che trattengono nel presente un male che viene dal passato? «In un certo senso sì. Sono figure che popolano il passato e anche il nostro contemporaneo, il fatto che utilizziamo frammenti del Tieste permette di farli confondere con gli interpreti, nell’idea che c’è poca differenza tra chi è vivo e chi morto».

Tra i sei interpreti alcuni nuovi acquisti per la compagnia Kronoteatro: «Oltre a me e Tommaso Bianco, ci sono due giovani di La Spezia, Simone Benelli e Matteo Di Somma, allievi che hanno frequentato alcuni laboratori della compagnia degli Scarti e due migranti Alhagie Barra Sowe e Bubacarr Bah». Interessante. Come li avete coinvolti? «In collaborazione con la Cooperativa Sociale Jobel di Albenga, stiamo facendo un corso che usa il teatro per insegnare l’italiano a migranti e rifugiati. Abbiamo lavorato con un gruppetto di 6/7, da cui poi alla fine ne abbiamo selezionati 2, entrambi provenienti dal Gambia che ora stanno provando con noi».  

E cosa succede al Festival Terreni Creativi quest'anno che siete a Venezia proprio nello stesso periodo?  «Posticipiamo questa nona edizione all’11-13 agosto perché altrimenti sarebbe troppo complicato. Sarà comunque un'acrobazia perché ad oggi non abbiamo né abbastanza contributi né alcuna certezza rispetto al budget dello scorso anno». Su che cifra contavate e  chi vi sosteneva principalmente? «L’anno scorso la Regione Liguria ha dato 5.000 euro, il Comune di Albenga 6mila euro e la Cassa di Risparmio di Savona altri 5mila euro. Poi ci sono un po’ di sponsor privati e del territorio, ma alla fine siamo andati comunque in rosso. Quest’anno non sappiamo ancora cosa succederà perché non è chiaro se la Regione ci sosterrà, non abbiamo ancora ottenuto un appuntamento».

E il rosso dello scorso anno? «La perdita non è stata grande, ma se non abbiamo un riscontro dagli enti locali, non possiamo permetterci di accrescere il nostro debito continuando a investire. Abbiamo vinto premi (Nico Garrone 2016 e Rete Critica 2017 come miglior progetto di comunicazione) e ora andiamo alla Biennale ma non sembra che gli enti locali abbiamo notato il grande lavoro fatto in 11 anni di attività invernale e di attività produttive e laboratoriali della compagnia. L'attenzione dovrebbe nascere anche a partire dalla considerazione che operiamo in una porzione di territorio regionale abbastanza difficile». Che però risponde molto bene, mi pare? «Ci siamo creati un pubblico affezionato e abbiamo ricevuto consenso e premi a livello nazionale. Senza contare tutto quanto facciamo quotidianamente con focus, laboratori con le compagnie e nelle scuole. E, da quest’anno, anche con i migranti. La nostra è una piccola struttura certo, ma siamo in ufficio tutti i giorni».

Tant'è vero che Kronoteatro è riconosciuta dal MiBACT come impresa di produzione under 35 per il triennio 15/17. Avete fatto domanda per il FUS 2018-2020? «Abbiamo cambiato categoria e ci siamo presentati come Impresa di produzione prima istanza perché arrivavamo dall’under 35, appunto».

Lo spirito è positivo e Maurizio Sguotti ci tiene a chiudere sull'onda dell'entusiasmo che in questa fase sta pervadendo il loro lavoro in vista della Biennale: «Sta succedendo qualcosa in Liguria tra noi, Fuori Luogo e Teatro Akropolis altrove, in Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia saremmo già stati notati. Crediamo che un po’ di aiuto e riconoscimento siano a beneficio dell'intero territorio perché è questa l'ottica in cui produciamo cultura».

Prima del debutto di Venezia faremo delle prove aperte. E poi in apertura di stagione a novembre ad Albenga.


Trittico della Resa - 46° Biennale di Venezia --- 29 luglio - 1 agosto 2018

"Cannibali" (2015) -  rappresentato a Short Theatre - Roma; Teatro dell'Archivolto; Teatro Elfo Puccini (maggio 2018) --- MAGGIO 2018 - 46° Biennale di Venezia --- 29 luglio 2018

"Educazione Sentimentale" (2016) -  in scena a Festival Colline Torinesi - 46° Biennale di Venezia --- 30 luglio 2018  

"Cicatrici" (2018) - DEBUTTO  46° Biennale di Venezia --- 31 luglio 2018 - 1 agosto 2018

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