Genova Agriturismo il Ciliegio Giovedì 1 settembre 2016

Fattoria il Ciliegio: apro un agriturismo e cambio vita

Agriturismo Il Ciliegio
© Hira Grossi
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MENTELOCALE VINTAGE

Lo spunto di Laura Guglielmi è in vacanza fino al 21 settembre. Ogni mercoledì però riproponiamo gli articoli più graditi da voi lettori nell'ultimo anno.

La Fiera del Bestiame presso la fattoria il Ciliegio quest'anno è prevista per il 18 settembre 2016.

Genova - Sono proprio tanti quelli che sognano di mollare tutto e cambiar vita, aprendo un agriturismo in campagna, un baretto ai Caraibi o un ristorantino sul mare, magari alle Canarie. Se all’estero, meglio. Però, mi viene da dire, anche vicino a casa si può trovare un altro mondo. Infatti c’è chi lo ha fatto a San Desiderio, un quartiere dell’immediato entroterra genovese, dando vita alla Fattoria il Ciliegio.

Un mese fa ho conosciuto sull’Alta Via dei Monti Liguri, tra il Saccarello e il Toraggio, una coppia di giovani, che hanno preso in mano un terreno di famiglia abbandonato, nelle Langhe. Contadini laureati si sono definiti, orgogliosi e risoluti. Questo è il futuro. Soprattutto se erediti proprietà, è assurdo che le lasci cadere a pezzi, magari per cercare un lavoro all’altezza dei tuoi studi, che non troverai mai. E poi quali sono i parametri per decidere cosa si confà a un laureato? I tempi sono cambiati.

Un commerciante di un noto paese dell’entroterra genovese, tempo fa mi ha raccontato che era disperato, perché i nipoti non volevano saperne di portare avanti la sua attività, vendere i famosi biscotti in un negozio ben avviato. Erano laureati e «si meritavano un lavoro diverso». E intanto se ne stavano lì, disoccupati in panciolle tutto il giorno.

Mai te l’aspetteresti di trovare un posto così a pochi chilometri dal centro città, Genova non finisce mai di regalarti luoghi nascosti, pieni di saper fare. È stata la video-maker Hira che mi ha portato un pomeriggio di fine estate alla Fattoria il Ciliegio. Un vasto appezzamento, gestito da una coppia di fratelli, Giorgio, 30 anni, laureato in scienze turistiche, e Adriano, 23, e da un dipendente 19enne, Giacomo. Tutti sorvegliati da papà Emidio.
Galline, mucche, caprette, maiali, cavalli, conigli, api. E orti magnifici, che grondano verdura, fichi da cogliere con le mani, una piccola piscina, dove far sguazzare i bambini. Un terreno abbandonato da tanto, Emidio aveva un’impresa edile, e i due ragazzi si imbarcavano sulle navi, ma tre anni fa hanno deciso di fermarsi e dedicarsi alla preziosa eredità che gli aveva lasciato il nonno.

Mica stupidi! Ora l’azienda sta andando a gonfie vele. In tre anni hanno messo in piedi tante di quelle cose che spero di ricordarmele tutte.

  • La fattoria didattica per i bambini, condotta da Paolo. Tante sono le scuole che l'hanno visitata. Ve le immaginate queste creature, che credono che il latte nasca nel tetrapak, vedere una mucca dal vivo?
  • Ristorante all’aperto solo d’estate, 20 euro a testa, ed eccovi in tavola tutti i prodotti dell’orto. Ottima idea anche per una festa o matrimonio low cost, ecosostenibile e in mezzo al verde.
  • Vendono frutta e verdura appena raccolta, e conserve da loro preparate.
  • In un appezzamento ospitano persone in tenda. Davide, che fa le pubbliche relazioni, è riuscito in poco tempo a far passare qui 30mila scout, in maggioranza dal Belgio. Un posto così economico e così vicino alle Cinque Terre, dicono, accorrendo dal Nord Europa.
  • Stanno per aprire un ostello, in una casa ristrutturata.
  • Ciliegina sulla torta. Hanno comprato la Casa del Popolo, dalla Fondazione ex-Pci, per ricavare appartamentini, per padri e madri separate.
  • Dall’anno scorso si sono inventati una Fiera del bestiame, hanno partecipato migliaia di persone e un centinaio di animali. Il 19 e il 20 settembre ci sarà la seconda edizione, con eventi e attività varie. Potrebbe essere l'occasione buona per metterci il naso con i bambini o senza, e trascorrere lì una giornata.

Sono le otto: eccoci ora, seduti a tavola, Hira ed io, con i nostri rispettivi consorti. E con la bimba di Hira - Isabella - che sta addentando con foga i ravioli appena messi in tavola, con gli occhi azzurri pieni di entusiasmo, per aver visto da vicino e accarezzato così tanti animali. Mentre noi adulti parliamo di tasse, appalti, moduli da compilare, le solite difficoltà italiche a gestire un’azienda. Poi Emidio comincia a raccontare la sua vita e quella dei suoi figli. È stato Giorgio a dire basta con il lavoro sulle navi da crociera, si voleva fermare a Genova, per provare a costruire qualcosa di tutto suo. Lo ha seguito entusiasta il giovane fratello Adriano, che tutte le sere, dopo aver messo a dormire gli animali, se ne va in motorino fino a Torriglia, a trovare la fidanzata, «una giovane donna che guida il trattore e bada a dieci mucche», ci racconta Emidio.

Ora ci stanno confidando una trovata di Adriano: i due maiali - un maschio e una femmina di taglia grande e color nero, una razza pregiata - non ne volevano sapere di accoppiarsi. Allora lui ha visto che una maialina rosa dell’allevamento - perché ne hanno uno più commerciale in un'altra zona - era in calore, e l’ha portata lì sull’Ape. La cosa è andata a finir bene, tra il plauso generale. Però a me è venuto da pensare: mica hanno pensato anche alla maialina nera, portandole un compagno rosa tutto per sé. Gliel’ho detto, prendendoli in giro. Spero poi lo abbiamo fatto. Così, tanto perché siano tutti felici, animali e umani, maschi e femmine. Ancora me la immagino la maialina nera, tutta sola e abbandonata.

Nel frattempo in tavola scorrono i piatti: oltre ai ravioli, trofie al pesto, torte di verdura, zucchine ripiene, coniglio e verdure dell’orto alla griglia. E poi un’anguria così dolce che ho ancora il sapore in bocca. Tutto innaffiato di vino bianco e rosso.
Ce ne andiamo che è l’una di notte. La piccola Isabella dorme già da un pezzo. Emidio ha appena finito di raccontarci complicate relazioni e intrecci familiari, compreso il fatto che lui è veramente andato alle Canarie, per costruirsi un’altra vita. E poi è tornato qui, perché cambiare si può, anche guardando le cose che fai e che hai da un’altra prospettiva. E mi raccomando, se possedete dei terreni di famiglia e siete disoccupati, anche se laureati, investite lì i vostri sforzi: è il futuro.

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