Genova Smart City, il futuro della città digitale

Attualità Genova Venerdì 26 maggio 2017

Genova Smart City, il futuro della città digitale

Genova - Genova Smart City è stata fondata nel 2010 in forma associativa e successivamente le si è affiancato l’ufficio Strategie Smart City e Progetti Sovranazionali che si occupa della gestione dei progetti in collaborazione con altri settori dell’amministrazione.

L’associazione di cui faccio parte ha aderito a Genova Smart City nell’ottobre 2014 su richiesta diretta dell’allora Vice Presidente Paolo Pissarello con l’esplicito invito ad aiutare le attività a radicarsi maggiormente sul territorio, ad essere più vicini ai cittadini: «i genovesi non sanno quello che facciamo e noi abbiamo difficoltà ad arrivare a loro su questi temi».

Le assemblee associative si sono succedute, ma la richiesta ad attivarsi concretamente non si è mai trasformata in azioni pratiche. La presenza in Genova Smart City è comunque servita per maturare una conoscenza dall’interno e un’idea di come questo potente strumento è utilizzato a Genova. Nell’ultimo articolo di Paolo Castiglieri, dirigente e responsabile Strategie Smart City & Progetti Sovranazionali del Comune di Genova, su Agenda Digitale si legge: «Una recente ricerca sull’utilizzo dei fondi europei da parte dei Comuni Italiani, a cura di Gfinance ed EasyGov Solutions in collaborazione con il Politecnico di Milano ha stabilito che Genova è nettamente la prima città italiana nel reperimento di fondi comunitari: 7,48 milioni di euro nel periodo 2010-2014» e poi ancora si parla dei 893 milioni di fondi strutturali europei destinati ad una gestione integrata nei Comuni della Città Metropolitana ed allo sviluppo di piattaforme per la digitalizzazione dei servizi ai cittadini e via dicendo su argomenti come: efficientamento energetico degli edifici, mobilità, servizi per l’inclusione sociale e infrastrutture per l’inclusione sociale.

Questo scenario positivo ed auspicabile ha però nelle sue modalità di attuazione diversi punti d’ombra che andrebbero quanto meno presi in esame dalla prossima amministrazione comunale. Per esempio, risulta estremamente complesso conoscere l’effettivo numero di progetti realizzati in questi anni, quali con fondi diretti o indiretti, quali somme sono state impiegate e come sono state ripartite tra i vari attori o ancora qual è lo stato dell’arte dei progetti? Se ne conosce l’effettivo impatto sul territorio? I cittadini sono stati chiamati in causa prima di procedere con azioni che li riguardano direttamente? In che modo? È possibile visionare le procedure utilizzate?

Il sito web cioè lo strumento scelto fin dal 2010 per rendere pubblico l’operato di Genova Smart City è in manutenzione da diversi mesi, mentre ci troviamo alla fine di un mandato amministrativo in cui non sembra sufficiente un’autocertificazione da addetti ai lavori per assolvere al compito di informare. Nel Vademecum per la città intelligente, redatto dall’Osservatorio Nazionale Smart City di cui Genova è tra le città promotrici si può leggere: «Il percorso che porta alla costruzione della vocazione economica e sociale della città intelligente non può più essere definito da poche persone, per quanto influenti, nel chiuso delle loro stanze; ma richiede sempre di più il coinvolgimento dei cittadini che saranno interessati da quelle politiche, sia come destinatari che come (co)produttori… l’apertura dei processi decisionali alla partecipazione di cittadini e associazioni comporta un trasferimento di potere da un soggetto a un altro». cit. Paragrafo 1.1.

Lo stesso documento contiene altri interessanti spunti di cui suggerisco la lettura. All'interno del Comune di Genova c’è gente in gamba nella stesura dei progetti europei e questo ormai si è capito da un pò. Passare a curare maggiormente la trasparenza dell’azione istituzionale e l’aspetto Smart Citizen in un contesto in cui esistono i fondi per realizzare servizi ed azioni di cui il territorio ha realmente bisogno, sarà la grande sfida della prossima amministrazione. 

Enrico Alletto, lavora da oltre 15 anni in una multinazionale delle telecomunicazioni, da 5 anni è attivo pro bono sui temi del digitale strettamente legati al territorio. Co-fondatore di Open Genova, dal 2016 è referente per l’associazione nell’open government forum italiano sui tavoli: partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Dal 2007 cura un blog personale www.enricoalletto.it su cui scrive le sue considerazioni ed esperienze.

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