Teatro Genova Giovedì 5 maggio 2016

Life Festival: la cultura omosessuale fra teatro, cinema e foto

Parte della locandina dello spettacolo Sissy Boy

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Genova - L'anno scorso era una rassegna: Occhiali d'oro. Quest'anno, unendo le forze di varie associazioni (vedi sotto il dettaglio dei luoghi del festival) capitanate da Arcigay Genova, si è arrivati a un vero e proprio festival alla sua prima edizione: Life Festival.

L'anno scorso il programma prevedeva soprattutto una rassegna teatrale e una serie di incontri e presentazioni di libri. Quest'anno tutte le arti si stringono attorno al tema della diversità per raccontarne molteplici vissuti, nei vari linguaggi espressivi, per affrontare paure, ambizioni, ricordi di persone in carne e ossa con le loro storie.

Dal 9 al 15 maggio (con alcuni eventi già il 7 e 8 maggio), la prima edizione di Life Festival (coordinata da Cristiano Grattarola - Arcygay Genova) coinvolge tante realtà e occupa altrettanti luoghi: dal Teatro della Tosse a Palazzo Ducale, dall'Altrove - Teatro della Maddalena al cinema Sivori, dall'Accademia Ligustica alla Feltrinelli, dalla Facoltà di Architettura alla Fumetteria Comics Corner, dalla Stanza della poesia alla Libreria Falso Demetrio, dal Teatro Carlo Felice al Banano Tsunami.

«Quest'anno siamo contenitore e contenuto», sottolinea Amedeo Romeo, direttore artistico del Teatro della Tosse, realtà che «ha contribuito a far fare un salto di qualità a questa iniziativa, dopo la rassegna dell'anno scorso». Tutti gli spazi di salita Sant'Agostino saranno utilizzati - dal foyer alla Claque, dalla sala Trionfo alla Campana - per spettacoli teatrali, laboratori (7-8 e 14 maggio con le Nina's Drag Queens per scoprire e provare l'emozione dei personaggi en travesti), presentazioni di fumetti (7 maggio, Jem & The Holograms, ore 16) e di una nuova webseries Lista di nozze di e con Alessandro Bergallo e Alessandro Barbini, il concerto di Laura Bono (12 maggio, ore 22), e ben due vernissage: il 10 maggio 2016 quello della mostra fotografica Every simple day di Roberta Orlando (foyer, ore 19.30) e l'11 maggio quello della mostra intitolata Adam Orlovesky (La Claque, ore 19.30), proprio come lo spettacolo interpretato da Andrea Gado, che insieme agli allievi ed ex-allievi dell'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, sotto la guida di Sabrina Marzagalli (docente di Anatomia artistica), ha lavorato a una ricerca pittorica e iconografica. Domenica 15 maggio i lavori di questa seconda mostra verranno messi all'asta, «in un cabaret surreale» condotto da Gado nei panni di EVA - e chi meglio di lei?, il cui ricavato andrà al Coordinamento Liguria Rainbow.

A proposito di teatro, sono cinque i titoli in cartellone (alla Tosse): si parte con Caro George di Antonio Latella (10 maggio, ore 20.30), un monologo interpretato da Giovanni Franzoni sulla vicenda tragica che, negli anni settanta, coinvolse Francis Bacon e il suo compagno George Dyer - suicida la notte stessa in cui Bacon al vernissage della sua mostra a Parigi venne acclamato dai critici. Si prosegue con Sissy Boy (11 maggio, ore 20.30), un lavoro del Teatro Libero di Palermo che «prende spunto da un fatto reale: è la storia di un uomo e delle sue bambole» spiega Marina Petrillo (Teatro della Tosse) che aggiunge: «tutti gli spettacoli partono da un'indagine sul sé, tutti gli artisti si confrontano con personaggi che hanno un tratto non socialmente accettabile. In Sissy Boy, il ragazzo ne vede di tutti i colori per la sua passione per le bambole; in Peter Pan guarda sotto le gonne (primo capitolo di una trilogia sulla transessualità di The BabyWalk, 12 maggio, ore 20.30) si affronta l'adolescenza e le relative problematiche identitarie e sessuali; ne Il Giardino delle ciliegie, le Nina's Drag Queen presentano il loro spettacolo en travesti, tutto fatto da donne che, come in epoca elisabettiana, sono solo uomini. Non c'è niente di eclatante in questo, solo che ci abbiamo perso l'abitudine. E poi, Adam Orlovesky». A questo si aggiunge, fuori cartellone, il 21 maggio, la serata inaugurale di Salomè al Teatro Carlo Felice - ingresso a prezzo ridotto per i possessori della tessera del Festival.

A coordinamento dell'intero cartellone, Cristiano Grattarola di Arcigay Genova che legge la vasta partecipazione della città come la riprova che le «associazioni genovesi impegnate nella lotta per i diritti sono realtà molto determinate e capaci di coesione». Oltre a quelle già citate, partecipano al Life Festival anche il Teatro dell'Archivolto, Arci Liguria, il Coordinamento Liguria Rainbow, il Left Lab e il Circuito Cinema Genova. L'entusiasmo e l'emozione di Grattarola per un evento ampio e che abbraccia in un unico intento varie forze della città è anche legato alla coincidenza «con la discussione in parlamento, tra il 10 e il 12 maggio, proprio nel bel mezzo del festival, della legge sulle unioni civili. Una legge che è un passo storico anche se c'è ancora molto da migliorare». La soddisfazione di poter mettere in scena varie storie individuali che abbracciano diverse epoche della vita attraverso una molteplicità di forme artistiche - teatro, cinema, fumetto, letteratura - è l'altro punto chiave di un «programma maneggevole, per cui chi va abitualmente a teatro può scoprire un evento del nostro cartellone; così come chi va al cinema o in altri spazi per un reading o evento magari si ritrova nel cuore di una nostra iniziativa».

Il cinema non ha meno spazio del teatro anzi forse proprio il contrario sono addirittura due i percorsi proposti: uno dal Circuito Cinema Genova al cinema Sivori l'altro all'Altrove - Teatro della Maddalena. Tutti i pomeriggi una serie di film relativamente recenti, «tutti gioiellini dal punto di vista artistico e cinematografico» afferma Alessandro Giacobbe che sottolinea come i titoli tocchino le varie età della vita e vari tipi di identità: «Tomboy guarda all'identità sessuale nell'infanzia; C.R.A.Z.Y. e XXY nell'adolescenza; l'età adulta con Camminando sull'acqua e Weekend e la terza età con I toni dell'amore. Pur avendoli già presentati in uscita, in questo contesto vengono valorizzati e hanno un'occasione di rilancio, in una sala, il Sivori che è l'unica in italia rimasta in attività dai tempi dei Fratelli Lumière ad oggi».

All'Altrove il cartellone del cinema si allunga con alcuni film che non sono mai arrivati in Italia con una retrospettiva sul regista canadese Xavier Dolant: Les amours imaginaires (2010) e Lawrence Anyways (2012). E altre due pellicole: Der Kreis, che racconta di un gruppo di omosessuali riuniti intorno a una rivista e Non accettare sogni dagli sconosciuti sulle relazioni omosessuali tra due nuotatori in Russia nell'epoca di Putin.

Quattro le mostre. Due fotografiche: quella di Roberta Orlando, Every simple day, sulla quotidianità di coppie lesbiche e Ma che occhi grandi che hai... di Alberto Terrile, Ilaria Caprifoglio e Maddalena Bartolini, sulla comunità LGBT di Genova. Quindi, alla facoltà di Architettura, il progetto creato insieme al dipartimento di malattie infettive del San Martino sul tema dell'HIV, Being Positive. comunicare l'HIV, «gli esiti di questo lavoro - spiega Giulio Sommariva (Accademia Ligustica) - verranno poi presentati a dicembre per la giornata mondiale della sieropositività». Infine, The pride of art. Storie, vita e musica di compositori omosessuali a cura di Patrizia Battaglia e Paolo Paghi (21 maggio). Battaglia sarà anche protagonista il 17 maggio al Ducale (ore 21), con amiche, sorelle, amanti. Donne che amano donne: uno spettacolo multimediale incentrato su figure di artiste, tra musica, arte e letture.

Due vite parallele: ho scelto di essere e non di sembrare è l'appuntamento alla Stanza della Poesia (12 maggio, ore 17.30) con letture e una conversazione con Rossella Bianchi, direttrice di Princesas, associazione creata da Don Gallo. Sabato 14, poi, ci sarà un reading collettivo, Voci a colori: Parole che escono dal cor(p)o, all'interno della manifestazione Coloratamente, arrivata alla terza edizione: una festa fatta di giochi e storie, di attività per bambini e di occasioni di incontro e confronto sulla diversità di genere, tra cui la biblioteca vivente, fino alla Colorata Cena in piazza Matteotti.

Una riflessione in chiusura sul festival viene da Marina Petrillo del Teatro della Tosse. «Perché si fa tutto questo? Per creare una società civile pacifica. Il desiderio di pace credo sia negli occhi di tutti. Noi viviamo in mondo privilegiato che si permette di disquisire su particolari che fanno parte del patrimonio umano da sempre e su cui la discriminazione è odiosa e insensata, specie nel 2016. E ci metto dentro anche i diritti delle donne. La libertà si acquista prima di tutto nella testa... dice una poetessa. Divertitevi uscendo da quei canoni che sono nella testa ma non sono nostri».

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