Genova Mercoledì 26 aprile 2017

Ponte in Liguria: come uscirne vivi. Consigli per genovesi, milanesi e torinesi

Borghetto d'Arroscia, ponte. Sulla strada per raggiungere Torino da Albenga, per il col di Nava
© Laura Guglielmi
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Genova - Che terribili code per i ponti e nei weekend, un vero inferno. L'afflusso in Liguria, soprattutto di lombardi e piemontesi, è sempre più alto, anno dopo anno. E anche i liguri si muovono in continuazione tra Spezia e Ventimiglia. Sarà la paura degli attentati, sarà la crisi, questa meravigliosa striscia di terra strozzata tra il mare e le montagne è diventata una mecca. Anche per i cugini francesi. Lo sanno bene i commercianti e gli albergatori: cittadine come Spotorno o Finalborgo sono sempre più belle e zeppe di enoteche o negozi rinnovati con arredi da design.

Code in autostrada che raggiungono i 50 chilometri, ma che vacanze sono. Non è meglio essere in ufficio che inscatolati nell'auto, con i bambini che frignano o i vecchi genitori che si lamentano? E poi le gallerie, ne vogliamo parlare? Rimanere delle mezzore chiusi in queste camere a gas?

#CiaoMilano, #CiaoGenova, #CiaoTorino, siamo tutti sulla stessa barca, purtroppo, e passiamo più ore sui viadotti che in mare.

Fosse per me i fine settimana me ne rimarrei ferma a Genova, facendo trekking urbano oppure andando sull'Appenino ligure, basta che fai un centinaio di metri di dislivello e non incontri più nessuno. Infatti così facciamo, ma non sempre, sia io che il mio compagno abbiamo i genitori anziani e li andiamo a trovare, spesso nei fine settimana, a Sanremo e ad Albissola.

Come sa ogni buon milanese o torinese che scende il Liguria abitualmente o i genovesi che se ne vanno per le Riviere, le code ci sono sia all'inizio che alla fine del weekend, soprattutto a Ponente. Di solito dallo svincolo di Voltri dell'A26 fino a Finale o Andora e così al ritorno, con un po' di pausa tra Savona a Varazze, perché al rentro i torinesi svoltano sulla Savona Torino. Meno grave a Levante, però soprattutto al ritorno da Rapallo fino alla svincolo della Milano-Serravalle, l'A7 tutta curve, non si respira. Per non parlare dell'ingresso a Milano. Ore e ore di coda, ma che senso ha?

Qualche consiglio:

  • Molti torinesi già lo sanno, non prendono l'autostrada fino a Savona, dal Ponente Ligure (Sanremo o Imperia) è meglio passare da Pieve di Teco, Nava e Garessio. Oppure da Albenga si raggiunge il Colle San Bernardo per arrivare a Garessio. Da Ventimiglia o Bordighera vi attende la fantastica Val Roja. Fermatevi in qualche buona trattoria, prendendo un po' di aria fresca. Magari, partendo la mattina, si può programmare una vera e propria gita domenicale e anticipare tutti, perché qualche coda si forma anche qui. 

  • Si può, anche uscire ad Albenga e arrampicarsi con l'auto fino a Calizzano. Così abbiamo fatto lunedì di Pasquetta. Il minaccioso display annunciava, già in entrata a Sanremo, la coda a tratti da Andora. Arrivati lì i tratti sono spariti ed è rimasta la coda. Ad Albenga abbiamo salutato tutti e imboccato la strada per Cisano sul Neva, Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena, tutti posti da visitare una volta nella vita. Poi abbiamo svalicato a passo Scravaion, lì passa l'Alta Via dei Monti Liguri: scarpe da trekking ai piedi abbiamo camminato per un paio d'ore immersi nel bosco in fioritura, mentre i nostri ex-compagni di autostrada se ne stavano bloccati nelle gallerie e sui viadotti. Abbiamo raggiunto Millesimo, poi imboccato la Torino-Savona in senso contrario al rientro e siamo arrivati ad Albissola senza neanche un centimetro di coda. Abbiamo cenato da papà Mario e siamo tornati a Genova, partendo alle 23.20 e godendoci anche una replica di Montalbano. Pasquetta a coda 0. Gabriele Satragno mi ricorda anche Colle del Melogno, Colle di Cadibona, Colle del Giovo, Colle del Turchino. E poi passo dei Giovi. Tutti posti bellissimi che ho attraversato con l'Alta Via dei Monti Liguri.

  • Bert Kooiman mi scrive questi itinerari: Torino, Carmagnola, Murazzano, Montezemolo, Millesimo, Colle del Melogno e Finale Ligure oppure Alessandria, Carcare, Bormida, Colle del Melogno e Finale Ligure. Stefano D'Adamo: modestamente sono un professionista. Capace più volte di fare Busto Arsizio-Borgio Verezzi senza un metro d'autostrada, passando per il Giovo o il Melogno.  Poi spendere per spendere, meglio comprare degli amaretti a Sassello che pagare l'autostrada. Gio Caratti: Milano, Ovada, Tiglieto, Sassello, Giovo, Varazze oppure per il Levante: Milano, Tortona, Serravalle, Busalla, Casella, Torriglia, passo Scoffera, Bargagli, Cicagna, Chiavari.Tutte strade con poco traffico e che lui ha fatto sia in moto che in bici.

  • Escursioni Liguria mi scrive più in dettaglio: per alessandrini e milanesi di rientro da Savona: partire il pomeriggio prima, uscire ad Albissola, risalire l'Appennino passando da Sassello per arrivare in Alta Val d'Orba (Comuni di Urbe e Tiglieto), visitare la valle (siti storici e sentieri), gustare i golosi piatti valligiani, dormire al fresco della montagna a due passi dal mare e ripartire la mattina dopo direzione Ovada per prendere il casello che dà sulla A26 per tornare a Milano, Asti, Alessandria, ecc.

  • Per i milanesi che si trovano incolonnati a Pavia il venerdì, consiglio di uscire per cena ovunque nel percorso, non appena si incontra la coda. Io una volta l'ho fatto e questo è stato il meraviglioso esito: una romantica cenetta a 20 euro con 20 portate e tramonto sul Po gratis. La Liguria può aspettare per qualche ora.

  • Per i genovesi e i milanesi al rientro dal Levante Ligure: imboccate la val Fontanabuona e fermatevi a cena alla trattoria Bain a Neirone, deviando un po' dal percorso, o da Alzati Lazzaro a Moconesi. Così potete raggiungere la Val Bisagno e l'autostrada, oppure svalicare in Val Trebbia, con panorami mozzafiato. A Passo della Scoffera passa anche la magica Alta Via dei Monti Liguri. Anche qui occhio,  che ci possono essere code, soprattutto da Bargagli direzione Genova. Lo sanno bene gli abitanti della valle.

  • Per i genovesi: se potete andate al mare nei giorni infrasettimanali oppure invadete l'Appennino, e guardate il mare da lassù, un'emozione che riempie di serenità. E poi si può fare il bagno nei torrenti e laghetti dell'entroterra.

  • Evitate le Cinque Terre nei giorni festivi, sono spettacolari, ma se le scegliete nella data sbagliata rimanete incolonnati anche sui sentieri. Oppure anche lì potete scegliere percorsi meno battuti, come Monesteroli.

  • Oppure fate come quel mio amico che ho incontrato tutto affaticato: invece di andarsene in giro per il ponte sono venuti a trovarlo tre gruppi di amici. Non ha perso tempo incollonnato in autostrada, ma si è dato da fare in cucina per organizzare cenette da favola. Anche Sonia Partigaina Lenti mi scrive su Fecebook che è meglio sdraiarsi sul divano di casa, piuttosto che buttarsi in autostrada, e guardare una puntata di Vado a vivere ai Caraibi. Oppure inforcare una bella moto che sia veloce e sicura.

  • Maurizio Brigatti su facebook consiglia come sopravvivere a Levante: "Dopo quarant'anni di viaggi da Milano a Moneglia, ho imparato che è molto meglio partire alla mattina molto presto del giorno feriale successivo (semaforo della galleria verso Riva Trigoso delle 6:25) in caso di bel tempo o nella mattinata dell'ultimo giorno del ponte, in caso di brutto tempo.

  • Consiglio in particolare ai proprietari di seconde case di prendere il treno, anche se in alcuni casi la stazione è lontana dai centri abitati,  mi scrive Roberto Camera. In realtà è la scelta più sana e più ovvia, e la meno inquinante però, aggiungo io, ci sono  tali resse sui treni, che pur avendoli usati assiduamente fin da piccola, negli ultimi dieci anni mi sono arresa alla mia Panda a metano.
  • Il giorno del rientro, partite tutti – genovesi, milanesi e torinesi - un po' prima, se non già la mattina. Non appena comincia la coda dite ciao ciao all'autostrada, e andate a visitare i luoghi nei dintorni. Inventatevi itinerari non consueti per tornare a casa, fermatevi e godete dei posti che attraversate. Io ne ho suggeriti alcuni, ma l'Italia minore è piena di trattorie, sentieri in mezzo al verde, castelli, paesaggi naturali o centri storici dove trascorrere alcune ore in santa pace, anche nei weekend primaverili ed estivi. E poi da Borghetto d'Arroscia a Dolceacqua ci sono ben altri ponti da scoprire (vedi foto apetura).

Già la vita quotidiana è sempre più complessa e difficile, i momenti di tempo libero sono preziosi, non gettateli via. Buon riposo.

LO SPUNTO DI LAURA GUGLIELMI tutti i mercoledì su mentelocale.it, oppure su Facebook: iscriviti al gruppo. Per chi volesse scrivermi una mail: laura.guglielmi@mentelocale.it

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