Teatro Stabile e Carlo Felice: la stagione estiva in Liguria - Genova

Teatro Genova Martedì 14 giugno 2016

Teatro Stabile e Carlo Felice: la stagione estiva in Liguria

Teatro Salvini, il teatrino storico di Pieve di Teco

Genova - Si chiama regionalizzazione del Teatro Carlo Felice e del Teatro Stabile e non ha niente a che fare con una generica stagione estiva dei teatri o un generico cartellone dell'estate. Ci eravamo già messi alle spalle esperienze come Insieme in Liguria (chiusa nel 2010) o le varie edizioni di Mondomare festival del Teatro dell'Archivolto - nato nel 2006, ancora in piedi nel 2008, nel 2013 avviato alla fine in formato ridotto. Al momento, però, si assiste a quello che sembra un netto cambio di logica rispetto a politiche teatral-culturali della Regione dell'ultimo decennio.

«Credo doveroso - spiega l'assessora alla Cultura e Turismo, Ilaria Cavo - chiedere a Stabile e Carlo Felice di utilizzare le loro forze artistiche per andare sul territorio, dato che i due teatri hanno il finanziamento più importante - che non ha subito alcuna variazione - rispetto al nostro bilancio e rispetto a quanto la Regione mette a disposizione di tutti gli altri». Nel 2015 l'onere complessivo a carico della Regione verso il Carlo Felice è stato di 1.000.000,00 di Euro e di 960.000,00 Euro verso lo Stabile di Genova. Perché non convocare altri teatri che da tempo lavorano sull'estiva e su altri spazi all'aperto e sul territorio? «Semplicemente - chiarisce Cavo - perché il contributo destinato ad altri non è paragonabile al nostro impegno e coinvolgimento con questi due enti e dunque non saremmo nella posizione di chiederlo. Chi per sua natura lo ha già fatto e lo fa ancora, di lavorare sul periodo estivo e di portare la sua offerta fuori dai suoi spazi, ci auguriamo lo continuerà a fare».

Una ridefinizione di impegno, dunque, e una ricontrattazione tra enti viene messa in atto sostanzialmente per due ragioni, strettamente correlate: «Il presupposto di fondo - prosegue Cavo - è stato chiaro fin da inizio legislatura ed è un bilancio condizionato, che ci porta alla necessità di far sistema per raggiungere i vari comuni. Noi non abbiamo mai creduto nei finanziamenti a pioggia e con le attuali risorse non potremmo rispondere a tutte le richieste dei vari Comuni, sarebbe comunque ingestibile. Da qui, è partita la richiesta verso i due maggiori teatri di cui la Regione è fondatrice, che sostiene con tanto impegno e con cui ha anche un impegno ministeriale».

La Regione ha «convocato una riunione con i due teatri e Anci a gennaio», dando avvio al dialogo tra enti teatrali e enti territoriali perché verificassero insieme necessità, bisogni, potenzialità. «La nostra è stata prima di tutto una regia e un gesto propulsore, poi gli accordi tra i due teatri e i vari comuni sono stati avviati in maniera autonoma». Ora che il processo è stato avviato con «una ventina in tutto di tappe», secondo Cavo si può solo aspirare a fare meglio e di più in futuro: «Più successo ci sarà, maggiore sarà anche il nostro impegno per fare un calendario che tocchi anche più Comuni. Sono contenta anche di osservare che l'altra indicazione iniziale che avevamo dato è stata seguita e quindi non ci sono solo piazze della riviera, ma anche località dell'entroterra». Il dado è tratto e questa nuova politica regionale è inclusa nel «grow act perché è un percorso in cui tutti crediamo».

Positive le reazioni del sovrintendente dell'ente lirico, Maurizio Roi e del direttore artistico dello Stabile, Angelo Pastore. «La Regione - afferma Roi - ci ha proposto uno stimolo, noi le abbiamo dato retta, non solo perché la Regione è socia fondatrice e ci sostiene e quindi è giusto rispondere alle richieste dei padroni, ma il tema proposto è anche per noi un tema identitario del nostro ente lirico che, credo, dovrebbe esserlo per tutte le 14 case d'opera del territorio nazionale. Da noi nella stessa settimana le note di Strauss, Bosso e Venditti. Per come è conformata la regione noi abbiamo il dovere di promuovere la cultura musicale. Questi sei concerti in programma tra il 20 luglio e il 6 agosto che toccheranno Loano, Ospedaletti, Cervo, Montoggio, Noli e Ameglia sono un primo passo in questa direzione insieme al tentativo di impegnarci di più su Savona. E corrispondono anche a un ridisegno del Carlo Felice. Stiamo cambiando e continueremo anche a cambiare. Per esempio stiamo trasformando la programmazione per l'infanzia perché i nostri prodotti possano andare in giro per altri teatri sulla regione. Abbinato tre cose, idea agganciare turismo, noi dovere promuovere musica. La musica è l'ultima industria fordista al mondo e tutto questo non è semplice, ma corrisponde a un progetto che condivido».

Quale taglio accomuna questi sei appuntamenti? «Il tratto di questa stagione estiva è fare proposte tra il colto e il popolare. Cominciamo a Loano con un concerto sinfonico su Beethoven e Mozart e poi proseguiamo con quelli che abbiamo chiamato: Distillati d'opera, ovvero una serie di brani musicali legati a opere come Rigoletto, Tosca, La traviata, La bohème. Il 2 agosto portiamo il primo distillato a Ospedaletti, e stiamo ancora valutando se avere un maestro concertatore, con il primo violino. Il 3 agosto a Cervo, un luogo che ha una sua forte identità, anche musicale, porteremo un gruppo di fiati, per un programma pensato ad hoc. Poi a Noli e Montoggio, ancora distillato d'opera, mentre ad Ameglia porteremo anche un paio di cantanti. L'interlocuzione con i Comuni è stata necessaria e funzionale perché ognuno può offrire spazi e pubblici molto diverse. Certo proporre a tutti cose diverse sarebbe troppo oneroso per noi, ma credo che dovremmo aprire anche all'inverno questa iniziativa che ha una chiave educational».

Roi, che alla guida dell'ATER (Associazione Teatrale Emilia Romagna) dal 1997 al 2015, ha lanciato e vissuto in presa diretta l'esperienza del circuito teatrale conferma: «Sono convinto che si debba collaborare e competere senza uniformare, quindi credo che il Circuito sia una soluzione».

Sulla stessa linea di pensiero, Pastore conferma: «Indubbio che sia un bello stimolo, e indubbio che si tratti di una richiesta ufficiale a cui il nostro teatro, che è della città ma certo anche della regione, deve rispondere. Giusto partire e giusto anche cercare di capire esigenze e disponibilità in dialogo con i comuni. Credo che cominciando quest'anno l'anno prossimo il nostro cartellone estivo possa essere molto più ricco. Saremo presenti a Savona, La Spezia, a Camogli con le nostre produzioni tra cui Minetti e Prenom, ma anche Happy Goldoni di Mercedes Martini e I manezzi pe maja 'na figgia di Govi con Jurji Ferrini entrambe le produzioni già in programmazione al Festival di Borgio Verezzi. E ancora: Bacci Musso u cunta Romeo e Giulietta di Pirovano, a San Lorenzo al Mare, a Busalla, A Savignone, a Sarzana a Santa Margherita e a Sori. Nel rivedere la nostra Rassegna di drammaturgia contemporanea l'anno prossimo spero si possa andare in tanti altri comuni. Un appuntamento suggestivo credo sarà quello di Laiguglia con L'uomo che raccoglieva bottiglie (di Pino Petruzzelli) in scena in una chiesa consacrata».

In quasi tutte le regioni italiane sono nati negli ultimi anni circuiti teatrali, in Liguria ancora no. Ci sono in Friuli, in Toscana, in Veneto, c'è l'AMAT a Ancona, c'è il Consorzio Teatro Pubblico Pugliese e la lista è lunga ancora (sul sito del ministero l'elenco completo, qui). La riforma ministeriale lo chiede. Per ora si guarda a una virata che, il sindaco di Cervo, Gian Paolo Giordano, fieramente segnala essere stata determinata da una «scintilla scoccata l'anno scorso con un concerto di cui era protagonista il vincitore del prestigioso Premio Paganini. Per noi una gioia che il Carlo Felice riempia la nostra stagione in modo strutturato». Convinto anche l'assessore di Busalla in rappresentanza dei comuni dell'entroterra e il Sindaco di Sori, Paolo Pezzana, che vede in queste nuove linee programmatiche un «progetto che può funzionare da volano. La nostra esperienza di teatro (il Comunale di Sori affidato alla direzione artistica di Sergio Maifredi) è andata bene ma ha bisogno di rafforzarsi e credo questo permetta di costruire un modo di fare cultura e teatro sui territori, stimolando la circolazione».

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