Libri Genova Mercoledì 28 ottobre 2015

Ad Halloween 2015 Genova è stregata: racconti paurosi

di
Halloween strega
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Venerdì 30 ottobre, ore 18, presso la libreria Coop del Porto Antico, la presentazione del libro Genova Stregata: fantasmi, diavoli e leggende millenarie (De Ferrari Editore, 255 pagg.,15 Euro), con l'autore Alex Marco Pepè.

Sabato 31 ottobre, ore 20.30, in piazza Matteotti, in occasione della festa di Halloween, torna il Ghost Tour 2015 per le vie e le piazze del centro antico di Genova.

A distanza di quasi vent'anni dal libro Genova Magica, spettri, demoni ed altri misteri, dal quale è poi nato il Ghost Tour di Genova, Marco Pepè, conosciuto con il nome d’arte Alex, primo acchiappa fantasmi d'Italia, torna a scrivere e lo fa con il libro Genova Stregata: fantasmi, diavoli e leggende millenarie, un libro che racconta non solo le leggende millenarie che da sempre accompagnano la storia ufficiale di Genova, ma anche quelle metropolitane. Ecco le storie di diavoli, fantasmi e streghe che infestano la città.

Genova - Le Grotte de foè: Voltri
Delle origini di queste grotte poco si sa, si trovano sulle pendici del Bricco Pallìn non tanto distante dall’isolata Cappella Viacava. Da quelle parti si racconta che dette grotte fossero un tempo abitate da donnine piccole che l’immaginario popolare aveva definito Foè. Le Foè, a dispetto del nome che può trarre in inganno, non sono fate buone, ma maligne streghe. Queste creature avevano la consuetudine di recarsi al mattino presso una fontana poco distante da Cà Roccabruna, dove erano solite lavarsi e pettinarsi. Un giorno le piccole fattucchiere dimenticarono sul marmo della fontana il loro pettinino e quando tornarono indietro per recuperarlo si accorsero che qualcuno lo aveva preso prima di loro. Quell’oggetto per loro rappresentava qualcosa di più di un semplice pettine, era sicuramente un magico attrezzo dalle grandi virtù. Da quel giorno ogni notte nella vallata si udivano le stridule
voci delle donnine che promettevano a chiunque gli avesse portato il pettine di rivelargli il segreto di un’erba dalle magiche proprietà.
Una mattina un anziano signore, mosso più da curiosità che da avidità di conoscenza, si presentò all’ingresso delle grotte con il pettine in bocca, fu accolto con tutti gli onori ed ebbe dalle Foè il segreto promesso. Da allora il vecchio signore visse fortunato e in salute per oltre cent’anni portando con sé nella tomba il segreto della magica pianta.

Ca’ de Anime: Voltri
A Genova molti conoscono La Ca’ de Anime: a Voltri probabilmente tutti la conoscono, ma in tanti non sanno perché si chiami così. A pochi chilometri da Voltri, sull’antica Via del Sale, vi è una casa di campagna, una palazzina di due piani come tante altre. Questa costruzione nel Medioevo fu adibita a locanda, dove viandanti, artigiani e guerrieri potevano rifocillarsi quando in viaggio percorrevano la Via del Sale. I gestori di questa locanda erano però una vera e
propria congrega di briganti; infatti le camere che offrivano a certi ospiti erano un tantino speciali. Quando un cliente dall’aria facoltosa giungeva in albergo, gli veniva assegnata una stanza dal soffitto mobile. Di notte, cogliendo l’ospite in pieno sonno, i gestori si calavano dal soffitto e uccidevano il malcapitato per derubarlo. I corpi senza vita venivano poi gettati in una botola accessibile dalla cantina. Ma si sa, niente dura per sempre, e così anche i nostri delinquenti di altri tempi vennero scoperti e giustiziati. Da allora nessuno volle più abitare la Ca’ de Anime e la sua sinistra fama crebbe a dismisura, diventando per la tradizione popolare la casa più infestata di Voltri. Solo sul principio degli anni Cinquanta del XX secolo una famiglia, mossa dal bisogno per la mancanza di alloggi a buon mercato, provò a trasferirvisi. Si sa, spesso la necessità supera di gran lunga le dicerie e, nonostante l’orrenda fama, alla Ca’ de Anime si riaprirono i battenti. Ma la famiglia quasi immediatamente capì che qualcosa non andava e che le dicerie non erano poi così inappropriate. Videro oggetti che si muovevano da soli, rumori molesti ad ogni ora del giorno e della notte e così via. Con il
tempo non ci fecero più caso, per necessità ci si abitua sempre a tutto e a tutti, persino agli spettri. Il fatto più straordinario però rimane l’apparizione di una ragazza vestita di bianco. Tale fantasma si manifesterebbe poco prima del sorgere del sole fra gli orti che circondano la casa e sembra che sia intento a cercare qual-cosa o qualcuno. Pare che in vita sia stata la fidanzata di un ospite della locanda e che ancor oggi vaghi alla ricerca del suo amore perduto. La storia della Ca’ de Anime fu ampiamente documentata da un servizio televisivo della trasmissione di Rai 3 Fatti strani di gente comune a cura di Bruno Ferraciolo che vi consiglio vivamente di vedere. Se riuscite a trovarlo naturalmente...

Ca’ du diau: Voltri
A pochi chilometri dal centro di Voltri sorge il santuario dell’Acquasanta; la leggenda ci racconta che una notte alcuni pastori furono attratti da un’abbagliante luce proveniente dalle acque del fiume Leira. Tale chiarore proveniva da una statua della SS. Vergine che emergeva dai flutti spumeggianti. A seguito dei continui pellegrinaggi fu poi ivi eretta dai fedeli una cappella. Una notte di pioggia incessante, la piccola costruzione fu abbattuta dalla furia degli elementi, ma la statua della Vergine rimase intatta. Fu costruita allora un’altra cappella, divenuta poi Santuario attorno al 1700 su progetto dell’architetto lombardo Carlo Muttone. Si racconta che la prima cappella sia stata eretta sulle rovine di un piccolo tempietto pagano che era dedicato a Eja, una ninfa che avrebbe dato il nome al torrente Leira. Le virtù terapeutiche dell’acqua sulfurea che sgorga ai piedi della piccola cappella sono da molto tempo note.
Si sa, il Diavolo e l’Acquasanta spesso vanno a braccetto, infatti leggo su di un articolo del quotidiano cittadino Il Lavoro del 7/5/1987: al numero 273 di Via Acquasanta appare una figura alta due metri, con le sembianze di un religioso, ma, se ci si sofferma a guardargli i piedi, si noterà che al posto di essi fanno bella vista due zampe caprine!

La casa del bambino piangente: Pegli
In Via Scarpanto, nei pressi di Torre Cambiaso, pare ci sia una casa oramai abbandonata dove durante la luna piena comparirebbe sui vetri delle grandi finestre il volto di un bambino che piange. Si narra che il fanciullo sia morto a causa delle percosse inflittegli dai suoi genitori.

© De Ferrari Editore

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