Weekend Genova Mercoledì 29 luglio 2015

Escursioni in Liguria: itinerario sul monte Antola

Vetta Monte Antola
© R.Costa
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Anello Chiappa - Monte Ántola

Genova - Difficoltà: E
Dislivello in salita
: 800 m circa
Dislivello in discesa
: 800 m circa
Tempo di percorrenza
: 2.30-3 ore fino in cima al Monte Ántola; 4.30-5.15 ore l’intero anello.

È un bell’anello che consente di raggiungere il panoramico Monte Ántola partendo dal borgo di Chiappa nell’alta Valbrevenna e ritornandovi per un sentiero differente. Il percorso di salita, privo di segnavia, si svolge lungo un bel sentiero di crinale. In discesa, invece, si segue una mulattiera a mezza costa tra muri a secco, casoni, splendidi faggi e castagni.

Accesso stradale: usciti al casello di Busalla dell’autostrada Milano-Genova, si prosegue diritti per Casella e Avosso, dove si gira a sinistra sulla rotabile che rimonta la Valbrevenna. Giunti alla testata della valle, si prende a destra la tortuosa diramazione per Senárega, che si supera, poi si gira a sinistra per salire a Chiappa (886 m).

È un antico villaggio situato in bella posizione, a mezza costa su un versante a solatìo. Il nome Chiappa deriva dal termine dialettale ciappa, ossia le lastre di pietra di calcare marnoso con le quali erano ricoperti i tetti. «A Chiappa si respira aria di montagna - scrive G. Bassoli - . Le case son disposte in file sovrapposte e formano un balcone panoramico sull’alta valle». (La valle dei castori, pag. 13).

Itinerario: imboccata una viuzza che sale tra le case, si gira prima a destra e poi a sinistra, per raggiungere la mulattiera segnalata con una croce gialla, che si segue in salita. Oltre le ultime case, si incontra un bivio presso una croce: trascurando il segnavia cerchio giallo barrato (che porta a Piancassina), si sale a sinistra e, dopo poco, si abbandona anche il segnavia croce gialla (che si seguirà in discesa), per proseguire in diagonale verso ovest fino al panoramico spartiacque tra la valletta di Senárega e quella di Tonno, dove la vista spazia sul Monte Búio, l’Ántola, il mare e il Santuario della Guardia. Qui la mulattiera gira a destra, poi s’innalza sulla cresta verso nord-est, incontrando maestosi castagni, cascinali in pietra, muri di contenimento dalle enormi pietre squadrate. Giunti ad un bivio (989 m) si sale a destra nel bosco sul lato nord del costone (tra i rami si scorgono i villaggi di Casaréggio e Tonno). Tornati sul crinale presso una casa in rovina, si segue la cresta quasi pianeggiante fino ai piedi di un ripido contrafforte boscoso. Qui il sentiero piega a destra e s’innalza diagonalmente sul lato sud del contrafforte. Attraversato un cancello si raggiungono i Casoni di Giuan (1190 m) in magnifica posizione su un pendio prativo sotto il Monte Cremado. Il sentiero va a sinistra tra le case, poi risale i pascoli e la placca rocciosa sopra l’abitato. Da qui si continua a sinistra (indicazione Monte Ántola) in salita verso nord. Si procede per un tratto sul crinale, poi si piega sul boscoso versante boschivo che guarda Tonno, e si sale più ripidamente fino ad un intaglio nella roccia, chiuso da un cancello. Superato il cancello, si lascia a destra il Monte Cremado (1512 m, che può essere raggiunto in una decina di minuti) e si prosegue sul sentierino a sinistra, fino a congiungersi con la mulattiera segnalata con due cerchi gialli pieni, proveniente da Torríglia. Percorrendola verso sinistra si arriva al ripiano delle ex Case Ántola (1535 m) poi, lasciando a destra la cappella, si sale rapidamente sulla calotta erbosa che costituisce la sommità del Monte Ántola (1597 m).

È il monte più amato e frequentato dagli escursionisti genovesi. Posto al confine tra la provincia di Genova e quella di Alessandria, è un importante nodo oroidrografico, dal quale hanno origine le catene divisorie tra le valli Scrívia, Trébbia e Borbera. Per la sua posizione particolare, il Monte Ántola è uno straordinario punto panoramico con la vista che spazia a 360°: dal mare con la Corsica e l’Arcipelago Toscano, fino alla catena delle Alpi. Frequentato dall’uomo fin da tempi remoti, veniva attraversato «in tutte le direzioni e in ogni stagione dell’anno, ora per farvi pascolare le mandrie, ora per raccogliere fieni, ora per far provvista di erbe aromatiche e medicamentose, o di legname» (Ántola Parco Naturale Regionale, pag. 38) e anche, in tempi meno lontani, per la produzione del ghiaccio e del carbone.

In discesa si percorre la mulattiera con i due cerchi gialli pieni (Via del Mare) verso Torríglia, passando nei pressi del nuovo Rifugio Parco Ántola (1460 m), che si può raggiungere con una breve deviazione a sinistra.

È una moderna struttura situata in bella posizione, alla confluenza degli itinerari provenienti da Torríglia e Bavastrelli. Dispone di 30 posti letto in camerate da otto e sei persone, e 50 posti per la ristorazione, Di proprietà dell’Ente Parco, il rifugio è gestito in molti periodi dell’anno (tel. 339 4874872).

Si seguono i due cerchi gialli pieni fino alla Colletta delle Cianazze (1344 m), dove si gira a destra sulla mulattiera segnalata con una croce gialla, che scende nella faggeta sul lato della Valbrevenna, fino ad un bivio dove si lascia a sinistra la mulattiera per Lavazzuoli, indicata da tre pallini gialli, per seguire a destra il segnavia una croce gialla. Superato il cancello di un pascolo si arriva ad un gruppetto di case diroccate (località Libia, 1166 m) poi, tagliando quasi in piano verso sud-ovest, si superano antiche frane e qualche tratto invaso dai rovi. Lasciando a destra la diramazione che sale ai suggestivi Casoni di Lomà, si procede a mezza costa: si doppia un contrafforte e si incontra una fonte. Superata la Cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore (1107 m) si scende in diagonale per un pendio in parte boscoso, poi si continua a mezza costa verso ovest fra muri e terrazze abbandonate, fino a ricongiungersi con il sentiero percorso in salita, poco sopra l’abitato di Chiappa.

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