Genova Teatro Villa Duchessa di Galliera - Voltri Mercoledì 14 giugno 2017

Parco Villa Duchessa di Galliera a Voltri tra daini, ulivi e pini marittimi

Un maestoso daino nel parco Duchessa di Galliera
© Laura Guglielmi
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Genova - Fa caldo da morire? Le spiagge sono affollate? Un consiglio, godetevi almano per una giornata, gli splendidi parchi genovesi, con i bambini, nipoti o figli che siano, oppure anche in coppia, con amici o da soli. Sono tornata dopo tanti anni a villa Duchessa di Galliera, (Voltri), e a villa Durazzo Pallavini (Pegli), uno spettacolo incredibile, anche perché con il teatro hanno da fare entrambi.

Oggi vi parlerò di villa Duchessa di Galliera, in una delle prossime settimane dedicherò lo spunto del mercoledì al parco di Pegli. Anche perché questo weekend ci sono le ultime repliche dello spettacolo del Teatro Cargo sulla vita della Duchessa di Galliera (sabato 17 giugno, ore 20.30 e domenica 18 giugno ore 19, 30).

Prima di andare a Voltri cerco sul web il percorso da fare, ma il sito non è esaustivo e non c'è neanche una mappa. In realtà c'è, ma il link non porta più a nulla, e quindi non si riesce a ingrandire e a vedere bene. Però gli orari ci sono. Davanti a casa mia a Castelletto ho visto i manifesti che pubblicizzavano un evento nella parco della villa e mi chiedo perché non possano investire qualche soldino anche sul sito web? Ecco le poche righe di spiegazione: 32 ettari e 18 chilometri di viali. Parco del XVIII secolo voluto dalla potente famiglia dei Brignole-Sale, ha ospitato nobili e ambascerie dai regni europei. Un grandegiardino all'italiana, un teatro-bomboniera del 1785, un bosco romantico, un castello con grotte e cascate artificiali, ulivi, daini, caprette tibetane e un anticosantuario realizzati su una collina che domina Voltri ed il Mar Ligure fra Genova e Savona. Ma con questa descrizione l'itinerario come lo invento? Mi ci perdo in 32 ettari e 18 chilometri di viali. Per fortuna c'è sempre wikipedia che ci salva.

Non mi scoraggio, sperando che all'ingresso della villa ci sia una mappa, così la fotografo con il cellulare e poi la posso ingrandire per carpire i dettagli. Infatti c'è (guarda fotogallery in fondo). Ora basta con le critiche. A parte tanti lavori di manutenzione che andrebbero fatti o finiti, piante che dovrebbero essere curate meglio, è un posto incantevole. Davvero!

Dobbiamo essere al Teatro Duchessa di Galliera un po' delle 19.30 per lo spettacolo , ma andiamo un paio d'ore prima, per fare un giro nel parco e andare a salutare i daini e le caprette tibetane. E per camminare in mezzo al verde. Saliamo su per via Santuario delle Grazie, dopo aver posteggiato l'auto in uno dei parcheggi vicino all'Aurelia. Mi raccomando non cercate di andare in auto fino al parco.

Attraversiamo il cancello e poco più in là una grotta e la scalinata che sale verso il giardino all'italiana sormontato dal palazzo che si staglia nel cielo che acceca (guarda fotogallery). C'è poca gente in giro anche se è domenica e questo mi stupisce e mi dispiace. Un fotografo e un'improbabile modella che si rotola sull'erba, con una voce contraffatta, mi fanno un po' di tristezza. Qualche coppia, qualche bambino, qualche nonno. Il giardino non è che sia al suo meglio però gli alberi maestosi sono ben curati. I due cancelletti che portano verso la villa, che ora è una scuola, sono chiusi a chiave, perché? E ci tocca scavalcarli, poi alcuni voltresi ci spiegano che si può entrare partendo dalla strada asfaltata dopo il cancello principale. Ma noi come facevamo a saperlo?

Gli amici di villa Duchessa di Galliera mi fanno sapere che a differenza di Villa Pallavicini a Pegli, qui nel parco di Voltri non c'è una gestione privata. Quindi la situazione è molto più complessa e difficile. E che le criticità che metto in evidenza sono più difficili da risolvere.

Ebbene passata la villa, sorpassiamo il teatro ed entriamo nella Divina Commedia di Dante. Un viale contornato da alberi, sotto passa l'autostrada. Provo ad immaginare come doveva essere questo luogo solo un secolo fa. Orti, ville e giardini tutt'intorno. Silenzio, solo il cinguettare degli uccelli. Ora invece il rombare di auto, pullman e camion. Ma il verde fa da barriera e mi fa dimenticare il fracasso che un po' si attenua, poi riprende. Ci arrampichiamo su fino alla valletta dei daini, incontrando muretti a secco, e uliveti mischiati alla vegetazione mediterranea. Poi le case coloniche.

Eccoli lì questi stupendi animali, tutte le volte che li incontro nei boschi scappano a zampe levate. Eccoli lì i daini, dietro al recinto, cerco di fotografarli nonostante la rete che ci divide. Saranno una trentina o forse più sdraiati sul grande prato, uno di loro corre giù verso il basso, non so dove. Se ti avvicini al recinto lo fanno anche loro, sperando in un po' di cibo, ma io non ne ho, penso. E così un bambino mi insegna a dar loro un po' di erbetta fresca, quella all'interno è tutta secca. Sembrano gradire e si avvicinano, mangiano a quattro palmenti e io riesco a fotografarli. È tardi e li lascio malvolentieri, ma voglio almeno arrivare fino dalle caprette tibetane. Ne trovo tre che se ne stanno su due zampe mentre cercano di afferrare le foglie di un mastodontico fico. Fra un po' comincia lo spettacolo e neanche questa volta riesco a salire fino al santuario delle Grazie, noto come san Nicolò, dove ci sono le tombe di famiglia. Lì vicino c'è la mitica Ostaia da U Santu, sono anni che voglio tornarci, il cibo pare ancora buonissimo. È lì a due passi, ma il sipario si sta per alzare, sarà per un'altra volta. Scendendo dalla valle dei daini, a destra, si cammina quasi sul mare, con Voltri che da quassù è bellissima.

Ebbene, arriviamo trafelati e subito comincia lo spettacolo sulla Duchessa di Galliera. Non è stata una vita felice, come racconta in un monologo la protagonista Maria nella pièce teatrale, interpretata dalla brava Annapaola Bardeloni. È l'unico personaggio d'invenzione, alter-ego, domestica e sorella di latte della duchessa. Lo spettacolo è diretto e scritto dall'infaticabile Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo.

Ricchissima, con possedimenti e ben di dio per ogni dove, la duchessa è stata una donna sfortunata e incapace di far fronte alle sue sfortune. Se la prima figlia morì a quattro mesi, il secondo figlio Andrea non superò i sedici anni. Però poi trascurò l'unico figlio che sopravvisse, Filippo. In un quadro (vedi fotogallery) volle essere dipinta con in braccio il piccolo Filippo mentre lei guarda, con lo sguardo afflitto, il busto in gesso del figlio morto. Tanto che Filippo una volta cresciuto rinunciò all'eredità e al cognome, unendosi ai rivoluzionari francesi. Cercate di andare a vedere lo spettacolo questo fine settimana, non prima di aver passeggiato per il parco e averne colto le atmosfere. È bello attraversare i territori e sentirne sussurrare il passato.

«Anche i ricchi piangono», ci dice Cesare, sempre presente in tutte queste mie avventure, mentre ci avviamo con Laura Sicignano verso il ristorante da Lillo, che vi consiglio per le acciughe fritte. Vi invito anche a firmare la petizione per il Teatro Cargo, che rischia di chiudere per il taglio dei finanziamenti.

Ebbene, anche i ricchi piangono, con tutta la bellezza e la ricchezza che ha sempre avuto intorno la Duchessa di Galliera, non pare proprio abbia passato una bella vita. Ma ha lasciato tante cose ai genovesi, tra cui questo parco un tempo impercorribile ai più, ora patrimonio di tutti. Prendiamocene cura!

La risposta dell'Associazione Amici di Villa Duchessa di Galliera

«Noi operiamo dalla zona che va dall'ingresso principale fino al Belvedere: fiori e piante sono stati acquistati con soldi provenienti dalle attività di noi volontari - mi scrive Roberto Trebini dopo aver letto il mio articolo che lamenta scarsità di informazioni - abbiamo organizzato delle visite guidate alla Sala delle Conchiglie, al Teatro storico, al giardino all'italiana, ai bunker costruiti dai tedeschi. Quest'anno siamo riusciti a coinvolgere quasi 200 persone»

«Il giardino all'italiana viene aperto tre volte alla settimana martedì giovedì e domenica dalle 15 alle 18, anche se ora è interessato da vari lavori di ristrutturazione. Per quanto riguarda la valle dei Leoni: l'accesso dopo i giochi dei bimbi è chiuso per una frana. I marmi e la testa di lonza, che erano in una delle grotte, sono per ora custoditi dentro la villa. Comunque l'area che richiama i gironi danteschi è raggiungibile dall'alto, dopo il recinto dei daini. La segnaletica verrà messa dal Comune entro novembre per rendere più agevole la scoperta del parco. Inoltre, sono state attrezzate diverse aeree picnic con tavoli e panche»

Sono giunte ulteriori puntualizzazioni da Matteo Frulio, presidente dell'Associazione Amici della Villa Duchessa di Galliera: «Attualmente sono soggetti a manutenzione costante il giardino all'italiana, le cascate, il Belvedere e la Coffee House che sono nel cuore del parco (anche se non facilmente raggiungibili per chi non è avvezzo) e la zona dei daini - spiega Matteo Frulio - Buona parte del parco è area coltiva, anche se aperta al pubblico e affidata a contadini che pagano l'affitto al comune per raccogliere le olive; zona che comprende anche lo stagno delle tartarughe. Le parti gestite sono manutenute da Aster in collaborazione con i volontari. A nostre spese, come associazione, stiamo inoltre realizzando i segnavia per raggiungere i singoli siti attrattivi. Così sarà più agevole arrivare al Castello, alle grotte e alle cascate (guardate la fotogallery) che curiamo noi».

E a quando una mappa fruibile nel blog del parco?: «È comunque visualizzabile sulla pagina di facebook https://www.facebook.com/villaduchessadigalliera/ che ha più di 2000 contatti. Non funziona il collegamento diretto dal blog. Ma rimedieremo, compatibilmente con la nostra vita da volontari. Non abbiamo attualmente né una gestione di tipo privata né alcun finanziamento, se non le raccolte che eseguiamo»

Si fa un po' fatica a trovare la mappa anche sulla pagina facebook. C'è anche un itinerario? «No. Il parco è a fruizione libera, a differenza di Pegli che ha percorsi paesistici obbligati. È nostra intenzione però fare un percorso naturalistico e uno storico/paesistico»

Inoltre il nostro magico webmaster Andrea Scaramussi è riuscito a trovare il link giusto per la mappa, ora speriamo che venga cambiato nel blog del Parco.

E voi cosa ne pensate? Mandatemi pure una mail: laura.guglielmi@mentelocale.it.

LO SPUNTO DI LAURA GUGLIELMI tutti i mercoledì su mentelocale.it, oppure su Facebook: iscriviti al gruppo

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