Weekend Genova Venerdì 9 settembre 2016

Pegli: Villa Durazzo Pallavicini riapre al pubblico

Villa Durazzo Pallavicini: il lago
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Contenuto in collaborazione con Villa Durazzo Pallavicini.

Genova - Dopo tre anni dalla chiusura dovuta al cantiere, riapre al pubblico il parco Pallavicini, esattamente a 170 anni dall'inaugurazione del 23 settembre 1846. Dopo anni di lavori dedicati al restauro del Tempio di Flora, del Castello e del Mausoleo del Capitano, dell’Obelisco Egizio, del Ponte Romano, del Chiosco Turco e della Pagoda Cinese, sarà nuovamente fruibile l’armonia romantica voluta dal marchese Ignazio Pallavicini e il percorso scenografico ideato da Michele Canzio.

I restauri hanno fatto risorgere tutta la parte alta del giardino grazie alla ricomposizione delle scenografie vegetali, alla ricostruzione di percorsi, muri, opere di ingegneria naturalistica e riassetto di tutti gli impianti idrici. Grazie a ciò i visitatori potranno nuovamente fruire di tutta la parte alta del parco, dove, dal Castello del Capitano, si gode ancora di una magnifica vista a 360° che comprende l’arco appenninico, il monte di Portofino e il mare ligure fin oltre Capo Noli.

I progetti sono stati redatti dallo Studio Ghigino; gli stessi architetti paesaggisti hanno fondato, nel 2013, l'associazione che, in questi ultimi tre anni, ha condotto le visite guidate ai cantieri aperti, permettendo alla popolazione di vedere in anteprima le varie problematiche di un cantiere così vasto, raccogliendo al contempo fondi che hanno permesso ulteriori interventi sulla vegetazione.

Nel marzo 2016 è stata fondata la coop. soc. L'arco di Giano, che ha permesso la partecipazione al bando di gestione del complesso Pallavicini e la conseguente aggiudicazione.

La riapertura al pubblico è prevista per venerdì 23 settembre dalle 9.30 (per costi e prenotazioni visitare il sito di Villa Durazzo Pallavicini (le entrate saranno scaglionate; è consigliata la prenotazione).

Il Parco Durazzo Pallavicini di Pegli, realizzato tra il 1840 e il 1846, rappresenta un'eccellenza nell’ambito del giardino storico romantico italiano ed europeo. Caratteristica unica di questo giardino, che si sviluppa su 8 ettari di collina, è quella di essere strutturato su un racconto teatrale a sfumature esoterico-massoniche che rendono la visita una esperienza storico-culturale, paesaggistico-botanica ma anche meditativo-filosofica.

Il percorso di visita è articolato in tre atti, ognuno composto da quattro scene caratterizzate da laghi, torrentelli, cascate, edifici da giardino, arredi, piante rare, scorci visivi e inganni scenografici capaci di appropriarsi del panorama esterno e dilatare quasi all’infinito i confini di questo luogo magico.

I lavori per la costruzione del parco, che iniziarono nel 1840, durarono circa vent’anni. L'area si sviluppa sul fianco impervio di una collina pegliese, che fu completamente trasformata per generare spazi pianeggianti, ampi bacini idrici e un intrico di percorsi che si arroccano dall’ingresso, fino a 134 m di altitudine.

La composizione si snoda su circa otto ettari e si materializza grazie all’uso di vegetazione esotica e indigena atta a creare atmosfere emozionali, a un ricco impianto di acque superficiali che comprende due laghi, cascatelle, ruscelli, fontane e da molteplici architetture da giardino in stile neoclassico, neogotico, rustico, cineseggiante ed esotico.

Il parco, divenuto nell’Ottocento una delle mete dei tour turistico-culturali europei, che richiamava pubblico anche dall’America, Cile, Russia, fu ceduto dalla principessa Matilde Giustiniani al Comune di Genova nel 1928. Dopo l’ultima guerra il Comune di Genova aveva chiuso al pubblico la parte alta, relativa al secondo atto del racconto, abbandonando così le scenografie medievaleggianti e gli edifici più imponenti del complesso.

Dal 1985 gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino hanno cominciato a studiare questo inconsueto capolavoro di interdisciplinarità, riportandone alla luce le varie caratteristiche sia tecniche che filosofiche. Nel 1992 sono stati realizzati restauri ingenti per tutta la parte bassa, continuando ad escludere la zona alta del parco, con Castello e Mausoleo; un nuovo progressivo degrado ha vanificato queste opere e riportato il bene in uno stato di grave alterazione.

Dal 2009 sono iniziate nuove opere di restauro che hanno interessato sia monumenti che la parte estesa del territorio. Oggi i lavori previsti sono conclusi; in particolare è stato completamente recuperata la parte alta corrispondente al secondo atto dedicato alla rivisitazione della Storia intesa da Michele Canzio come uno scorcio di Medioevo. Per la prima volta, il pubblico potrà nuovamente salire sulla collina dove troneggiano il Castello e il Mausoleo del Capitano, elementi salienti delle due scenografie esoteriche che accompagnano il visitatore al viaggio negli inferi e poi al paradiso che si sviluppa nel terzo atto.

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