Da Wikipedia alle politiche wiki: condividere e progettare con i cittadini. L'esperienza genovese - Genova

Attualità Genova Martedì 11 aprile 2017

Da Wikipedia alle politiche wiki: condividere e progettare con i cittadini. L'esperienza genovese

Enrico Alletto, durante la presentazione del progetto Open Genova nel 2013

Genova - Genova è formata da un tessuto associativo estremamente vivo: conoscere, instaurare un dialogo, valorizzare ed elaborare percorsi di partecipazione anche innovativi con le realtà che animano il nostro territorio è un elemento fondamentale per qualsiasi amministratore locale. Su questo tema nel 2013 scrivevo un post dal titolo: Perché è così difficile fare innovazione sociale sul territorio? Le nuove sfide tra cittadinanza attiva e pubblica amministrazione che si chiude con questo passaggio:

Una delle prossime sfide cruciali per le istituzioni sarà proprio quella di saper gestire in modo trasparente l’azione sempre più diretta della cittadinanza attiva favorita (non sostituita) dalle nuove tecnologie. Il cittadino sempre meno utente e sempre più protagonista diretto e consapevole delle politiche pubbliche. Genova, 1 dicembre 2013

Tra questo testo e i giorni nostri sono passate alcune iniziative come Partecip@ 2014, Genova Digitale 2015  e Verde Comune 2016  tutti progetti realizzati con la pubblica amministrazione e con al centro l’uso della rete. In particolare Partecip@ 2014 è l'esempio probabilmente più coraggioso in cui un’istituzione genovese è riuscita ad intercettare l'azione diretta della cittadinanza attiva ed incanalarla in un percorso progettuale.

Da questo tipo di esperienze vissute sul campo sappiamo che il concetto di partecipazione mediata dalla rete necessita di alcune caratteristiche comuni:

  • deve essere finalizzato al raggiungimento di uno scopo

  • deve avere poche regole chiaree accettate da tutti

  • deve essere aperto

  • lo scopo deve essere effettivamente realizzabile

Attorno a questi 4 punti possono essere applicate diverse varianti con il coinvolgimento per esempio del mondo della scuola, dell’università, delle aziende o altro, ma la cosa interessante nella progettazione di ambienti collaborativi online è il poter fare riferimento a Wikipedia dove ciascuno sceglie in autonomia se vuole partecipare alla costruzione delle pagine e su quali voci offrire i contributi. Attraverso l'abilitazione della rete ciascuno si posiziona esattamente dove c’è: più interesse, più competenze, più passione/motivazione. Grazie a questa impostazione si riesce ad ottenere uno sforzo personale minimo ed un risultato in termini di contributi massimo.

L’esempio di Partecip@ che proprio per l’adozione di questa metodologia è valso a questa amministrazione il premio eGov 2014 è interessante perché a fronte di un budget di 28 mila euro in conto capitale i cittadini del quartiere potevano proporre idee progettuali sia in forma tradizionale (spedizione postale o consegna a mano in Municipio) sia nella forma Wiki e cioè potevano:

  • registrarsi sulla piattaforma appositamente progettata

  • aprire un gruppo con il nome del progetto

  • discutere l’idea pubblicamente sul forum del progetto

  • recepire contributi esterni ed intercettare nuove energie

I proponenti interagivano direttamente con gli assessori del municipio, opportunamente formati, restituendo agli utenti indicazioni su come migliorare i progetti oppure potevano interagire con altri utenti ricevendo suggerimenti e supporto. Alla fine del percorso le idee progettuali sono state votate online su piattaforma del Comune e successivamente una commissione tecnica ne ha valutato la reale fattibilità sboccando infine i finanziamenti.

Partecip@ 2014 seppur con tutti i limiti di una prima edizione resta ancora oggi uno dei principali esempi di politiche wiki applicate da una pubblica amministrazione italiana.

L’amministrazione uscente ha sempre puntato con decisione alla partecipazione come volano per la costruzione di un patto tra istituzione e cittadini, ma nonostante questo e nonostante alcuni amministratori si siano contraddistinti nell’uso di strumenti e metodi innovativi queste ultime non si sono più replicate ne sono mai entrate “in circolo” devo dire un po’ inaspettatamente nemmeno tra i consiglieri più giovani. Un'occasione per svecchiare procedure datate poteva essere il regolamento sull'amministrazione condivisa nato per mettere al centro la cura dei beni comuni e dove si poteva introdurre un esplicito riferimento ad alcuni aspetti della collaborazione sul web. Il risultato finale però considera internet ancora come strumento di comunicazione istituzionale tradizionale.

Le Politiche Wiki, così si possono definire brevemente le politiche pubbliche collaborative mediate dalla rete, presentano alcuni vantaggi ed alcune resistenze su cui vale la pena soffermarsi prima di concludere.

Vantaggi: abilitano un inedito filo diretto tra Pubblica Amministrazione e cittadini senza mediazioni, creano le occasioni per intercettare anche chi normalmente non partecipa alla vita pubblica, offrono la possibilità di creare relazioni e sinergie inattese e di mettere a sistema l’intelligenza collettiva.

Resistenze: le organizzazioni che svolgono il ruolo di “mediatori” a vari livelli tra Amministrazione e cittadini tendono ad essere resistenti nei confronti delle politiche wiki facendo leva sulla scarsa alfabetizzazione degli utenti soprattutto anziani, ma questa lacuna va colmata non assecondata. Spesso poi ci troviamo di fronte ad una mancata comprensione da parte degli amministratori che per questo motivo non ne riescono a governare i processi. Non si può ignorare la diffidenza da parte di molti cittadini, ma qui sta alla capacità dell’amministrazione riuscire a mettere in campo regole trasparenti.

Infine, è importante definire obiettivi chiari e finalizzati alla progettazione. Coraggio, apertura e fiducia reciproca spero possano diventare le parole chiave della prossima amministrazione comunale nel rapporto con i cittadini.


Enrico Alletto, lavora da oltre 15 anni in una multinazionale delle telecomunicazioni, da 5 anni è attivo pro bono sui temi del digitale strettamente legati al territorio. Co-fondatore di Open Genova, dal 2016 è referente per l’associazione nell’open government forum italiano sui tavoli: partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Dal 2007 cura un blog personale su cui scrive le sue considerazioni ed esperienze.

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