Teatro Genova Teatro Carlo Felice Venerdì 30 giugno 2017

Teatro Carlo Felice: la stagione 2017‑2018. Roi rimette il mandato nelle mani di Bucci

Wayne Marshall
© Marcello Orselli

Genova - «Siamo in ritardo di un mese con la presentazione della stagione 2017-2018 del Teatro Carlo Felice - esordisce Maurizio Roi, sovrintendente dell'ente lirico genovese - perché aspettavamo che si chiudesse la fase elettorale». Per il resto però si annunciano progetti e linee artistico-strategiche interessanti e anche qualche buona notizia sul fronte finanziario. Tuttavia il futuro, in particolare per la carica del sovrintendente, Maurizio Roi non è necessariamente già scritto. Incaricato nel 2014 dal ministro Dario Franceschini come sovrintendente dell'ente lirico genovese su indicazione del consiglio di indirizzo, presieduto dal sindaco Marco Doria, Roi è del tutto consapevole del nuovo indirizzo politico del sindaco neo-eletto Marco Bucci, per questo ha dichiarato: «Metto il mio mandato a disposizione del nuovo sindaco e delle sue volontà, è un gesto di rispetto istituzionale, tutto qui». Disposto a proseguire, dunque, ma anche pronto ad accettare altre scelte: «Se il nuovo sindaco vuole scegliere una persona di fiducia deve poterlo fare».

Quindi, nonostante l'occasione del nuovo cartellone porti a guardare avanti, sembra anche necessario fare il punto nave, come lo definisce Roi: «Siamo sulla vetta di un crinale nel percorso di risanamento del Teatro Carlo Felice. Siamo passati dallo stato di emergenza al rilancio e guardiamo ora al consolidamento». L'ottima notizia è che il teatro abbia smesso di accumulare perdite: «Abbiamo chiuso il 2016 con il pareggio di bilancio, il che significa molto se si considera che nel 2014 si perdevano 9.6 milioni». I 13 milioni della Bray non sono ancora arrivati, ma anche qui lo stato delle pratiche sembra portare a una conclusione positiva. «La carta di identità del sovrintendente è stata fotocopiata e tutto è pronto per andare a firmare. Questo passo dovrebbe portare a una riduzione verticale del nostro indebitamento,che ammonta a 35 milioni di Euro». Un risultato raggiunto «collaborando con tutte le istituzioni di questa città e di questa regione, con gli artisti e le forze interne al teatro».

Certo i sacrifici sono all'ordine del giorno e non hanno risparmiato né la stagione appena conclusa né, visto il pregresso, la prossima, ma il lavoro procede con una ferma volontà di rilancio,che prende le mosse da una fitta agenda di interventi e di progetti, tra cui spicca la volontà di favorire la calendarizzazione dei grandi concerti di musica pop o jazz con l'associazione Grandi Eventi, aprendosi alla musica a 360 gradi. «Questo teatro vuole essere una casa di tutta la musica: della musica con tutti e per tutti. Possiamo fare tutta la musica che c'è, quella bella, e anche tutta la danza che c'è».

Di pari interesse nella dichiarazione di intenti del sovrintendente, la volontà di valorizzare le risorse umane e artistiche del teatro, per cui gran parte del cartellone sinfonico 2017-2018 vede protagoniste, come racconta nel dettaglio Giuseppe Acquaviva, direttore artistico, le prime parti dell'Orchestra del Carlo Felice. Sul palco, da ottobre 2017 a gennaio 2018, saliranno come solisti Anna Tifu, primo violino (27 ottobre); Emanuele Arciuli, pianoforte (8 novembre); Bin Huang, Premio Paganini nel 1994 ma mai ospitata al Carlo Felice, che sarà al centro di ben due serate dedicate a Mozart (18-19 novembre) diretta dal marito, il Maestro Fabio Macelloni;quindi il primo flauto Francesco Loi insieme al primo clarinetto Corrado Orlando (12 gennaio) e Federico Romano primo violoncello (26 gennaio).

Altra grande novità, la nomina del direttore principale dell'Orchestra,assente da 10 anni. «Questo consolidamento lo vogliamo testimoniare con un atto formale. Dopo dieci anni avremo di nuovo un direttore principale, individuato in Andrea Battistoni -applauso, ndr -. Che ha trent'anni. Che ama il rock. Che compone poesie. E che ha la stessa idea di musica che abbiamo noi». Monaco Battistoni risponde in collegamento Skype: «Ringrazio questo teatro che da anni mi sta dando tante opportunità di crescita. Ci lega un bellissimo rapporto e molte produzioni. Sia con il repertorio operistico che con quello sinfonico, il Carlo Felice permette di avere un laboratorio per una fabbrica del suono. Per me poi questo teatro è una casa e il suo pubblico la mia seconda famiglia. Saremo già insieme nei concerti di mezza estate. Grazie per questa fiducia e questo rapporto, che si rinnova ancora». Battistoni sarà impegnato su cinque appuntamenti nella stagione sinfonica e un titolo del cartellone operistico.

Sempre con un occhio alle finanze e uno alla missione di un grande teatro, Roi anticipa il progetto sul Teatro della Gioventù, donato all'ente lirico dalla Regione Liguria nel maggio 2016. «Noi non siamo interessati a un teatro per i melomani - continua Roi -, ma a un teatro per i cittadini con un'attenzione particolare e crescente verso i giovani e i bambini. Quindi si intensificherà l'attività di formazione e la programmazione legata al teatro per le scuole che potremmo svolgere al Teatro della Gioventù. Tanto più che una quota del nuovo finanziamento FUS premierà chi fa attività rivolte ai giovani».

È Giuseppe Acquaviva a scorrere i titoli del cartellone: «Apriamo (19-22 e 28-29 ottobre) con West Side Story noto come musical ma anche come opera e lo facciamo alla vigilia delle celebrazioni intorno alla nascita del suo autore Leonard Bernstein. E lo facciamo con il migliore direttore possibile per questo repertorio: Wayne Marshall (nell'immagine). Segue Rigoletto, per la regia del 93enne Rolando Panerai che sarà nostro ospite con la consueta verve. Sarà una passerella di grandi interpreti della lirica per otto recite: con Leo Nucci, Carlos Alvarez, Maria Mudriak, Serena Gamberoni (6, 9-10, 12, 22-23, 27 e 29 dicembre). Nel frattempo (16-17 e 19-20 dicembre) faremo il più classico dei balletti natalizi, Lo schiaccianoci, in un'edizione che è un omaggio a Lele Luzzati, dopo L'elisir d'amore. La produzione è della compagnia Daniele Cipriani Entertainement, la stessa che chiude la stagione con Carmen. A gennaio Norma di Vincenzo Bellini (24, 27-28, 30-31) un omaggio a Mariella Devia, che pare sia all'ultimo anno di attività, anche se noi ci auguriamo che rimandi. Non potevamo non invitarla, specie con un titolo che le sta portando particolare fortuna: un allestimento che viene da Palermo e ha un grande cast, mentre la direzione sarà del nostro neo-direttore principale Battistoni. Miseria e nobiltà tra febbraio (23, 25 e 27) e marzo (1) è una commissione del Carlo Felice, dunque una prima esecuzione assoluta - lo spartito è arrivato un mese fa. Basata sulla pièce di Eduardo Scarpetta, è un lavoro originale di Marco Tutino che debuttò qui da noi con Pinocchio anni fa. Tutino si è ispirato al cast nella composizione, per creare la linea del canto e poter toccare tutti i registri, quelli comici e meno comici dell'opera. Riprenderemo la Rondine per la regia di Giorgio Gallione e i costumi di Guido Fiorato così come l'avevamo concepita, un'opera che faremo nella seconda versione, come dice l'editore Sonzogno, aggiungendo l'aria di Parigi - famosa aggiunta degli anni Venti. Una produzione che abbiamo voluto inserire insieme alla Traviata, perché questo era il progetto iniziale: due opere che dialogano tra loro, parlando di cortigiane, di Parigi e di uno stesso anelito per cui possono essere ambientate nella stessa scena. La Traviata sarà diretta da Daniel Smith. Per la Lucia di Lammermoor nel ruolo di Edgardo avremo Andrea Bocelli mentre Lucia sarà interpretata da Elena Mosuc. Questo è un nuovo allestimento che arriva da Bologna e di cui il nostro teatro è coproduttore. Si chiude con Don Quixote, un titolo spostato dalla stagione scorsa del Balletto del Teatro Nazionale di Belgrado».

Un'ultima novità citata solo per accenni perché a breve ne sarà data maggiore notizia è: «il Paganini Genova Festival, prima traccia di un festival, che è un asse del futuro», spiega Roi. Il nuovo appuntamento, che ha vinto il bando Performing Arts della Compagnia di San Paolo (ovvero un finanziamento di 25.000 euro), si articolerà su tre giornate (27-29 ottobre) e si terrà in coincidenza e in collaborazione con il Festival della Scienza, tra concerti, incontri, conferenze ma anche visite guidate, tour per la città (con Genovapiedi) e filmati che raccontino anche i percorsi di Paganini-uomo oltre che artista. La manifestazione sarà in collegamento con Parma e Cremona e anche con realtà internazionali che hanno mappato in brevi filmati alcuni luoghi frequentati da Paganini nel tempo (comitato organizzatore Comune di Genova, Conservatorio Paganini, Fondazione Hruby e Carlo Felice).

Maurizio Roi ricorda in più di un passaggio il ruolo svolto dall'assessora regionale alla cultura, educazione e sport, Ilaria Cavo che interviene complimentandosi sul lavoro svolto ma anche rilanciando: «Non mi soffermerò sul cartellone, né sulle varie forme di apertura indicate, mi auguro che aumentino le occasioni per cui l'ente lirico sia centrale nei grandi eventi celebrativi della città. Il prossimo appuntamento è per il 13 luglio con la festa per il Conservatorio Paganini per dare un segnale rispetto a una città e all'alto livello di formazione musicale che può esprimere. Ricordo poi che grazie al patto di regionalizzazione siglato con la Regione, il Carlo Felice va incontro ai Comuni liguri per fare servizio culturale con un programma molto bello, che va dalla diga di Brugnato al sociale di Camogli. Credo che tutto serva, dai fuochi alla piazza, per fare promozione del teatro. È evidente che questo è un anno importante, stiamo impegnandoci infatti sugli ultimi passaggi per i 13milioni della legge Bray e valutando altre azioni per esempio si è parlato di aprire questo teatro al mondo delle crociere, non è un progetto facile ma, da un primo sondaggio della situazione, sembra una strada percorribile». Altro appuntamento fuori porta, un appuntamento di musica sinfonica al Teatro Cargo perché la musica vada «verso il pubblico e non chieda solo al pubblico lo sforzo di andare a teatro».

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