Renzo Piano firma il Blueprint. «Ora spazio ai giovani» - Genova

Renzo Piano firma il Blueprint. «Ora spazio ai giovani»

Attualità e tendenze Genova Giovedì 24 settembre 2015

Renzo Piano a Palazzo Tursi
© Francesca Baroncelli
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Genova - «Mettere questa firma mi fa un certo effetto». Renzo Piano è emozionato mentre con la sua penna verde sigla l’atto di donazione del progetto Blueprint da parte di Renzo Piano Building Workshop s.r.l. al Comune di Genova, alla Regione Liguria e all’Autorità portuale di Genova. A firmare con lui ci sono il sindaco di Genova Marco Doria, Luigi Merlo, presidente dell'Autorità Portuale di Genova, e Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.

«Più che un progetto è un’idea, è l’uovo di Colombo», spiega Piano, che vuole restituire alla città l'affaccio sul mare degli oltre tre chilometri che separano il Porto Antico dalla Foce; sarà un nuovo waterfront fatto di ponti e isole, con una passeggiata pedonale dai Magazzini del Cotone al Palasport. Il lungomare partirà dunque da Boccadasse, attraverserà corso Italia e la Foce, fino ad arrivare al Porto Antico.

«Vogliamo ridare il mare a Genova», continua Piano, «Abbiamo cominciato a farlo con il Porto Antico nel 1992. Immaginatevi che quella passeggiata continui e arrivi fino a corso Italia. Vogliamo riportare l’acqua dove era già in passato, costruendo un sistema di darsene, e non di canaletti. Non c’è nulla di straordinario in questo, è quasi banale, ma è anche molto semplice da fare: non è un’utopia, ma un'idea realizzabile».

L’architetto e senatore a vita, però, ora vuole farsi da parte: «Ho donato la mia idea a Genova. Ora vorrei che fossero dei giovani ad occuparsene: bisogna fare al più presto dei concorsi. C’è gente che non aspetta altro: dagli architetti agli ingegneri, genovesi e non».

«Questo progetto guarda al futuro della nostra città», commenta il sindaco di Genova, Marco Doria, «ci consente di volare alti e di capire ancor di più le potenzialità del nostro territorio. L’area fieristica deve essere ripensata, così come quella delle riparazioni navali. Due parti della città che oggi sono scollegate, con il Blueprint saranno riconnesse. Questa per noi è una sfida e c’è un grande lavoro da fare per finanziare l’opera: una parte del progetto, quella che riguarda la zona del porto, verrà finanziata con i denari pubblici, per il resto dovremo essere in grado di mobilitare investitori privati».

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