Attualità Genova Galata Museo del Mare Giovedì 30 giugno 2016

Italiano, anch'io. L'immigrazione nell'Italia che cambia al Muma

La prima sala della nuova sezione del Mem
© Andrea Sessarego
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Contenuto in collaborazione con Galata Museo del Mare - Costa Edutainment.

Genova - Immigrati che raccontano le loro storie in prima persona. Dai giovani appena arrivati alle persone che vivono qui da anni: sono la voce di un fenomeno che ci coinvolge sempre di più e non può lasciarci indifferenti. Una riflessione su immigrazione e integrazione dal 1973, con una lettura contemporanea. Storie di esseri umani che fuggono da guerre, fame o sete. Ma a che punto siamo?

La nuova sezione nel padiglione Mem Memoria e Migrazioni si chiama Italiano, anch'io. L'immigrazione nell'Italia che cambia (da giovedì 30 giugno). È un percorso fatto di immagini, schermi multimediali, testimonianze e racconti dei viaggi della speranza, con oggetti significativi come un barcone sequestrato a Lampedusa. E poi i regali che le persone coinvolte nel progetto hanno donato al Museo. Ma è anche storie di donne, che hanno avuto un ruolo primario per la stabilizzazione dell'integrazione. Hanno costruito famiglie e resistito alla crisi economica dalla quale l'Italia non è ancora uscita.

Il tutto aspettando di trasformare Genova nella Ellis Island italiana grazie all'ampliamento del Mem, che diventerebbe il Museo Nazionale delle Migrazioni. Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale militare, dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stato il principale punto d'ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. Attualmente l'edificio ospita l'Ellis Island Immigration Museum.

A 5 anni dall'apertura al pubblico del Mem Memorie e Migrazioni, sezione permanente al terzo piano del Galata Museo del Mare dedicata alla storia delle Migrazioni in Italia, ecco un nuovo allestimento che guarda al futuro partendo dalla memoria, dedicato all'immigrazione contemporanea nel nostro Paese.

Un rinnovamento della sezione nata nel 2011, in piena crisi della primavera araba, rivista alla luce dell maturazione del dibattito politico e sociale, oltre a una maggiore consapevolezza dei soggetti coinvolti. Questo nuovo concept pone l'attenzione sulla percezione del fenomeno immigrazione da parte degli italiani e sull'auto percezione degli immigrati nel contesto della società italiana. E poi la finalità educativa educativo, soprattutto nei confronti di bambini, famiglie e nuove generazioni. Una visione alternativa di questo fenomeno.

La nuova Area Immigrazione presenta 8 aree tematiche: migrazioni, fenomeno planetario; immigrati in Italia, una cronologia; ne abbiamo bisogno?; il lavoro degli immigrati, chi è chi, le definizioni; storie di popoli in fuga; i nuovi italiani a scuola; Genova, in un giorno; la casa & la famiglia, cucina e migrazione del gusto; un parere. Il tuo.

«Stiamo sul presente e sul futuro ricordando il passato - afferma Maria Paola Profumo, presidente del Muma - Il Museo del Mare può diventare un vero mediatore culturale e, attraverso questo lavoro, vogliamo mettere un talloncino per far crollare qualche muro. Qui i migranti parlano da protagonisti della nosta vita quotidiana, e non solo come oggetti di studio e analisi».

Pierangelo Campodonico, direttore del Muma, spiega il significato di questa nuova sezione. «È un'opera di artigianato sul fenomeno dell'immigrazione, che tocca tutte le fasce d'età - afferma - Non parliamo di stranieri, ma di persone che lavorano e soffrono nella nostra società. Una storia di fatica e di dolore dal 1973, e che ha coinvolto gran parte della nostra nazione. Parliamo di persone vicine a noi, i cui figli vanno a scuola con i nostri. Si parte dalla cronologia, con eventi di cronaca che sono diventati storia. Poi diamo la parola agli immigrati, visto che questo fenomeno è cambiato considerevolmente negli ultimi anni. Raccontiamo anche storie di donne e facciamo un viaggio nelle scuole, prima grande fabbrica d'integrazione. E Infine il visitatore può dare la sua opinione».

Ora vediamo più da vicino il percorso di questa nuova sezione. L'intero progetto è curato dal direttore del Muma Pierangelo Campodonico, dallo staff scientifico del Museo del Mare e realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo del presidente Francesco Profumo. Il riallestimento dell'ultima parte del Mem rientra nei progetti per il 2016 del Museo del Mare.

  • Si parte con Migrazioni, fenomeno planetario: avere una visione globale sui flussi dei movimenti internazionali e di quelli interni aiuta a comprendere meglio le migrazioni di oggi. Una mappa interattiva presenta un ritratto attuale dei flussi migratori mondiali realizzata dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim).
  • Passando a Immigrati in Italia, una cronologia sono raccolti i principali eventi che hanno segnato la storia dell’immigrazione in Italia dal 1973 a oggi, documentati anche da immagini di telegiornali, video e reportage tramite un monitor interattivo che scorre sulla linea del tempo. A partire dal 1973 arrivano più persone di quante partono. La cifra attuale è di 4,9 milioni. Si mostra questo processo di crescita: un fatto epocale e senza precedenti.
  • Il percorso prosegue con Ne abbiamo bisogno?. Non si può comprendere il fenomeno dell’immigrazione nell’Italia contemporanea senza avere presente l’evoluzione demografica del nostro Paese. Secondo i modelli matematici applicati alla situazione attuale tra 30 anni in Europa ci sarà il 25% in meno della popolazione lavorativa, mentre in Africa la popolazione in età lavorativa raddoppierà. Senza questa migrazione, l’Europa sarebbe condannata al declino. Oltre all’abbassamento dell’età media l’arrivo degli immigrati ha contribuito a sorreggere l’economia: si può dire che buona parte del progresso e del benessere di questo paese tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni duemila, è stato pagato dall’immigrazione. Questo, che è un ragionamento centrale nel percorso espositivo, è spiegato attraverso un vero e proprio cartone animato dove, un simpatico personaggio dà una lettura ragionata dei dati delle nascite, della crescita, dell’invecchiamento: quel complesso di informazioni che cadono sotto il nome di demografia.
  • Ed ecco che gli immigrati si raccontano in prima persona. La sezione continua con Il lavoro degli immigrati: attraverso le loro testimonianze si documenta una società che sta cambiando. Come a Ellis Island qualcuno ha fotografato e raccolto le testimonianze di chi arrivava, così il Museo conserva e custodisce le storie di chi è emigrato e vive stabilmente in Italia, perché non vadano perduti i volti e le voci delle persone che altrimenti resterebbero solo un fenomeno sociale. Le testimonianze sono fruibili con un approccio diretto per parole chiave: disoccupazione, lingua, precarietà, lavoro sotto qualificato, titoli di studio non riconosciuti, adattabilità, resistere, coraggio, desiderio di tornare. Le interviste in formato integrale, invece, saranno disponibili nell’Archivio della Memoria Migrante sul sito memoria e migrazioni.
  • Con Storie di popoli in fuga, dopo un approfondimento sul cambiamento della condizione giuridica dei migranti in questi anni, si affronta il tema delle tragedie del mare. In questa sezione è esposto un barcone sequestrato dalla Guardia di Finanza a Lampedusa, con scene di sbarchi e salvataggi in mare e racconti audio. Ai lati, testimonianze video di traversate e viaggi della speranza, narrati in prima persona: da una parte i racconti tratti dalla letteratura e le inchieste giornalistiche, dall’altra i ricordi e le esperienze dirette.
  • Poi si fa un viaggio nelle scuole italiane, prima grande fabbrica di integrazione. Durante la parte di sezione I nuovi italiani a scuola c'è un video con un’insegnante che racconta come i giovani immigrati di seconda generazione conquistano il loro posto nella scuola e nella società italiana. In Italia i minori stranieri sono quasi un milione (993.238) e ultimamente aumentano in media ogni anno di oltre 100mila unità, tra nati sul posto e ricongiunti. I cittadini stranieri di seconda generazione sono circa 650mila, per lo più minori, oltre un decimo della popolazione straniera residente. Per loro, l’Italia, è il paese d’origine e di appartenenza, in cui sono nati e si sono formati ma il processo di acquisizione della cittadinanza è, per tutti, lungo e tortuoso. Accanto a questo il video Idee in Viaggio, è il frutto di un progetto educativo che ha coinvolto scuole di ogni ordine e grado, dove sono gli studenti che decidono quali temi affrontare per parlare di migrazioni.
  • In Genova, in un giorno si parla di immigrazione oggi in Italia, affrontando il tema della convivenza e dell’integrazione. Quanto è cambiata nella Superba la convivenza tra italiani e stranieri? Un filmato, dall’alba alla notte, aiuta a comprendere come la nostra vita è cambiata e come è, lo si voglia o meno, una vita insieme, dall’asilo al mercato, dal ristorante alla discoteca, passando per i luoghi di lavoro e le famiglie.
  • Nell'area tematica La casa & la famiglia si affronta il tema dell’educazione dei figli, del rapporto con il paese di origine e con la nostra città, della speranza un giorno di fare ritorno a casa o della consapevolezza che ormai, il Paese a cui ci si sente più legati, è proprio l’Italia. Anche in questo caso, sono gli immigrati a raccontare in prima persona, attraverso interviste video e alcuni oggetti esposti. Inoltre presentano un altro importante veicolo culturale di cambiamento: la Cucina e la migrazione del gusto.
  • La nuova sezione del Mem si chiude con Un parere. Il tuo. Il visitatore diventa protagonista, scrivendo sui post it impressioni e ai commenti.

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