Recalcati: «Giovani apatici, hanno bisogno di testimoni» - Genova

Recalcati: «Giovani apatici, hanno bisogno di testimoni»

Attualità e tendenze Genova Venerdì 9 settembre 2016

Massimo Recalcati
© Rosangela Urso

Genova - Telemaco è il giusto erede, è il figlio giusto: non è solo un giovane che cerca suo padre, ma è il giovane che ha bisogno di un padre.

In questa società che ha smarrito il baricentro, dove gli adulti sono evaporati, in un presente in continua trasformazione e sempre connesso, sono i giovani a pagarne le conseguenze: sono diventati apatici e privi di desiderio, alla ricerca di una figura adulta di riferimento. Nuovi Telemaco che aspettano Ulisse.

Ma nulla è perduto. C'è sempre una strada altra da percorrere. D'altronde il figlio del re di Itaca non si è fermato, ma si è messo in viaggio alla ricerca del padre.

Occhiali squadrati, maglietta bianca sotto una giacca verde bottiglia, un fare pacato e un linguaggio chiaro e preciso. Massimo Recalcati, psicanalista e scrittore di numerosi saggi, è arrivato a Genova per presentare Telemaco, il primo centro in Italia per la cura dei disturbi degli adolescenti e pre adolescenti. Una costola di Jonas, il centro di cure psicoanalitiche che offre sedute a prezzi contenuti - con più di 20 sedi in Italia - fondato nel 2003 dallo stesso Recalcati.

L'occasione offre allo psicanalista lo spunto per fare un ritratto degli adulti e dei giovani di oggi. Adolescenti che devono riscoprire il desiderio e quella voglia di progettare il futuro che dovrebbe contraddistinguere questa età. Ma perché questo avvenga, «hanno bisogno di testimoni - scandisce Recalcati sorseggiando un bicchiere d'acqua, seduto sul divanetto della sede Jonas di via XX Settembre - di adulti in grado di testimoniare, a qualunque livello, non solo nella famiglia, ma anche nella scuola, nelle istituzioni, che si può stare su questa terra con slancio».

«Ma il grande problema del disagio giovanile oggi - prosegue lo psicanalista - è che non ci sono gli adulti. Noi parliamo di evaporazione del padre e della funzione educativa». E per arginare questa mancanza «per noi è necessario riabilitare la differenza simbolica tra le generazioni, riattribuire agli adulti il compito educativo. Cioè quella funzione di saper introdurre la vita dei figli all'esperienza del limite. Quando questa funzione viene meno, abbiamo esperienze di dissipazione della vita». Questo però non vuol dire un ritorno al padre-padrone («anche in quella generazione c'erano dei problemi», ammette Recalcati).

Generazioni a confronto, generazioni che si scontrano. Padri contro figli e figli contro padri. E ancora, figli che aspettano e cercano il padre e la sua Legge. La mitologia ci viene incontro per dipanare questa matassa e capire meglio. Un po' Edipo e un po' Telemaco. E mentre «Edipo è il figlio che vuole uccidere il padre, e che vive l'ombra del padre come persecutoria; Telemaco, diversamente, non vive il padre come un'ombra oppressiva, ma non ha mai conosciuto suo padre: è il figlio di Ulisse. Dunque Telemaco è un figlio che, a differenza di Edipo che vuole uccidere il padre, cerca il padre. Questa è la cifra della giovinezza contemporanea, che non è più liberarsi da genitori oppressivi, ma il problema è che non ci sono più genitori, perché i genitori sono diventati uguali ai loro figli. Quindi Telemaco è alla ricerca di qualcuno che possa essere un testimone della vita adulta. Telemaco ci offre un altro ritratto della giovinezza: quei giovani, che patiscono l'assenza del padre, ma che come Telemaco sono stanchi di aspettare e allora si mettono in viaggio».

Ed è da questo viaggio che bisogna iniziare.

A Genova si parte dalla sede di Jonas dove si sono create delle collaborazioni con diverse associazioni del territorio per aiutare i giovani. «Telemaco - spiega il presidente di Jonas Genova Gianfranco Marcucci - farà due tipi di attività, dentro il centro la parte clinica, mentre una parte del lavoro sarà svolta in collaborazione con le associazioni con laboratori nelle loro sedi e nelle scuole, offrendo corsi a insegnati e a genitori».

L'obiettivo è unico: far riscoprire ai giovani la bellezza del desiderio. Che è progetto, futuro, sogno. E senza sogni non c'è vita.

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