Genova Mercoledì 23 dicembre 2015

Quali erano i cocktail preferiti da Hemingway?

La maglietta di Luca. Lavora alle Tre Caravelle, Porto Antico Genova
© Laura Guglielmi
Altre foto

Mi sono molto divertita a scrivere l'introduzione a Cocktailsofia, un intrigante volumetto (Melangolo, pag.89), scritto dal giornalista Giovanni Giaccone. Racconta la storia dei più importanti cocktail e spiega come prepararli e gustarli. Se avete ancora da fare qualche regalino di Natale, fiondatevi subito in libreria, costa solo 7 Euro. Auguri a tutt*, di Buone Feste!

Laura Guglielmi

PER LEGGERE GLI ALTRI SPUNTI DI LAURA GUGLIELMI
Tutti i mercoledì su menteloc
ale.it
Lo spunto di Laura Guglielmi
è anche su Facebook, iscriviti al gruppo

Genova - Comincio con una confessione: come aperitivo prendo spesso un buon bicchiere di vino rosso. Ho bevuto tanti cocktail in passato, ma ora cerco di contenermi. Leggendo Cocktailsofia (Melangolo) di Giovanni Giaccone, però, mi è venuta voglia di ripensarci. O per lo meno di assaggiare quelli che non ho mai provato.

Di solito si bevono senza sapere né la loro storia né i loro ingredienti. È bello invece conoscere le sostanze che hanno reso certi cocktail un mito per alcuni, e anche i personaggi che li hanno fatti diventare famosi nel mondo, Hemingway solo per citarne uno. Lo scrittore era ghiotto di Mojito e di Daiquiri, che gustava nelle sue lunghe notti all'Havana.

Mi ricordo i primi Negroni, in compagnia di amici più grandi, ai tempi del Liceo. Era una delle bevande più richieste, tra noi ragazzi. Non lo bevo quasi più, anche se, grazie a questo libro, ho imparato tutto sul Conte che l’ha inventato. E prima o poi un'altra sorsata mi spetta.

Non è facile da dimenticare la gioia che mi ha dato da sempre il Cuba Libre, soprattutto quando mi ci sono imbattuta per la prima volta nell’isola che gli ha dato il nome. Credo di aver bevuto il più buon Mojito la serata dell’inaugurazione del Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano a La Havana. C’era anche Giuliano Montaldo, che stava girando L’oro di Cuba, un documentario sul cinquantesimo anniversario della Rivoluzione. Una persona squisita, con una moglie ancor più simpatica. E si è fatto festa.

A proposito di Rum, a Lanzarote mi hanno raccontato che l’hanno inventato loro, nelle Canarie. Poi chi attraversava l’Atlantico, trascinato dagli Alisei - soprattutto i pirati - l’ha importato a Cuba e ai Tropici. Chissà se è vero.

Il Gin Tonic mi ha accompagnato fino ai trent'anni; era davvero la mia pozione magica preferita, forse uno strascico della città che più amo al mondo, Londra, dove ho vissuto a lungo. Ero ritornata da poco, quando ho conosciuto, insieme al mio compagno, Donald Perrygrove Sinclair, il mitico folletto britannico che trascorreva il suo tempo libero nei vicoli genovesi, mischiandosi ai giovani. E bevendo molto, e soprattutto Gin Tonic, che lui chiamava il cappuccino senza schiuma. Già allora aveva passato i cinquanta. Uomo colto, vivace, aveva abbandonato tutto e tutti per trasferirsi a Genova, dove ha vissuto trent'anni. Nessuno ha mai capito perché. È morto da poco. Don, ci mancherai, chissà quanto ti sarebbe piaciuto questo libro. E quanti consigli sofisticati avresti potuto dare a Giaccone.

C’è stato un periodo che avevo una fissa per lo Screw Driver, la vodka con la spremuta d’arancia, diciamo dai trenta ai quarant’anni; bei tempi quelli, per non raccontare di una sbornia da adolescente con la Vodka Lemon, alla mia prima Biennale del Cinema di Venezia. Non ero ancora maggiorenne. E abbiamo dormito in tenda nei Giardini. Più che dormito, io sono quasi svenuta.

Nel libro non si parla né dello Screw Driver, né del Vodka Lemon, ma dei più sostenuti Moscow Mule, Negrowsky e Vodka Martini.

Non so se rischio di andare fuori tema parlando di una pozione che in questo libro non c’è, perché non è un cocktail: l’aperitivo dei francesi, il Pastis, che spesso sorseggiavo durante le serate in Costa Azzurra, con Francesco Biamonti. Magari ci andavamo dopo la presentazione di un libro, per mangiare in ristoranti che profumavano di Provenza. Questo ve lo confido perché penso che, se bevuti con oculatezza e consapevolezza, i superalcolici sappiano accentuare la complicità tra persone che hanno tante cose da dirsi, arricchiscono le relazioni di confidenze. Mi raccontava di Giulio Einaudi e di Nico Orengo, recitava a memoria le poesie di Montale, Sbarbaro e Baudelaire. Ogni volta che vado in Provenza non posso non pensare a lui e a quel gusto di anice. Ed è come se lui ci fosse ancora.

È da un po’ che gli girava per la testa questa idea, a Giovanni Giaccone: raccontare la storia di queste pozioni, frutto dell’intelligenza umana, che danno gioia al palato e fanno brindare il cervello. Ci siamo incontrati su Facebook e così è nata l’idea di farne una sorta di appuntamento su mentelocale, arricchito dalle video interviste di Hira Grossi. Ho scoperto un collega molto diverso dall’impressione un po’ paludata che mi faceva quando era un mezzo busto televisivo, e lavorava per una televisione locale. Un uomo colto, sveglio e godereccio. Che ama la vita e bere bene.

Giaccone è molto parco, beve quel che è giusto. Ci siamo incontrati anche una sera qualche settimana fa in centro storico, alla fine della presentazione di un suo libro. Ha bevuto tre Martini Cocktail. Alla fine gli luccicavano un po’ gli occhi, ma era sobrio. Io invece, quella sera, ho interrotto la mia dieta di superalcolici e ho bevuto due Satan’s Circus, per la prima volta nella mia vita. Volevo provarlo, perché Giovanni ne aveva parlato su mentelocale. E il nome e la mistura mi attiravano. Non me ne sono pentita, sono entrata in contatto con il demonio per un po’, ma non mi sono ubriacata, e mi sono arrampicata a casa tranquilla in bicicletta. Buona lettura.

Potrebbe interessarti anche: , Franco Carlini, pioniere del web. Lo abbiamo ricordato a 10 anni dalla morte. Chissà cosa direbbe oggi di Facebook , Trekking al Forte Diamante. Insieme a Bruno Morchio, con Un piede in due scarpe, il suo ultimo romanzo , Emanuele Conte: «Il mio lavoro, la mia Genova. Tonino e Lele Luzzati». Il Teatro della Tosse visto da vicino , A San Terenzo di Lerici, ho dormito una notte in compagnia di Mary Shelley, l'autrice del Frankenstein , All'agriturismo La Sereta, sull'Appennino Ligure alle spalle di Genova, nella fattoria degli animali

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Zanna bianca Di Alexandre Espigares Animazione Francia, Lussemburgo, U.S.A., 2018 L’avventura che ha emozionato intere generazioni, per la prima volta in una straordinaria animazione anche in 3D. Guarda la scheda del film