Teatro Genova Teatro Akropolis Martedì 28 marzo 2017

Akropolis: Testimonianze Ricerca Azioni, tra spettacoli, performance, incontri

Entrana, A. Cristiani
© E. Cerri Pecorella

Genova - Le luci in sala si accendono dal 5 aprile 2017 sull'ottava edizione del Festival Testimonianze Ricerca Azioni del Teatro Akropolis, diretto da David Beronio e Clemente Tafuri. La prima residenza, Genius Loci, è già attiva però dal 21 marzo. Tra spettacoli, performance, incontri, seminari e due convegni il festival si protrarrà fino al 7 maggio 2017.

Com'è noto l'identità eclettica e riflessiva di Testimonianze Ricerca Azioni porta quest'occasione a guardare a ciò che «riguarda sempre di più - commenta Tafuri - non solo la messa in scena, ma tutto quanto sta intorno ad essa, che è poi solo uno dei momenti del fare teatro». Quindi non ci si occupa di un genere in particolare (anche se l'attenzione su corpo in movimento e danza è forte): «La nostra programmazione - aggiunge Beronio - varia su una molte direzioni, orientandosi verso esperienze radicate su particolari tipi di ricerca». Comunque anche quest'anno, non solo corpo però, o teatro danza, anche parola.

Per quanto riguarda il corpo una carrellata sugli ospiti la offre Beronio: «Francesca Pedullà e Alessandra Cristiani, presentano due modi diversi di intendere il corpo al femminile. Durante la Festa a Villa Rossi (terza edizione, ndr), a Sestri Ponente, l'8 aprile, Electric counterpoint di e con Maria Francesca Guerra e una coreografia di Olimpia Fortuni (Sosta Palmizi). Quindi, il 15 aprile, la compagnia MF con Re-Garde_des jours anciens e una proposta di Claude Coldy che, dopo essere già stato nostro ospite, ritorna con un seminario e una prova aperta aggiornandoci sul suo lavoro. Con il circuito Anticorpi Explo, la rete nazionale dedicata alla danza d'autore, di cui siamo referti regionali, ospiteremo due coreografie una di un gruppo genovese Nicola Marrapodi e Roberto Orlacchio e l'altra di Davide Valrosso (Compagnia Virgilio Sieni/Cango)».

A proposito di teatro e parola, è Tafuri a dettagliare su ospit e appuntamenti in programma. «Ospitiamo Marco Martinelli, fondatore del Teatro delle Albe, con un'orazione civile ispirata alla sua esperienza a Scampia, un contributo su quello che lui definisce "teatro vivente". Quindi Massimiliano Civica con una lezione-spettacolo su Eduardo De Filippo. Mentre con Tandem, Civilleri e Lo Sicco, presentano una riflessione politica sul rapporto tra sistema e generazioni nuove. Quindi due brevi performance di Andrea Cosentino».

Teatro e parola nella sua forma più teorica e nel contesto che mescola chi fa teatro e chi studia teatro attraverso due convegni: «uno su Giorgio Colli - prosegue Tafuri - in occasione del centenario dalla sua nascita: Trame nascoste (13-14 aprile) a cui partecipano tra gli altri Massimo Cacciari e Carlo Sini. E all'interno della due giorni, proietteremo anche il documentario curato dal figlio. L'altra occasione di approfondimento è Ivrea Cinquanta. Mezzo secolo di Nuovo Teatro in Italia 1967-2017 (5-7 maggio). Nel 1967 quel convegno raccolse le personalità più rappresentative del teatro di ricerca e si prefisse di fare il punto sullo stato dell'arte. Dopo cinquantanni, Marco De Marinis dell'Università di Bologna ci ha proposto di fare questa giornata che riflettesse sull'oggi. Sarà un evento articolato su tre giorni al Ducale (5-7 maggio), al cui interno sono ospitate anche le performance di Cosentino e Lorenzo Gleijeses».

Poco inclini a guardare al teatro come un'attività legata a numeri, si tratti di incassi, pubblico o profitti, il gruppo dell'Akropolis crede piuttosto nell'ampliare il proprio network di collaborazioni. «La nostra volontà - afferma Tafuri - è crescere nel rispetto delle differenze, che però significa conoscere e avvicinarsi. Non so quante persone vengano al festival e non mi interessa, ma credo nel rapporto e nel confronto: dove qualcuno è pronto a fare un passo in direzione di qualcun altro. In questa edizione collaboriamo per esempio con Officine Papage, Arbalete e Sarabanda». La compagnia di Boris Vecchio porta in dote all'interno del cartellone lo spettacolo Ovvio, del Kolektiv Lapso Cirk, (28 aprile). A proposito di nuove collaborazioni: «Quest'anno abbiamo anche cominciato un lavoro con gli allievi della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Paganini. Con loro due momenti: Dell'imitazione. Teatro di memoria acustica e Il Senso del moto» (8 aprile).

In realtà un'occhio sul pubblico la compagnia lo sta tenendo: «Per stabilire rapporti importanti e significativi con il pubblico - aggiunge Beronio - stiamo cercando di diversificare i luoghi del festival, uno è Villa Bombrini, dove ci sarà Martinelli, portatore di una visione del teatro più umana e vitale, rispetto a quella ragionieristica messa più comunemente in campo. L'altro luogo importante di questa edizione è Palazzo Ducale, dove si svolgeranno entrambi i convegni. Un luogo che si è ormai identificato come uno dei presidi e baluardi della cultura di questa città. Toccheremo anche il Museo Biblioteca dell'Attore, ora ufficialmente aperta al pubblico, dove saremo con due incontri: uno sulla promozione e distribuzione degli spettacoli (21 aprile), aspetti organizzativi e distributivi che influiscono e molto sulle realtà teatrali. Un tema lontano dalla nostra linea poetica, ma a cui teniamo, perciò gli dedichiamo attenzione. Il 22 aprile invece ritroveremo Claude Coldy per un'occasione di dialogo sulla danza condotta da Elvira Bonfanti».

Una parte consistente del lavoro di Teatro Akropolis resta vagamente invisibile, le residenze, ma sta diventando sempre più la parola chiave nel sistema teatrale italiano su cui anche il Ministero rilancia. «Quest'anno sono sette le residenze: 4 per il progetto Maia, dedicato ai danzatori liguri e poi con Genius Loci altre tre. Una già partita quella di Andrea Costanzo Martini (danza), poi Bernardo Casertano (teatro di parola) e Francesca Pedullà (danza)».

L'espansione e strutturazione del modello residenze prosegue a livello ministeriale ma non trova risposta in Liguria a livello regionale, seppure l'accordo sia stato formalmente siglato tra Stato e Regione all'inizio del primo triennio lanciato con la riforma FUS. Di fatto i fondi che prevedono un co-finanziamento specifico sulle residenze, in Liguria non sono mai arrivati, mentre in altre regioni come la Toscana, l'Emilia Romagna e Lombradia i progetti proseguono e crescono. Dire "residenza" però a teatro può significare molte cose. Come intendono questa formula all'Akropolis? «La nostra residenza significa avere luoghi per ospitare il lavoro degli artisti; significa stare accanto e creare un rapporto vitale tra ospitante, ospitati e territorio. Per esempio Andrea Costanzo Martini (danzatore italiano ma ormai residente in Israele) è residente e fa anche un seminario all'interno di Maia. Non è uno scambio tra chi spazio c'è l'ha e chi non ce l'ha. E per altro cerchiamo anche di calibrare l'idea di offrire spazio rispetto alla fase di evoluzione del lavoro c'è chi deve partire da zero e allora gli proponiamo le stanze che abbiamo allestito a Villa Rossi, ma c'è anche chi ha bisogno di una prova tecnica per finire il lavoro e quindi ha bisogno della sala del teatro».

Ancora un supporto limitato da Regione Liguria dunque, (per Genius Loci soltanto), tuttavia dietro le spalle delle residenze akropoliane c'è il Comune di Genova con il progetto Maia. Come ricorda Daniele D'Agostino (direzione cultura, Comune) «con Maia abbiamo creato un programma di residenze ma soprattutto un tavolo con i danzatori genovesi/liguri dove ogni anno vengono decise le azioni che possiamo mettere a sistema. Quest'anno abbiamo aumentato il numero delle residenze (4/5 giorni l'una) e organizzato una serie di seminari: quello con Elena Lamberti sugli aspetti della distribuzione; uno formativo con A. C. Martini su due giornate; e uno con Chiara FAini (SmartIt) su pratiche di lavoro, regole e diritti di chi svolge attività artistica. Infine, una tre giorni per uno scambio di buone pratiche sia dal punto di vista poetico-teorico che di lavoro pratico tra i danzatori stessi. La nostra collaborazione prevede anche nel prossimo autunno un nuovo bando per il festival Intransito under35 (a novembre)». Quest'anno la nuova edizione di Intransito sarà più ricca, avendo vinto un bando SIAE di 22mila euro (un co-finanziamento) nella sezione periferie urbane.

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