Antonella Questa in Svergognata: «Mi sono ispirata ai social» - Genova

Teatro Genova Teatro del Ponente Giovedì 22 ottobre 2015

Antonella Questa in Svergognata: «Mi sono ispirata ai social»

Antonella Questa in 'Svergognata'

È possibile acquistare i biglietti per Svergognata in scena al Cargo su happyticket.it

Genova - Una vera e propria ricerca partita in tempi non sospetti, nel 2011, quando Instagram era un social appena nato (il lancio nell'ottobre del 2010). «Come sempre la mia è stata inizialmente una curiosità, o forse un'intuizione. Provavamo lo spettacolo Vecchia sarai tu! e mi ero appena iscritta a Instagram. Mi colpii molto la serie di immagini di donne che si mostravano, non nude, magari, ma ammiccanti. I commenti degli uomini, poi, erano esagerati: si sperticavano in complimenti e facevano proposte di matrimonio», ricorda Antonella Questa, che di Svergognata - spettacolo in scena al Teatro Cargo, venerdì 23 ottobre, ore 21 - è autrice e interprete, cura la regia Francesco Brandi (co-autore e regista di Vecchia sarai tu!) e le coreografie Magali Bouze «sì, perché in scena il linguaggio del corpo è per me parte integrante della drammaturgia. Mi piace usare il corpo al posto della parola. In Svergognata con il ritmo del corpo racconto una sfrenata vita interiore».

«Inutile ribadire quanto siamo tutti schiavi delle immagini oggi, ma siamo schiavi anche della nostra immagine. O meglio, siamo schiavi dello sguardo degli altri. Vogliamo fare bella figura. E allora la strada del mio percorso di ricerca è stata guidata da una domanda molto semplice: possiamo liberarci dello sguardo altrui? E recuperare così un ascolto interiore?».

Io guardavo loro e mi sono persa di vista. Dice Chicca, il personaggio principale degli otto interpretati da Antonella Questa in Svergognata. L'attrice-autrice non si è limitata ad osservare il fenomeno e a riflettere, si è messa a fare un vero e proprio studio, intervistando gli utenti di Instagram, tramite un questionario anonimo. «Ho conosciuto così moltissime storie. E qualcuna di queste persone l'ho anche conosciuta di persona e si è instaurata anche una certa simpatia». Tutte donne? O anche uomini? «All'inizio ho incluso anche uomini, ma poi non c'è niente da fare, le donne sono molto più interessanti e poi ce n'erano di più. Senza contare che il prezzo più alto rispetto allo sfruttamento dell'immagine femminile continuano a pagarlo le donne. Gli uomini al massimo sono un po' ridicoli con il loro pacco in vista».

A dare ulteriore slancio all'idea la visione del documentario Il corpo delle donne - sull’uso del corpo della donna in TV di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù. «La frequenza e brutalità con cui il corpo femminile è dato in pasto agli sguardi è inversamente proporzionale alla conoscenza che le donne hanno in realtà di se stesse. Ho parlato con ginecologhe, estetiste, ostetriche, conclusione? Le donne si guardano poco e si conosco ancora meno».

Svergognata è un sunto di tutto questo. Dentro ci sono tante donne diverse, che Questa conosce o che ha incontrato, donne che gestiscono uomini a casa, siano mariti o figli, ma questa vita perfetta un giorno può crollare. «Chicca crolla quando scopre sul cellulare del marito il messaggio di una svergognata. Da quel momento si chiede ossessivamente come poter recuperare lo sguardo del marito e distoglierlo da "quella". Le amiche le suggeriscono di farsi l'amante. Qualcuno le dice,fai buon viso a cattivo gioco e prosegui la tua vita come niente fosse. Poi l'incontro con una svergognata reale: una donna che ha vissuto la vita vera, che ha sempre saputo cosa voleva e conosce il suo corpo, una donna che vive con una grande consapevolezza di sè».

Il titolo di questo spettacolo come nel caso di Vecchia sarai tu! è un intervento ironico su un'espressione che si usa e si abusa, che corrisponde a uno stereotipo e anche a un tabù. Ma Antonella Questa cosa intende quando dice svergognata? «Mi riferisco proprio a tutto quello che nasconde e quanto si abusi di questa parola per sgridare bambine, ragazze e donne di cose diversissime tra loro. Se non mangi tutto a tavola Ma non ti vergogni?; se on vai a messa Ma non ti vergogni?; se ti spogli Ma non ti vergogni?. Ma chi deve vergognarsi davvero?».

Dopo un anno e mezzo di tournée, Svergognata nato nel 2014 parte per un'altra intensa stagione, com'è andata fino a qui? «È uno spettacolo sorprendente. Tantissimi uomini mi scrivono per ringraziarmi perché sollevo, dicono, argomenti che non hanno il coraggio di affrontare con le proprie compagne. Ma ne sono entusiaste anche le donne meno giovani e d'altra parte le ragazzine. Porto fuori i tabù, qualcosa di cui ci si vergogna di parlarne, appunto».

Cos'hai scoperto dalla tua inchiesta su Instagram? Perché le donne si mettono in mostra? «Per noia. Per solitudine. Perché sono in un periodo difficile. Poi quando riescono di nuovo a stare con se stesse, da sole, non hanno più bisogno di Instagram né di essere guardate».

Nel frattempo Antonella Questa è già al lavoro su altro: Wonderwoman, uno spettacolo con Giuliana Musso e Marta Cuscunà, (al Teatro dell'Elfo di Milano - 8-13 dicembre) e sta elaborando una nuova scrittura che sarà pronta per la primavera del 2017. «Wonderwoman è un testo che abbiamo scritto tutte e tre insieme, una specie di super-reading intorno a un'inchiesta sull'indipendenza economica delle donne, su cosa succede quando divorziano, su come funziona la famiglia, sul profilo della donna alfa, ecc. Con Giuliana Musso siamo vecchie amiche, ci conosciamo da oltre 20 anni e questa è finalmente l'occasione di collaborare in scena». Come avete lavorato alla scrittura? «Ci siamo suddivise le tracce. Per esempio io mi sono concentrata sui colloqui di lavoro e sulla figura di una head-hunter; Marta sulle eroine dei fumetti; Giuliana ha intervistato le donne manager. Abbiamo debuttato nel 2014 all'interno de Il tempo delle donne a Milano. Ma quella prima lettura ha avuto un impatto tale e poi ci siamo trovate così bene che l'abbiamo trasformato in un lavoro che ha già fatto una bella tournée e proseguirà per tutta la nuova stagione teatrale».

E lo spettacolo nuovo? Quale tema? «L'opulenza che ci circonda legata al senso del possesso. Altro tema economico, ma che avrà varie declinazioni. Ne riparliamo nel 2017».

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