Teatro Genova Lunedì 3 ottobre 2016

Il Teatro di Camogli riapre. Una festa e la nuova stagione

Teatro Sociale di Camogli

Genova - È stato inaugurato per la prima volta 140 anni fa, e poi chiuso per gli ultimi quarant'anni: il Teatro Sociale di Camogli, in piazza Giacomo Matteotti 5, riapre al pubblico e ha già un suo cartellone: ospiterà il primo spettacolo entro la fine del 2016. Più precisamente venerdì 23 dicembre 2016, quando Fabio Luisi dirigerà l'Oratorio di Natale di J.S. Bach.

L'apertura al pubblico del 30 settembre 2016 coincide proprio con il 140esimo anniversario dalla prima apertura, avvenuta il 30 settembre 1876. Si apre lo spazio e si chiude una fase di rinascita durata nel complesso circa 14 anni (e forse anche qualcosa di più, visti i vari tentativi di apertura degli anni '90), grazie a un impegno allargato tra palchettisti (ovvero i proprietari del teatro), enti pubblici, enti privati e semplici cittadini. Un'azione e volontà congiunta che ha superato varie difficoltà (per esempio la natura privata del bene, che impediva interventi pubblici) e rappresentato evidentemente anche uno sforzo finanziario notevole, in primis dei Comuni di Camogli e Recco, e poi più incisiva della Fondazione Carige e della Regione Liguria.

Il restauro è potuto partire nel 2006 per la fase di progettazione preliminare, entrando nel vivo delle opere nel 2010. Il 30 settembre è dunque anche un giorno di grande festa, in cui si rinnova l'accoglienza all'interno di uno spazio disegnato a fine '800 da Salvatore Bruno, ingegnere di Sampierdarena, ispiratosi al Massimo Teatro genovese di Carlo Barabino. In un'ottica di conservazione ma anche di ottimizzazione di spazi e funzioni, ora il teatro dispone di una capienza totale da 493 posti, suddivisi in 178 posti di platea, 24 posti nelle barcacce e 291 posti distribuiti sui 4 ordini di palchi.

A commentare questi ultimi anni di lavoro, il presidente della Fondazione Teatro Sociale di Camogli, Silvio Ferrari: «Ripensando a questo inaudito itinerario – 14 anni sono trascorsi dalla mia nomina a presidente della Fondazione Teatro Sociale di Camogli – mi accade di pensare di avere assistito a un prodigio, che ha trasformato le buone intenzioni di pochi volontari in una realizzazione che sta davvero coinvolgendo la vita di una comunità. E più dovrà farlo con l'apertura e l'impostazione di una prima stagione di spettacoli e intrattenimenti a cui sta lavorando la sensibilità (e anche l'esperienza) di una personalità come quella di Maria De Barbieri. Per concludere con un'ammissione personale, ho avuto talmente tanta paura di non farcela che ancora oggi ho una reazione emotiva quando qualcuno mi chiede conferma della data di inaugurazione. E preferisco adoperare la formula: ci stiamo lavorando».

Eppure è proprio tutto vero e dal 23 dicembre, sul palco si alterneranno serate di musica classica ma anche jazz, spettacoli di circo contemporaneo, di teatro-circo, di prosa, danza e arte. Il cartellone 2016-2017 che vuole essere un iniziale omaggio ai naviganti che fondarono il teatro, ma anche un viaggio fra generi, stili e linguaggi della scena si intitola: E la nave va.

L'impostazione della direttrice artistica Maria De Barbieri fa del Teatro Sociale di Camogli in primis un collettore delle realtà artistiche e teatrali nate e cresciute a Genova attraverso una fitta serie di collaborazioni: Giovine Orchestra Genovese, la Fondazione Teatro Carlo Felice, il Gruppo Promozione Musicale Teatro Paradiso, il Teatro Stabile di Genova, Sarabanda e Circumnavigando, la Fondazione LuzzatiTeatro della Tosse, il Teatro dell’Archivolto, la Fondazione Pier luigi e Natalina Remotti.

L'attenzione però non si ferma al locale ma recupera anche forze cresciute in loco e poi migrate e riesce a mantenere lo sguardo aperto anche verso l'estero con ospitalità provenienti da tutta Europa, ma anche artisti attivi in vari luoghi della penisola.

Dopo Fabio Luisi e l'Accademia della Scala, dunque tanti i protagonisti da Michele Cafaggi e gli Eccentrici Dadarò per un concerto fatto da bolle di sapone, al gruppo Apesar (Francia - Brasile) in collaborazione con il XVI Circumnavigando Festival Internazionale di Teatro e Circo. Ancora musica con Andrea Bacchetti e gli Archi all'Opera, ma anche teatro-circo con la poesia acrobatica e clownesca dal fascino irresistibile di Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin (Francia) per festeggiare Capodanno. Quindi dalla Spagna, i violini imprevedibili capaci di saltare dalle note di Mozart a quelle degli U2 del gruppo I Pagagnini! (Spagna), dal Belgio Max Vandervorst, le marionette barocche da Mozart di Karromato dalla Repubblica Ceca, un tuffo nel mondo coreografico di oltre 20 anni della danzatrice catalana Sol Picò da Barcellona e, dalla Romania, l'Orchestra Sinfonica di Bacau ma anche l'Orchestra del Carlo Felice. E poi ancora il Teatro dell'Archivolto con Ugo Dighero in Mistero buffo (14 gennaio), Klezmerata Fiorentina (canti, danze e musiche provenienti dal vasto patrimonio della diaspora ebraica), il Teatro Stabile di Genova con Eros Pagni e insieme alla compagnia Gank con Le Prènom, Arturo Cirillo interprete e regista di Scende giù per Toledo (4 febbraio), Anathema Teatro per una rilettura moderna e scanzonata di Goldoni, Maurizio Lastrico e Tullio Solenghi che rileggono Govi, Uto Ughi, Gioele Dix, il Teatro della Tosse con Candido (17-18 marzo), Fausto Paravidino con I vicini.

In aprile una rassegna jazz con vari gruppi dai Buddy Bolden Legacy ai Mercy Sheridan Old Gospel, da Dado Moroni a Giampaolo Casati e Fabrizio Bosso. Musica anche con i Fauves, Beppe Gambetta, e altra musica ancora in una programmazione da marzo a maggio 2017 in collaborazione con il Carlo Felice e la Giovine Orchestra Genovese.

E siccome si era detto anche arte in scena, dunque performance, ospite sul palco del Sociale di Camogli anche l'artista concettuale Cesare Viel con A passage to Camogli with Virginia Wolf con lettura di Al faro (18 maggio 2017). Per l'occasione, proprio dal 18 maggio, presso la Fondazione Pierluigi e Natalina Remotti, (Camogli) un percorso tra le opere e le performance di Viel, affiancherà l’evento teatrale fornendo un ritratto dell'artista, attraverso fotografie, disegni, opere derivanti da altre performance (a cura di Francesca Pasini).

«Il Sociale - afferma Maria De Barbieri - si colloca nel solco dei teatri all’italiana costruiti soprattutto tra il ‘700 e l’800. Ne rimangono molti interessanti esempi in Liguria. Ma uno solo si chiama Sociale, un nome che indica una strada: quella di un luogo aperto sia agli amanti della musica che del teatro, ai curiosi di nuove forme di spettacolo, ai bambini, ai giovani, agli adulti, ai turisti e agli abitanti. La 'O' di legno di cui parla William Shakespeare suscita, all’ingresso del Sociale, una “O” di meraviglia per l’eleganza delle forme di uno spazio che si presta allo spettacolo più complesso ma anche ad appuntamenti di carattere più intimo. Proprio per realizzare tutte queste potenzialità, è stata creata una rete di collaborazioni e sodalizi».

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