Weekend Genova Domenica 27 settembre 2015

Dialogo nel buio: un percorso che apre i sensi

Dialogo nel buio

Per altre idee e proposte, vi consigliamo di visitare il sito di101giteinliguria - Gite in Liguria a misura di bambino.

Genova - Lo farete perché vi sarà piaciuto questo pezzo. Lo farete perché un amico o un'amica vi chiederà di farlo insieme, lo farete perché...ho sempre pensato di farlo ma poi...Poi, chissà perché, avete sempre rimandato. Ma lo farete. Farete, prima o poi, una visita a Dialogo nel Buio.

Quella che vi stiamo per raccontare è la nostra esperienza di visita con i bambini (il percorso è adatto a bambini dall'età scolare in su) a Dialogo nel Buio, un vero e proprio percorso multisensoriale, perché mette realmente alla prova tutti i sensi di cui, noi vedenti, siamo dotati. È quindi anche un modo per capire meglio e usare di più i quattro sensi che rimangono, una volta perduto l'uso della vista. Ma il coinvolgimento emotivo che la visita lascerà, a voi e ai vostri bambini, è qualcosa di molto appagante, che incasserete solo all'uscita.

Vi avvicinerete quindi un po' timorosi, voi più dei vostri bambini, alla chiatta, posta proprio di fronte al Galata Museo, che ospita da qualche tempo, e in modo permanente, questa singolare installazione. Lo scopo della visita, che durerà circa 45 minuti (i più veloci della vostra vita), è quello di far percepire ai vedenti le mille difficoltà che la normale vita quotidiana pone ai non vedenti o agli ipovedenti, che possono contare sull'ausilio e sul potenziamento dei restanti quattro sensi (oltre a nuovi supporti che, fortunatamente, la tecnologia rende disponibili sempre più).

Tutto questo vi verrà spiegato alla cassa, unitamente ad alcune raccomandazioni e spiegazioni sulla sicurezza del percorso, che ovviamente non presenta ostacoli veri e si svolge in assoluta tranquillità e sicurezza. Chi, però, vi garantirà tutto questo sarà la vostra Guida: un accompagnatore/accompagnatrice non vedente o ipovedente, la cui voce comincerete ad udire una volta entrati nel buio dell'anticamera che precede l'ingresso vero e proprio.

Vi innamorerete da subito di questa voce, perché rappresenta la vostra sicurezza, il vostro unico punto di riferimento. Vi spiegherà infatti che è normale lo spaesamento che starete provando, che è normale il vago senso di oppressione che alcuni sentiranno, e che lei non vi perderà mai dalla sua vista uditiva e tattile e sarà al vostro fianco ogni momento.

Comincerete allora ad entrare in questo magico mondo buio, dove ogni cosa è quello che sembra: al tatto, nessuno sbaglierà a riconoscere gli oggetti. L'oscurità non mente e i nostri quattro restanti sensi iniziano a potenziarsi per completare quelle immagini che ora non arrivano più, al cervello, attraverso gli occhi (vi chiederete allora, perché tenerli aperti? Eppure vi accorgerete lo starete facendo!), ma che comunque il cervello si deve costruire.

La voce della Guida vi risulterà dolce, rassicurante, ma anche vagamente autoritaria: dev'essere così, perché in quel momento dovete sentirvi compresi nella vostra difficoltà, e guidati con sicurezza, nello stesso tempo. Presto comincerete a chiedervi che volto ha la vostra Guida: nel nostro caso, si trattava di una ragazza e molti di noi si sono immaginati un taglio di capelli, un colore, una corporatura.

Andiamo avanti: saliamo sull'autobus? Si, i non vedenti possono fare anche questo, e allora eccoci salire su un autobus, ascoltare con attenzione il nome della nostra fermata e scendere. Vogliamo andare al supermercato? passiamo accanto all'edicola e arriviamo al supermercato, dove scegliamo i prodotti in base al profumo, alla forma, al tipo di reparto in cui ci troviamo. Sarete sempre immersi nell'oscurità più assoluta, ma all'improvviso vi sentirete già più sicuri e confidenti. Non sarete inciampati né avrete scontrato alcunché. Avrete solo toccato, per prossimità, alcuni dei vostri compagni di visita, senza poterli minimamente riconoscere.

La raccomandazione principale, infatti, è quella di muoversi, a piccoli passi, con le mani in avanti poste all'altezza dei fianchi. Abbiamo preso l'autobus, abbiamo fatto un po' di spesa, non vogliamo rilassarci dieci minuti al bar? La vostra Guida diventerà allora barista, e vi aiuterà, con la voce, a raggiungere il bancone e vi elencherà cosa offre il bar: acqua, caffè, bibite, biscotti. «Prego, cosa ordinate?» Scoprirete allora che al buio si può tranquillamente fare un caffè espresso, distinguere nel frigo un cartone di succo alla pera da uno alla pesca, battere uno scontrino, centrare lo zucchero nella tazzina.

Noi, personalmente, siamo risultati bravissimi nel trovare il buco per infilare la cannuccia nel bric (a proposito, da che lato si infila la cannuccia, visto che un lato è sagomato appositamente? per individuare il lato tagliato a 45° si possono usare le mani oppure le labbra). Sappiate già in partenza che i bambini risulteranno più bravi di voi e le loro domande risuoneranno nel buio, precise, impertinenti e curiose come solo loro sanno porre. Ma il bar è anche un'occasione per fare quattro chiacchiere, sarete tutti molto rilassati e penserete siano passati solo 20/25 minuti. Sbagliato. L'orologio vocale della guida vi dirà che sono trascorsi 45 minuti. Verrete invitati a esprimere le vostre sensazioni e a fare le domande che vi interessano.

Tutti, al buio, si sentiranno un po' più liberi. Certamente vi metterà a proprio agio la vostra Guida, la quale risponderà alle vostre domande sulle difficoltà di ogni giorno, di come le supera, di quale energie profonde in ciò, forse anche accennandovi la propria patologia personale, se lo ritiene, e questo è il momento in cui tutti i sensi si spengono e rimane accesa solo una grande empatia personale e un coinvolgimento emotivo profondo. La visita giungerà infine al termine.

Sarete curiosi di vedere la vostra Guida, noi personalmente ritenevamo che, per rendere completa l'esperienza di un non vedente, questo non fosse previsto, invece, passata la seconda tenda per l'uscita...potrete vedere alla luce la persona che si è dedicata a voi. Sarà come ve la siete immaginata? Probabilmente no. Non c'erano ragioni logiche per cui dovesse somigliare all'immagine che vi eravate costruiti di lei. L'unica cosa che - certamente - accadrà, sarà che la sua voce perderà improvvisamente autorevolezza e prestigio, per diventare una voce come tutte le altre, in quanto il cervello si sarà nuovamente sintonizzato sul canale visivo e avrà codificato la voce come canale secondario. E infine tornerete a rivedere il sole.

Ma Dialogo nel Buio è anche gioco e partecipazione. Per vivere l’esperienza di Dialogo nel Buio in modo originale e coinvolgente, per i bambini dai 5 agli 11 anni, durante l'inverno sono previste speciali iniziative per bambini e ragazzi come ad esempio Merendiamo al buio con la quale i ragazzi, sempre seguiti e coordinati dagli operatori scoprono come preparare la propria merenda imparando un modo diverso per riuscire a muoversi e orientarsi.

A Carnevale, inoltre, i partecipanti devono scoprire le maschere di carnevale più famose e riconoscerle utilizzando il tatto. Successivamente (in luce) costruiscono la maschera preferita, utilizzando la tecnica della cartapesta.

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